Dal 2021, quando le forze statunitensi e della NATO si sono ritirate dall’Afghanistan, si contano 75 scontri tra forze afghane e pakistane. Il 15 ottobre 2025, dopo mesi di tensione con accuse reciproche di aggressione lungo il confine e una settimana di attacchi aerei e scontri di terra nella zona di Spin Boldak e Chaman, Afghanistan e Pakistan concordarono un cessate il fuoco nei colloqui mediati da Qatar e Turchia.
Sembrava risolto, ma non per chi conosce quella frontiera instabile e contestata: la Linea Durand, 2.640 km, imposta dai britannici nel 1893 per ridurre l’Afghanistan a “stato cuscinetto” quando ormai stava esaurendosi il Grande Gioco coloniale in Asia centrale. L’Afghanistan non riconosce questo confine, sostenendo che si tratti di una demarcazione coloniale imposta che ha diviso illegittimamente le aree etniche dei Pashtun tra i due paesi. I Talebani, siano essi afghani o pakistani, sono etnicamente Pashtun. E da queste parti del mondo l’etnia è di vitale importanza, tanto da condizionare i rapporti tra gli Stati.
Ma vediamo quali sono le accuse reciproche: Islamabad accusa i Talebani di ospitare militanti e terroristi che colpiscono il territorio pakistano; Kabul accusa Islamabad di destabilizzare la regione proteggendo gruppi legati a IS- Khorasan e denuncia bombardamenti su aree residenziali e vittime civili.
Il problema centrale dietro gli ultimi scontri è dunque l’escalation del terrorismo transfrontaliero. Il 22 febbraio, le autorità pakistane hanno dichiarato che una serie di recenti attentati suicidi all’interno del Pakistan, tra cui un’esplosione in una moschea a Islamabad e attentati a Bajaur e Bannu, sono stati perpetrati dal Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP) e dallo Stato Islamico della Provincia di Khorasan (ISKP) (1).
Il Pakistan sostiene da tempo che tali gruppi terroristi operino protetti dall’Afghanistan e che per questo i conflitti di confine saranno inevitabili. In particolare, il Pakistan vuole che i Talebani tengano a freno gruppi armati islamisti fuori controllo, soprattutto Talebani dissidenti da quelli che ora governano l’Afghanistan, come la Rete Haqqani o Tehrik-i-Taliban Pakistan –TTP (cioè Talebani Pakistani) che, secondo le accuse pakistane, l’Afghanistan starebbe ospitando. Aggiungiamo che i TTP sono emersi in Pakistan nel 2007 distinguendosi dai Talebani afghani, ma condividono con tutto il gruppo etnico Pashtun profondi legami ideologici, sociali e linguistici. Ricordiamo che prima del 2013, anno della morte del Mullah Omar, leader e guida spirituale dei talebani afghani e capo dell’Emirato islamico dell’Afghanistan (1996 – 2001, i Talebani pakistani riconoscevano proprio il Mullah Omar a capo della resistenza dei fondamentalisti islamici.
Venerdì 27 febbraio, l’ex ministro delle finanze pakistano Miftah Ismail ha affermato che il Pakistan “non ha nulla contro i fieri e poveri cittadini dell’Afghanistan“, ma che sono i Talebani (di Afghanistan e Pakistan) a costringere il Pakistan a questo conflitto, “Per il bene dei civili innocenti su entrambi i lati del confine, spero che i talebani cessino le incursioni e il terrorismo in Pakistan“.
Tuttavia, secondo gli analisti, è improbabile che l’Afghanistan intervenga contro i gruppi armati. “I Talebani afghani sembrano riluttanti a reprimere seriamente il TTP, in parte a causa delle precedenti affinità tra i due gruppi, ma anche per paura che i militanti del TTP disertino verso il suo principale rivale, la provincia dello Stato Islamico del Khorasan“, ha dichiarato ad Al Jazeera Pearl Pandya, analista senior per l’Asia meridionale presso l’Armed Conflict Location & Event Data (ACLED), un osservatorio indipendente e imparziale sui conflitti con sede negli Stati Uniti. Pandya ha aggiunto che una grave escalation è “inevitabile” se i Talebani in Afghanistan non reprimono il TTP (2)
Elizabeth Threlkeld, direttrice del programma per l’Asia meridionale presso il think tank Stimson Center di Washington DC, ha dichiarato ad Al Jazeera che gli ultimi scontri non sono sorprendenti, in quanto scaturiscono da mesi di tensioni tra Pakistan e Afghanistan. “È significativo nella misura in cui rappresenta forse un cambiamento di strategia“, ha affermato Threlkeld, sottolineando gli attacchi più aggressivi provenienti dal Pakistan, “Ma da allora, abbiamo assistito a un paio di attacchi terroristici in Pakistan che sono stati piuttosto significativi. Quindi, non mi sorprende che dopo quegli attacchi le cose siano di nuovo andate in questa direzione, purtroppo.” (2)
Una guerra armata tra le due nazioni sarebbe disastrosa per l’Afghanistan che non ha un esercito paragonabile a quello del Pakistan e neppure una aviazione, ed è per questo che i Talebani utilizzano metodi di attacco non convenzionali, attentatori suicidi e droni kamikaze sulla linea di confine. I pakistani invece hanno attaccato Kabul, Kandahar e altre località mirando ad obiettivi come i depositi di munizioni e infrastrutture militari.
Se a noi poco interessa il conflitto tra Afghanistan e Pakistan, anzi sembra quasi una conferma che da quelle parti del mondo succedono le cose peggiori quanto a violenza islamista, i paesi vicini si sono giustamente allarmati e immediatamente espressi.
“L’India condanna fermamente gli attacchi aerei del Pakistan sul territorio afghano che hanno causato vittime civili, tra cui donne e bambini, durante il mese sacro del Ramadan“, ha affermato il portavoce del Ministero degli Affari Esteri indiano, Randhir Jaiswal , sostenendo che “Si tratta di un altro tentativo del Pakistan di esternalizzare i propri fallimenti interni” .
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha esortato Afghanistan e Pakistan a risolvere le loro divergenze attraverso il dialogo e i principi di buon vicinato: “Nel mese benedetto del Ramadan, il mese dell’autocontrollo e del rafforzamento della solidarietà nel mondo islamico, è opportuno che Afghanistan e Pakistan gestiscano e risolvano le loro attuali divergenze nell’ambito del buon vicinato e attraverso la via del dialogo“. La Russia ha esortato le parti a cessare immediatamente gli attacchi transfrontalieri e a risolvere le loro divergenze attraverso mezzi diplomatici, offrendosi anche di mediare; il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha esortato entrambe le parti a rispettare il diritto internazionale.
(1) Molte fonti giornalistiche concordanti tra cui “Scontri di confine e conflitto più ampio: cosa c’è dietro la recente escalation della tensione tra Afghanistan e Pakistan?” Fonte: Xinhua 2026-02-27
(2) Fonte: https://www.aljazeera.com/news/2026/2/27/pakistan-bombs-kabul-why-are-afghanistan-and-pakistan-fighting
