IL SENATO USA AVANZA CON VOTO BIPARTISAN RISOLUZIONE SU NUOVE SANZIONI CONTRO RUSSIA E IRAN

DiRedazione

29 Luglio 2026
Voto procedurale 86-12 in onore del defunto senatore Lindsey Graham, con Zelensky presente in aula dopo il funerale e un incontro a porte chiuse

Il Senato degli Stati Uniti ha approvato martedì 28 luglio 2026, con un voto procedurale di 86 voti a favore e 12 contrari, l’ulteriore considerazione del disegno di legge denominato “Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act of 2026”. Si tratta di un pacchetto di sanzioni fortemente bipartisan, ma non unanime: contro hanno votato 11 democratici e l’unico repubblicano Rand Paul (Kentucky).

Il provvedimento è stato ridenominato in onore del senatore repubblicano Lindsey Graham (South Carolina), principale artefice e sostenitore della misura, deceduto all’inizio di luglio per una lacerazione dell’aorta. Il voto è avvenuto a poche ore dal suo funerale a Washington.

Il testo prevede sanzioni primarie e secondarie contro funzionari, oligarchi, banche e istituzioni finanziarie russe, nonché contro la cosiddetta flotta ombra di petroliere usate per aggirare le restrizioni sulle esportazioni di petrolio russo. Autorizza il presidente a imporre dazi fino al 100% sulle importazioni provenienti dai cinque maggiori acquirenti di petrolio e gas russo e dai cinque Paesi che facilitano maggiormente l’evasione delle sanzioni energetiche russe (principali bersagli attesi: Cina e India, tra gli altri). Include inoltre l’aumento dei dazi fino al 500% sui beni importati direttamente dalla Russia e misure di divieto e sanzioni relative all’uranio russo.

Il disegno di legge estende per cinque anni (fino al 2031) l’Iran Sanctions Act del 1996, rafforzando le restrizioni sul settore energetico e degli armamenti iraniani e conferisce al presidente l’autorità discrezionale di applicare, calibrare o sospendere i dazi, con possibilità di “waiver” nell’interesse nazionale.

Il voto si è svolto mentre era presente nell’aula del Senato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che aveva appena concluso un incontro a porte chiuse con un gruppo di senatori sostenitori del provvedimento e aveva partecipato al funerale di Graham, suo stretto alleato. Zelensky ha definito la misura “molto importante” non solo per i suoi effetti economici sulla macchina da guerra russa, ma anche come segnale di sostegno all’Ucraina e all’Europa.

Il voto finale in Senato è atteso entro la fine della settimana. Se approvato, il testo dovrà passare alla Camera dei Rappresentanti, che ha già iniziato la pausa di agosto e non tornerà in sessione prima di settembre: l’eventuale entrata in vigore non è quindi prevista prima dell’autunno 2026. Il presidente Donald Trump ha espresso sostegno alla versione rivista del disegno di legge, dopo aver chiesto l’inclusione delle disposizioni sull’Iran.

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