I PREZZI DEL DIESEL STANNO PER AUMENTARE ULTERIORMENTE

DiRedazione

16 Agosto 2026
Le forniture di greggio GCC sono principalmente di gradi medi/pesanti, che producono più distillati di mezzo come il diesel. Le raffinerie che si riforniscono di questi gradi sono ottimizzate per essi. Per aiutare a sostituire la fornitura persa, circa il 90% dei rilasci della SPR statunitense è stato greggio medio/pesante.

Il problema?

Solo circa il 60% della SPR era inizialmente greggio acido. Una volta che quel cuscinetto si esaurisce, le raffinerie dovranno fare offerte sempre più aggressive per i barili medi/pesanti rimanenti. Quelle che non riescono a procurarsi i gradi di greggio di cui hanno bisogno dovranno usare più greggio leggero/dolce, riducendo le rese di diesel.

Il diesel sta per diventare ancora più scarso.

Fonte: Lukas Ekwueme

Perché i prezzi del diesel rischiano di salire ancora di più? Perché i tipi di greggio disponibili non sono quelli che le raffinerie sono attrezzate a processare. Nello specifico, esiste una forte riduzione delle forniture di greggio proveniente dal GCC (Gulf Cooperation Council, ossia Arabia Saudita, Emirati, Kuwait, ecc.) a causa delle interruzioni legate allo Stretto di Hormuz e al conflitto in corso. Queste forniture sono state sostituite, in parte, da rilasci della Strategic Petroleum Reserve (SPR) americana.

Il greggio del Golfo è prevalentemente di tipo “medium/heavy”, ossia di densità medio-alta e grado API più basso e spesso “sour”, ossia con contenuto di zolfo più elevato. Questi greggi, una volta raffinati, producono una quota maggiore di distillati medi, come diesel, gasolio e jet fuel. Le raffinerie che li usano di solito sono ottimizzate proprio per massimizzare queste rese e gestire lo zolfo.

Per compensare la perdita di greggio mediorientale, gli USA hanno deciso di rilasciare parte della loro riserva strategica. Circa il 90% di questi rilasci è stato di greggio “medium/heavy” e prevalentemente “sour”. Questo ha permesso alle raffinerie americane di continuare a lavorare con la miscela di greggi a cui sono abituate e a mantenere rese decenti di diesel. Per ora.

C’è solo un problema: la composizione della riserva strategica. Originariamente la SPR era composta solo per circa il 60% da greggio sour (il resto è sweet, cioè a basso zolfo e generalmente più leggero). A mano a mano che si continua a rilasciare soprattutto la parte medium/heavy-sour, la scorta di riserva di questi gradi si esaurisce rapidamente. Quando anche questo cuscinetto si sarà esaurito completamente, le raffinerie dovranno competere più aggressivamente (alzando i prezzi) per i restanti barili medium/heavy disponibili sul mercato. Quelle che non riusciranno a procurarseli saranno costrette a usare più light/sweet crude (il tipico shale americano, leggero e a basso zolfo), quindi a produrre poco diesel. I greggi light/sweet producono meno distillati medi e più nafta/benzina: la resa di diesel scende. Pertanto, anche a parità di greggio raffinato, l’offerta di diesel diminuisce.

L’aumento del prezzo del diesel ha effetti a cascata molto ampi sull’industria e sull’economia americana: il diesel è infatti il “carburante di lavoro” dell’economia: alimenta la maggior parte del trasporto merci, dell’agricoltura, dell’edilizia e di molti processi industriali. Circa il 70-76% delle merci negli USA viaggia almeno in parte su camion diesel, e il carburante rappresenta tipicamente il 20-25% dei costi operativi delle aziende di trasporto.

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