LA GRANDE CRISI DEI CARBURANTI È ARRIVATA

DiRedazione

15 Settembre 2026
LA GRANDE CRISI DEI CARBURANTI È ARRIVATA
Le scorte globali si stanno esaurendo, Hormuz resta bloccato e le ultime riserve di sicurezza non bastano più: i vertici dell’industria petrolifera avvertono che la fase di contenimento dello shock è ormai terminata.

Fonte: The Wall Street Journal

I dirigenti delle principali compagnie petrolifere statunitensi ritengono che la crisi energetica temuta da mesi sia ormai entrata nella sua fase più grave. Le scorte commerciali di carburanti si stanno riducendo da oltre sei mesi e anche le riserve strategiche di greggio hanno ormai margini limitati.

Il problema principale è la prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transitava una quota enorme dei flussi petroliferi mondiali. Finora il mercato aveva potuto assorbire lo shock grazie alle scorte accumulate, alle riserve strategiche e alla capacità di utilizzare percorsi alternativi. Secondo Mike Wirth, CEO di Chevron, questi “cuscinetti” sono però ormai in gran parte esauriti.

A peggiorare ulteriormente la situazione, gli attacchi della scorsa settimana hanno messo fuori uso una importante pipeline saudita che aggirava Hormuz, sottraendo al mercato circa 2,5 milioni di barili al giorno. Contemporaneamente, gli attacchi alle infrastrutture energetiche e le interruzioni delle raffinerie in Medio Oriente e Russia stanno provocando una particolare scarsità di prodotti raffinati.

La situazione è particolarmente grave per il diesel, indispensabile per trasporti, agricoltura e industria. Negli Stati Uniti il prezzo medio ha superato per la prima volta i 6 dollari al gallone, arrivando a circa 6,23 dollari, mentre la benzina è risalita a circa 4,32 dollari. Il problema rischia di aggravarsi ulteriormente con l’inizio della stagione del raccolto agricolo, quando la domanda di diesel aumenta.

Un altro elemento importante è il comportamento della Cina. Pechino aveva utilizzato per mesi le proprie scorte strategiche anziché acquistare grandi quantità di greggio sul mercato internazionale, contribuendo involontariamente ad attenuare lo shock. Ora ha ricominciato ad aumentare gli acquisti internazionali, proprio mentre l’offerta mondiale è più scarsa.

Il mercato non dispone più dei margini di sicurezza che hanno permesso finora di contenere la crisi. Non si tratta soltanto di un prezzo del petrolio elevato: il rischio è ormai quello di una carenza fisica di carburanti raffinati, soprattutto diesel.

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