Le autorità polacche condannano duramente la proclamazione del 2027 come anno di Shukhevych e dell’UPA.
Fonte: Notes from Poland
Ieri il Consiglio regionale di Leopoli ha dichiarato il 2027 “Anno di Roman Shukhevych, dell’Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA) e di Oleh Olzhych”. La decisione ha scatenato forti reazioni da parte della Polonia: il primo ministro Donald Tusk l’ha definita una “tattica suicida” dannosa per l’Ucraina stessa, il ministro della difesa Władysław Kosiniak-Kamysz l’ha giudicata “inaccettabile” perché approfondisce le divisioni, e il ministro degli Esteri Radosław Sikorski ha chiesto di inserire il consigliere regionale Sviatoslav Sheremeta (promotore della mozione) nella lista delle persone indesiderate in Polonia. Anche il ministero degli Esteri ucraino ha criticato l’iniziativa, definendola controproducente per le relazioni bilaterali.
Secondo fonti ucraine, la Polonia avrebbe sospeso la consegna di un importante pacchetto di aiuti militari che era in preparazione proprio nel momento del voto di Leopoli. Si parla di trattative in corso attraverso canali riservati per risolvere la questione. Non risulta, però, alcuna dichiarazione ufficiale del governo polacco che confermi esplicitamente la sospensione o la cancellazione di un pacchetto specifico di aiuti legata a questo episodio.
L’incidente si inscrive nel contesto di tensioni storiche già esistenti tra i due Paesi sulla memoria dell’UPA e dei massacri di Volinia (riconosciuti dalla Polonia come genocidio), che avevano già portato a crisi diplomatiche nei mesi precedenti.

