Scontro con l’IG Metall: Transfergesellschaften statali e minaccia di scioperi da gennaio
Fonte: Merkur.de
Volkswagen intensifica la crisi e annuncia il taglio di ulteriori 12.000 posti presso Volkswagen AG in Germania entro il 2030, portando il totale oltre i 47.000 (ai 35.000 già concordati nel 2024).
Non si tratta di licenziamenti obbligatori: il contratto tariffario “Zukunft” esclude i licenziamenti per motivi aziendali fino a fine 2030 e prevede uscite volontarie e sociali.
Controversa è la proposta di utilizzare società di transizione finanziate in parte dalla Bundesagentur für Arbeit con Kurzarbeitergeld e bonus per la riqualificazione, scaricando parte dei costi sull’assicurazione disoccupazione.
Il sindacato IG Metall rifiuta, accusando c di eludere la garanzia occupazionale e di far pagare la ristrutturazione alla collettività, mentre il gruppo ha distribuito dividendi e i lavoratori hanno già concesso risparmi.
Volkswagen motiva il piano con il crollo delle vendite (soprattutto -38,5% in Cina nel terzo trimestre), margini ridotti e la necessità di risparmiare circa 20 miliardi di euro nella catena del valore. Intanto, ha disdetto dieci contratti collettivi a fine 2026. IG Metall chiede la revoca entro fine ottobre, altrimenti prepara scioperi da gennaio 2027, dopo la scadenza della pace sociale. Incerta anche la prospettiva di alcuni stabilimenti (Emden, Zwickau, Hannover, Neckarsulm) dopo il 2030.

