Se si raggiungesse un accordo per porre fine al conflitto con l’Iran, perché si ritiene che lo Stretto di Hormuz non possa essere protetto dal terrorismo iraniano e che l’Iran possieda ancora la capacità di distruggere le principali infrastrutture petrolifere del Golfo, allora l’Iran verrebbe percepito come una forza dominante che richiede una soluzione diplomatica.
Senatore Lindsay Graham, X
Questa combinazione, ovvero la percezione che l’Iran abbia la capacità di terrorizzare lo Stretto in modo permanente e di infliggere danni ingenti alle infrastrutture petrolifere del Golfo, rappresenterebbe un profondo cambiamento negli equilibri di potere della regione e, nel tempo, si trasformerebbe in un incubo per Israele.
Inoltre, viene da chiedersi perché la guerra sia iniziata, se queste percezioni fossero corrette. Personalmente, sono scettico sull’idea che non si possa impedire all’Iran di terrorizzare lo Stretto e che la regione non sia in grado di proteggersi dalle sue capacità militari.
È fondamentale che comprendiamo appieno questa situazione.
Dunque, il falco dei falchi, quello che più di chiunque altro ha spinto Trump all’avventura contro l’Iran, ammette candidamente che finora la guerra non solo non ha raggiunto gli obiettivi iniziali, ma ha addirittura rafforzato il ruolo dell’Iran come potenza regionale. Un accordo non farebbe che consolidare e ufficializzare questa situazione, che rappresenterebbe “un incubo per Israele”, aggiunge. Graham ammette, dunque, implicitamente che questa guerra è stata iniziata su commissione.
Pertanto, non resta che proseguirla fino alla fine, costi quel che costi. Che è un po’ come dire che non è vero che la terapia non è stata efficace, solo non è stata somministrata a sufficienza. Non resta quindi che aumentare il dosaggio.
Post originale: canale Telegram Giubbe Rosse
