Nelle ultime ore si è registrata una nuova escalation tra IRGC (Guardia Rivoluzionaria iraniana) e forze USA nel Golfo Persico nel contesto delle tensioni attorno allo Stretto di Hormuz, con accuse reciproche di violazioni della tregua. L’IRGC ha annunciato che, in risposta a un attacco aereo americano che aveva preso di mira una torre di comunicazione sull’isola di Sirik, nella provincia di Hormozgan, un’ora prima, è stato effettuato un attacco di rappresaglia contro una base aerea americana in Kuwait (probabilmente Ali Al Salem). L’IRGC ha affermato di aver distrutto “obiettivi predeterminati” e avvertito che “qualsiasi ripetizione dell’aggressione incontrerà una risposta completamente diversa”. Ha poi diffuso un video con un lancio di missili Fateh-110.
Il Kuwait ha confermato che le sue difese aeree hanno intercettato minacce missilistiche e droni ostili nelle ultime ore.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), a sua volta, ha dichiarato di aver condotto “attacchi aerei di precisione e di autodifesa” contro installazioni radar iraniane e strutture di comando e controllo dei droni a Goruk e sull’isola di Qeshm. Le operazioni hanno avuto luogo nel fine settimana del 30-31 maggio 2026, in risposta all’abbattimento di un drone americano MQ-1 Predator da parte del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC). Mentre Washington sostiene che il drone stava operando legalmente sopra acque internazionali, Teheran afferma che aveva attraversato il territorio iraniano.
