Mentre gli effetti diretti ed indiretti della crisi di Hormuz si fanne sentire sempre più, avvicinandosi ad un livello di insostenibilità, l’amministrazione USA continua un risibile balletto intorno al negoziato. Il nocciolo della questione è lo scarto incolmabile tra la narrazione trumpiana del conflitto, descritto come una straordinaria vittoria, e la realtà effettuale, che si configura invece come una sconfitta strategica per gli Stati Uniti. Al momento, il Presidente statunitense sembra incapace di trovare una via d’uscita dalla trappola in cui s’è cacciato, e che lui stesso rende ogni giorno più pericolosa. Ma è un stallo che non può durare ancora a lungo. Provo qui ad immaginare quale potrebbe essere, alla fine, la strada perseguita da Washington.

