Il memorandum d’intesa è stato firmato elettronicamente il 17 giugno, ma Teheran sospende i colloqui a causa delle violazioni del cessate il fuoco in Libano; il vicepresidente Vance cancella il viaggio a Ginevra per i negoziati di attuazione.
Arrivano voci da media iraniani come Tasnim e Fars e libanesi come Al-Mayadeen secondo cui l’Iran avrebbe sospeso o congelato il periodo di negoziati di 60 giorni previsto dal recente accordo con gli Stati Uniti. Non si tratta ancora di un abbandono formale dell’intera intesa o del cessate il fuoco, ma di una sospensione condizionata dei colloqui tecnici per l’attuazione dell’accordo.
L’Iran cita come causa la continuazione degli attacchi israeliani in Libano, che Teheran considera una violazione diretta della prima clausola del memorandum, che cita esplicitamente il cessate il fuoco anche in Libano. La cerimonia formale era prevista per oggi 19 giugno a Ginevra, ma l’Iran (tramite Tasnim) ha detto che i negoziatori non partiranno senza prove concrete di attuazione dell’accordo da parte americana.
Anche il vicepresidente americano JD Vance non partirà per la Svizzera per tenere negoziati con l’Iran, ha confermato un portavoce della Casa Bianca:
"Come ha detto il Vicepresidente durante la conferenza stampa, i piani per i prossimi colloqui tecnici non sono ancora stati finalizzati e la delegazione statunitense è pronta a partire alla prima occasione disponibile. Ma la logistica di queste trattative non è mai stata semplice o prevedibile. Al momento il Vicepresidente non parte stasera. Vi faremo sapere non appena avremo un aggiornamento concreto sui prossimi passi."
Il cessate il fuoco tra USA e Iran sembra ancora in vigore (alcune navi hanno già iniziato a transitare nello Stretto di Hormuz), ma i negoziati per l’attuazione del pacchetto di 60 giorni sono congelati o fortemente rallentati a causa delle tensioni con Israele in Libano.
L’Iran non ha dichiarato ufficialmente di aver abbandonato l’intero accordo, ma lo condiziona al rispetto delle clausole da parte di Washington e Tel Aviv. Le voci che circolano sono quindi parzialmente confermate dai media iraniani e dalle mosse diplomatiche USA (cancellazione del viaggio di Vance), ma si tratta di una sospensione tattica più che di un ritiro definitivo.

