In realtà, il post in questione è semplicemente corredato da un’avvertenza: “Questo post ha violato le Regole di X. Tuttavia, abbiamo deciso di non oscurarlo poiché potrebbe essere di pubblico interesse”.
Inoltre, l’account del ministro israeliano per la Sicurezza Nazionale risulta al momento regolarmente attivo. Dunque, più che di una censura, come titolano al momento alcune testate e persino alcuni canali indipendenti, si tratta essenzialmente di una tirata d’orecchie.
Il post, che ha suscitato anche le dichiarazioni di condanna della segretaria agli Esteri britannica Yvette Cooper (vedi sopra), inizia così: Per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere. Tutto il Libano deve bruciare!

