Fonte: Nour Odeh, Al Jazeera
Contrariamente a quanto sostiene l'ambasciatore israeliano, che ha descritto i colloqui a Washington come un "disastro", la radio militare israeliana afferma oggi che otto ore di colloqui sono state molto costruttive e che ci sono stati progressi nelle discussioni per un ritiro parziale israeliano da alcune aree. C'è una proposta americana di utilizzare aree pilota da cui Israele si ritirerebbe; l'esercito libanese prenderebbe il controllo di quelle aree e garantirebbe che non ci fosse presenza di Hezbollah. Dopo la firma del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, Israele ha intensificato la sua invasione in Libano, conquistando aree oltre il fiume Litani vicino a Nabetieh, dove si verificano tutte queste tensioni. Sono ben oltre le aree iniziali occupate dall'esercito israeliano, ma secondo i resoconti israeliani, ciò è avvenuto proprio perché quelle sarebbero state le aree da cui Israele sarebbe forse disposto a ritirarsi. Quindi ancora nessuna svolta, ma certamente si parla di una possibile strada tra Israele e Libano, ed è qualcosa di cui Israele ha bisogno per disaccoppiare le linee Iran e Libano.
Commento nostro. Ci pare l’ennesima proposta dilatoria per indorare la pillola e uscire dall’impasse. La verità è che Israele non sembra minimamente disposto a ritirarsi dal sud del Libano e gli Stati Uniti non sembrano avere la capacità di pressione necessaria per indurli a farlo. Nel migliore dei casi, Israele si ritirerebbe solo da alcune aree occupate recentemente proprio per usarle come moneta di scambio, senza però rinunciare al controllo delle aree a sud del fiume Litani. Dal canto suo, il governo libanese ha dimostrato più volte di non avere il controllo di vaste aree del Paese e non si capisce francamente perché stavolta dovrebbe riuscire laddove finora ha fallito sempre.
Qualunque accordo serio per porre fine alla guerra in Libano non può prescindere dal coinvolgimento di Hezbollah. Viceversa, anche questa proposta farà la fine di tutte le precedenti, ossia si tradurrà in un nulla di fatto che spianerà la strada al prolungamento della guerra.

