PARLAMENTO UE BLOCCA TEMPORANEAMENTE LA “CHAT CONTROL”, MA IL CONSIGLIO TENTA IL BLITZ

DiEnrico Tomaselli

2 Luglio 2026
PARLAMENTO UE BLOCCA TEMPORANEAMENTE LA “CHAT CONTROL”, MA IL CONSIGLIO TENTA IL BLITZ
Vittoria parziale contro la sorveglianza di massa nelle chat criptate: i negoziatori resistono, ma i ministri vogliono far passare la legge con procedura d’urgenza prima della pausa estiva

Fonte: heise online

Il 30 giugno 2026, dopo sei mesi di negoziati, il trilogo tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione sull’ormai famosa proposta di “chat control” (Chat Control 2.0) si è concluso senza accordo sui punti più controversi.

Il Parlamento europeo ha mantenuto la sua linea rossa: no alla scansione obbligatoria e indiscriminata di tutte le comunicazioni private, comprese quelle criptate su WhatsApp, Signal, Telegram e simili, senza alcun sospetto. I negoziatori del Parlamento hanno respinto anche il prolungamento della vecchia regola (Chat Control 1.0), che era già scaduta. Si tratta di una vittoria parziale per chi si oppone alla sorveglianza di massa: i parlamentari hanno resistito alle forti pressioni degli Stati membri.

C’è però un rischio: il Consiglio dell’UE sta cercando di aggirare l’ostruzione del Parlamento riscrivendo la proposta come se fosse una nuova legge identica alla precedente. In questo modo, vorrebbe farla approvare con una procedura accelerata già la prossima settimana, prima della pausa estiva del Parlamento (che riprenderà solo a settembre). Questo escamotage permetterebbe di evitare nuovi pareri del Garante europeo della privacy e una valutazione d’impatto sui diritti fondamentali.

Su altri aspetti della proposta (come la verifica dell’età) si erano registrati progressi, ma sul nodo centrale della scansione delle chat criptate non c’è stato alcun compromesso.

L’associazione Digital Society definisce il risultato una “importante vittoria intermedia”, attribuendola anche alle proteste della società civile. Critici e oppositori della misura denunciano invece un tentativo politicamente e giuridicamente discutibile di aggirare i controlli democratici.

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