Il partito di opposizione chiede al governo polacco di bloccare i progressi verso l’integrazione ucraina
Fonte: Polsat News
Il partito Prawo i Sprawiedliwość (PiS), principale forza di opposizione in Polonia, ha presentato un progetto di risoluzione al Sejm, la camera bassa del Parlamento polacco, in cui esprime opposizione al proseguimento del processo di adesione dell’Ucraina all’Unione Europea e chiede al governo polacco di prendere tutte le misure necessarie per ostacolare ulteriori progressi dell’Ucraina verso l’integrazione europea. Tale risoluzione viene motivata con la richiesta da parte delle autorità ucraine di glorificazione dei responsabili del massacro di Volinia del 1943, attribuito all’UPA/OUN e considerato in Polonia un genocidio contro la popolazione polacca.
L’annuncio è stato fatto oggi a Lublino da Przemysław Czarnek, vicepresidente del PiS e candidato del partito alla carica di primo ministro, in occasione della Giornata Nazionale della Memoria delle Vittime del Genocidio compiuto da OUN e UPA. Czarnek ha dichiarato, tra le altre cose:
«Stiamo presentando al Sejm una bozza di risoluzione [...] sull'opposizione all'adesione dell'Ucraina all'Unione europea in relazione alla glorificazione degli autori del crimine in Volinia. L’UE non può avere tra i suoi membri uno Stato che si richiama apertamente alla peggiore eredità possibile».
Il progetto di risoluzione sarà discusso nella prossima sessione del Sejm, prevista per il 15-17 luglio 2026.
Si tratta di una risoluzione parlamentare (non ancora di una legge vincolante), quindi ha valore politico e di pressione sul governo attualmente guidato da Donald Tusk. Il PiS, all’opposizione, utilizza storicamente il tema della memoria storica di Volinia come punto di forza, soprattutto in prossimità dell’anniversario del 11 luglio 1943 (la “domenica di sangue”).

