L’amministrazione Trump chiede a Regno Unito e Francia di guidare una coalizione navale, ma l’Europa esige prima un cessate il fuoco duraturo con l’Iran.
Fonte: Politico
L’amministrazione Trump sta facendo pressione su Regno Unito e Francia affinché guidino una coalizione navale internazionale per pattugliare lo Stretto di Hormuz, strategicamente vitale per il traffico petrolifero mondiale. L’Iran ha di fatto bloccato il passaggio delle navi commerciali, provocando un rialzo dei prezzi del carburante e un crescente malcontento pubblico.
Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth sta spingendo per questa iniziativa, confrontandosi con il ministro della Difesa britannico Wes Streeting e con l’omologa francese Catherine Vautrin. L’obiettivo è proteggere navi civili e individui dalle mine, non condurre azioni offensive contro Teheran. È in programma una conferenza internazionale a Londra per definire i ruoli dei paesi partecipanti, ma i progressi sono ancora scarsi e non si prevedono mosse imminenti.
Gli alleati europei restano scettici: vogliono prima un cessate il fuoco stabile. Gli Stati Uniti hanno sospeso gli attacchi aerei sull’Iran da venerdì scorso, dopo una ripresa dei bombardamenti durata 12 giorni, senza spiegare ufficialmente il motivo della pausa. Il traffico commerciale è praticamente fermo: il 27 luglio nessun petroliera ha attraversato lo stretto. Nei giorni precedenti si sono registrati cali consistenti anche nel vicino Bab el-Mandeb (fino al 46% per le navi legate all’Arabia Saudita).
Due portaerei americane e migliaia di Marines restano dispiegati in Medio Oriente, con preoccupazioni crescenti sulla manutenzione e sulla prontezza operativa delle unità. Il Regno Unito si è detto pronto a collaborare sulla libertà di navigazione, ma ha ribadito che non parteciperà ad azioni offensive americane. Il presidente Trump ha parlato di “buone chance” di progressi diplomatici, mentre Teheran nega l’esistenza di un vero cessate il fuoco.

