LE ESPORTAZIONI UCRAINE DI CEREALI SONO DESTINATE A CROLLARE DOPO GLI ATTACCHI RUSSI SU ODESSA

DiRedazione

7 Agosto 2026
LE ESPORTAZIONI UCRAINE DI CEREALI SONO DESTINATE A CROLLARE DOPO GLI ATTACCHI RUSSI SU ODESSA
Il Ministero dell’Agricoltura prevede un calo superiore al 50% delle spedizioni agricole nella stagione 2026-27, con gravi ripercussioni sui ricavi e sui contadini

Le esportazioni agricole dell’Ucraina rischiano di dimezzarsi nella stagione 2026-27 a causa degli attacchi russi, che hanno gravemente interrotto le operazioni nei porti del Mar Nero, in particolare nella regione di Odesa. Secondo le stime del Ministero dell’Agricoltura ucraino, il Paese potrebbe esportare solo circa 29,6 milioni di tonnellate di prodotti agricoli, in calo del 54% rispetto alla previsione precedente di 64,4 milioni di tonnellate. Le sole esportazioni di grano potrebbero precipitare del 53%, scendendo a 8,3 milioni di tonnellate.

Circa il 90% delle esportazioni agricole ucraine transita normalmente attraverso i tre principali porti della Grande Odesa (Odessa, Chornomorsk e Pivdennyi). La recente intensificazione degli attacchi russi con missili e droni contro navi civili e infrastrutture portuali, che a luglio è arrivata per alcuni giorni a impedire l’accesso di qualsiasi nave nei porti, ha di fatto bloccato il corridoio marittimo proprio nel pieno del raccolto estivo. Le rotte alternative (ferrovia, strada e Danubio) possono compensare al massimo circa la metà dei volumi persi e comportano costi aggiuntivi elevati.

Le conseguenze si fanno già sentire nei campi: i prezzi di cereali e semi oleosi sono scesi di circa il 30% a causa dell’accumulo di scorte invendute, con perdite dirette stimate tra 1,5 e 3 miliardi di dollari per il settore quest’anno. I silos rischiano di riempirsi entro ottobre, mettendo a rischio anche le semine autunnali. Per sostenere i piccoli e medi agricoltori, il Ministero ha chiesto alla Commissione europea 220 milioni di euro di contributi per agevolare prestiti a tasso agevolato, con l’obiettivo di sbloccare fino a 4 miliardi di euro di credito operativo.

Il blocco rappresenta una minaccia non solo per l’economia ucraina (le esportazioni agricole sono la principale fonte di ricavi in valuta estera), ma anche per la sicurezza alimentare globale, con il rischio di far salire i prezzi internazionali dei cereali.

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