La Corea del Nord risponde freddamente: “Non così in fretta” e lancia missili
Fonte: Reuters
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso il desiderio di incontrare il leader nordcoreano Kim Jong-Un entro la fine del 2026. La dichiarazione è arrivata dopo la decisione di ridurre drasticamente le esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud, definite da Trump “ostili” nei confronti di Pyongyang.
Trump ha dichiarato di aspettarsi un incontro “quest’anno”, sottolineando l’“eccellente” rapporto personale. Il Dipartimento di Stato americano ha confermato che Washington resta aperta al dialogo senza precondizioni e che i due leader si incontreranno “nel momento opportuno”.
La risposta di Pyongyang è stata però molto fredda. Kim Yo Jong, l’influente sorella di Kim Jong Un, ha smentito qualsiasi contatto recente tra i due leader e ha definito le riduzioni delle esercitazioni ancora aggressive. In un comunicato dell’agenzia ufficiale KCNA ha avvertito che gli Stati Uniti non otterranno la risposta desiderata se presenteranno queste misure come un “gesto di buona volontà”. Giovedì la Corea del Nord ha inoltre lanciato circa dieci missili balistici al largo della costa orientale, un gesto interpretato dagli analisti come protesta contro le manovre in corso.
Gli esperti sottolineano che Pyongyang considera i legami personali separati dagli interessi strategici nazionali e che non rinuncerà alle proprie capacità militari o al riconoscimento dello status di potenza nucleare. Le condizioni per un incontro includono cambiamenti sostanziali nella politica americana, come l’accettazione di fatto dell’arsenale nucleare nordcoreano. Nel contesto attuale – con la Corea del Nord sempre più legata a Cina e Russia, e impegnata a sostegno di Mosca in Ucraina – Pyongyang ha meno incentivi a negoziare rispetto al passato.

