ALLARME PETROLIO: IL GUASTO AL GASDOTTO SAUDITA MINACCIA IL 4% DELL’OFFERTA MONDIALE

DiRedazione

13 Settembre 2026
ALLARME PETROLIO: IL GUASTO AL GASDOTTO SAUDITA MINACCIA IL 4% DELL’OFFERTA MONDIALE
Riyadh rischia di esaurire in pochi giorni le scorte destinate all’export, aggravando una crisi energetica già segnata dalle difficoltà nello Stretto di Hormuz.

Fonte: Reuters

Un attacco con droni ha costretto l’Arabia Saudita a fermare il gasdotto East-West, lungo circa 1.200 km, che collega i giacimenti orientali del Paese al terminale di Yanbu, sul Mar Rosso. Il sistema trasportava negli ultimi mesi circa 4 milioni di barili al giorno, pari a circa il 4% dell’offerta petrolifera mondiale, e rappresentava la principale alternativa saudita alle rotte attraverso lo Stretto di Hormuz.

Il problema è soprattutto il fattore tempo. Secondo fonti dell’industria citate da Reuters, le scorte disponibili a Yanbu consentirebbero di mantenere le esportazioni per appena 5-7 giorni. Esistono ulteriori riserve nei terminal egiziani di Ain Sukhna e Sidi Kerir, ma anch’esse sono limitate. Se il pompaggio non riprenderà rapidamente, l’Arabia Saudita potrebbe quindi essere costretta a ridurre ulteriormente le esportazioni.

I tempi di riparazione sono incerti: alcune fonti parlano di 5-6 settimane, mentre altre ritengono possibile una ripresa parziale del flusso anche durante i lavori.

La situazione è particolarmente grave perché il mercato petrolifero mondiale è già fortemente compromesso dalla chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz. La produzione saudita è precipitata ad agosto a circa 6,2 milioni di barili al giorno, contro i 10,9 milioni di febbraio. L’IEA prevede per il 2026 una contrazione dell’offerta mondiale di 5,7 milioni di barili al giorno, circa il 6%.

A complicare ulteriormente il quadro c’è l’avanzata degli Houthi nello Yemen, che hanno preso il controllo dell’isola di Perim, strategica per l’accesso al Bab el-Mandeb e quindi al traffico petrolifero del Mar Rosso.

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