IL PD E LA “GUERRA DELLE DESTRE”

DiRedazione

16 Settembre 2026
IL PD E LA “GUERRA DELLE DESTRE”
«Se queste destre ci porteranno a un vero conflitto, alle armi andateci voi. Perché noi organizzeremo i disertori», dice Virginia Libero, segretaria dei Giovani Democratici.

Fonte: Adnkronos

"Organizzeremo i disertori". Il discorso di Virginia Libero, leader dei Giovani Democratici, rimbalza dal palco della Festa dell'Unità ai social e diventa un tema politico. Le posizioni espresse dalla 28enne accendono il dibattito per il messaggio che ruota soprattutto attorno al tema della guerra e della posizione dell'Italia in politica estera. In sostanza, uno degli argomenti centrali per il campo largo che - tra Pd e M5S - cerca una linea comune. "Non saremo noi i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno a un vero conflitto, alle armi andateci voi. Perché noi organizzeremo i disertori. Perché per noi parlare di patria significa ripudiare la guerra, significa dare a tutti un salario dignitoso, garantire cure. Significa che nessuno nel nostro paese deve sentirsi solo, al punto da perdere ogni singola speranza. Per arrivare a tutto questo, ci servono scelte politiche coraggiose da fare. E la sinistra questo coraggio ce lo deve avere. Io ho speranza perché so che Elly Schlein queste cose le crede davvero. E allora non saremo spettatori e arriveremo senza chiedere il permesso. Al tuo fianco, Elena", dice rivolgendosi alla segretaria del Pd, Elly Schlein.

Interessante. C’è solo un problema: il suo partito sostiene apertamente dal 2022 a oggi l’invio di armi all’Ucraina, l’incremento del sostegno militare europeo, il mantenimento della capacità militare ucraina, il ritorno dei territori occupati sotto il controllo di Kiev, in determinate circostanze persino l’impiego di armi occidentali contro obiettivi militari in territorio russo, oltre a garanzie di sicurezza per l’Ucraina comparabili all’articolo 5 NATO. In particolare, qualcuno dovrebbe ricordare a Virginia Libero che il PD ha votato compattamente (con l’eccezione di Marco Tarquinio e Cecilia Strada) la risoluzione del Parlamento europeo del 24 febbraio 2026, che al punto 7 chiede esplicitamente “all’UE, ai suoi Stati membri, nonché ai loro alleati transatlantici e partner internazionali, di intraprendere sforzi militari, politici e diplomatici ancora più efficaci e, in particolare, di aumentare in modo massiccio il sostegno militare all’Ucraina e di rafforzare in modo sostanziale la pressione globale sulla Russia per porre definitivamente fine alla sua guerra di aggressione e consentire all’Ucraina di liberare tutto il suo popolo nonché di ripristinare il pieno controllo sull’intero territorio entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale;”. La stessa risoluzione, al punto 14, chiede agli Stati membri di fornire sistemi di difesa aerea e missili a lunga gittata, nonché di rimuovere le restrizioni sull’impiego delle armi occidentali contro obiettivi militari situati in territorio russo.

Analogamente, il suo partito ha votato a favore della risoluzione del luglio 2024, con cui il Parlamento sosteneva esplicitamente che l’assistenza militare dovesse permettere all’Ucraina di “ripristinare il pieno controllo su tutto il suo territorio riconosciuto a livello internazionale”, oltre a chiedere maggiore sostegno militare e la rimozione delle restrizioni sull’uso delle armi occidentali contro obiettivi militari in Russia.

Ancora pochi mesi fa, il 24 febbraio 2026, la segretaria nazionale Elly Schlein scriveva sulla pagina ufficiale del partito: “Quattro anni dall’invasione criminale di Putin. Quattro anni al fianco del popolo ucraino. Un popolo aggredito, che abbiamo il dovere di sostenere con ogni mezzo”. Ancora più esplicita era stata un anno prima, il 13 aprile 2025, dopo l’attacco russo a Sumy, quando dichiarava esplicitamente che la pace non doveva equivalere a una resa: “Questa dev’essere la priorità dell’Europa, sostenere l’Ucraina ed ottenere una tregua per negoziare una pace giusta, che non può essere la resa verso un aggressore che anche oggi mostra tutta sua ferocia”.

Dal canto suo, il governo Meloni non si è certo tirato indietro in questi anni nell’assicurare il sostegno politico, economico e militare dell’Italia all’Ucraina. Ma se c’è un punto sul quale la premier è sempre stata irremovibile finora è proprio quello di escludere categoricamente qualsiasi invio di truppe italiane nel territorio ucraino. Si fa fatica, dunque, a capire a chi si rivolga esattamente Virginia Libero quando dice che i giovani democratici da lei rappresentati “organizzeranno i disertori”. Altrettanto poco si comprende il tentativo di attribuire il rischio della guerra “alle destre”, considerato che la linea di Ursula von der Leyen è stata sostenuta in Europa quasi unanimemente da tutti i governi, a cominciare da quello spagnolo di centrosinistra guidato da Pedro Sanchez, costante riferimento del PD italiano.

Le destre ci porteranno al conflitto. Sì, è una frase che effettivamente ha un suo senso, se si considera il PD un partito di destra.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *