Attacco rivendicato dalla TPNPB contro un velivolo civile: “messaggio” a USA e Indonesia nel cuore del conflitto indipendentista.
Nicholas F. Goselin, 29 anni, pilota civile americano ed ex bush pilot in Alaska, è stato ucciso giovedì 2 luglio 2026 poco dopo che il suo velivolo era atterratoin un remoto aeroporto nella reggenza di Yahukimo (Highland Papua, Indonesia). Il velivolo (un Pilatus PC-6 Turbo-Porter della compagnia indonesiana PT AMA / Associated Mission Aviation) è stato attaccato e incendiato dal gruppo separatista armato TPNPB (Tentara Pembebasan Nasional Papua Barat / West Papua National Liberation Army).
L’esercito indonesiano (TNI) ha recuperato il corpo venerdì 3 luglio e lo sta trasferendo verso Giacarta (probabilmente per la consegna all’ambasciata USA e alla famiglia). I sette passeggeri papuani indigeni a bordo sono sopravvissuti illesi. L’autopsia ha confermato ferite da arma da fuoco al viso.
Il fatto si inserisce nel lungo conflitto separatista in Papua, che dura dagli anni ’60. La TPNPB è l’ala armata dell’Organizzazione per la Papua Libera (OPM) e combatte per l’indipendenza della regione da Giacarta. L’Indonesia considera il gruppo un’organizzazione terroristica.
I ribelli sostengono che il pilota avesse violato un ultimatum che vietava i voli civili nelle zone da loro considerate operative, accusandolo di trasportare truppe o rifornimenti indonesiani (accusa negata dall’esercito e dalla compagnia aerea). PT AMA effettua voli umanitari/logistici verso villaggi remoti (cibo, carburante, posta, passeggeri). Goselin era un pilota esperto di operazioni in zone difficili.
L’attacco ha riacceso le tensioni: i separatisti lo hanno definito “un messaggio” agli USA e all’Indonesia per non aver affrontato le cause profonde del conflitto. La regione vive una crisi umanitaria con oltre 122.000 sfollati dal 2022. I piloti stranieri sono spesso nel mirino perché operano in aree remote dove il governo indonesiano ha una presenza militare.
Video: ABC
