Mentre la NATO si spacca sul Golfo di Hormuz e Trump attacca frontalmente l’alleato spagnolo dopo aver minacciato per mesi di invadere la Groenlandia, il Segretario Generale celebra i “successi” dell’alleanza con l’abituale dose di servilismo e propaganda.
Mark Rutte, nel suo intervento di chiusura del vertice di Ankara (appena concluso), ha dispensato il solito mix di autocompiacimento e piaggeria verso Trump che ormai è diventato il suo marchio di fabbrica. Ecco i punti principali, senza filtri e con un minimo di realismo. Ecco i punti più salienti del suo discorso:
Omaggio a Trump
Rutte non ha perso occasione per ringraziare il tycoon per aver “spinto” gli alleati a spendere di più. Ha addirittura dichiarato che senza Trump “questo non sarebbe successo”, riferendosi all’aumento delle spese militari europee e canadesi (258 miliardi di dollari extra nel 2025-2026). Ironia della sorte: lo stesso Rutte che un tempo criticava le “minacce” di Trump ora lo tratta come il salvatore dell’Alleanza.
Esaltazione dei successi della NATO
Il Segretario Generale ha parlato di un vertice “molto riuscito”, in cui “gli impegni ora vengono attuati”. Peccato che sulla questione più calda del momento – la crisi nel Golfo di Hormuz e gli attacchi USA all’Iran – la NATO si sia mostrata totalmente divisa. Trump ha attaccato alleati (Spagna in primis), minacciato ritorsioni commerciali e proceduto unilateralmente. Rutte ha lodato gli strike americani, ma il resto dell’Alleanza? Silenzio imbarazzato o divisioni interne. La premier italiana Giorgia Meloni ha, anzi, cantato fuori dal coro affermando di non aver perso completamente le speranze di un accordo diplomatico per Hormuz. Celebrare l’unità in questo contesto è un po’ come dire che il Titanic ha avuto un ottimo viaggio perché il buffet era buono.
La solita litania sulla spesa al 5%
Rutte ha insistito perché tutti presentino “piani chiari, concreti e credibili” per arrivare al 5% del PIL. Bello. Peccato che gran parte di questi soldi finirà comunque nelle casse dell’industria bellica americana (come al solito). E mentre Rutte parla di “rivoluzione industriale della difesa”, molti Paesi europei faticano ancora a raggiungere il 2% di base. I “successi” della NATO sono soprattutto sulla carta e nei comunicati stampa.
Messaggio baldanzoso alla Russia
Ieri si è diffusa la notizia che [i russi] hanno dovuto installare bagni chimici perché la gente ha dovuto aspettare tutta la notte per fare benzina. Da politico, posso assicurarvi una cosa: nel XVI e XVII secolo bisognava assicurarsi che ci fosse abbastanza pane. Nel XXI secolo bisogna assicurarsi che ci sia abbastanza benzina. A tutti i giovani russi che mi ascoltano,dico: se state pensando di arruolarvi per la guerra, ripensateci. Potreste essere uno di quei 30-35.000 questo mese, il prossimo, quello dopo ancora, perché al vostro presidente, in qualche modo, non importa.
Insomma, Rutte ha fatto il suo dovere: ha esaltato i numeri, ha adulato Trump e ha cercato di far passare il vertice di Ankara come un trionfo. La realtà è un po’ diversa: un’alleanza divisa su questioni fondamentali, in cui il leader del paese più forte aggredisce frontalmente un membro e minaccia di prendersi un territorio (la Groenlandia) di un altro.
Un giornalista danese ha fatto presente questa contraddizione al Segretario Generale:
Lei siede accanto a Trump quando parla di conquistare la Groenlandia e attacca alleati come la Spagna... Questo influisce sul suo amor proprio quando non dice nulla?"
