Migliaia di persone, in maggioranza studenti e giovani, si sono radunate davanti al Ministero dell’Istruzione. Alcuni manifestanti hanno lanciato pietre, razzi pirotecnici e altri oggetti e appiccato fuochi. La polizia ha risposto con lacrimogeni, cannoni ad acqua e proiettili di gomma. Secondo le autorità, oltre 300 persone tra manifestanti e agenti erano già state ferite nei giorni precedenti. Ieri si sono registrati altri feriti (circa 13 segnalati dal Ministero della Salute, tra cui manifestanti, giornalisti e poliziotti.
Le manifestazioni di questi ultimi giorni rappresentano la fase violenta di un movimento più ampio iniziato tra fine maggio e inizio giugno 2026, noto come “Flamingo Revolution” (o Rivoluzione dei Fenicotteri). Scatenate dall’opposizione a un progetto di resort di lusso sulla costa meridionale legato a Affinity Partners di Jared Kushner (genero di Donald Trump), si sono trasformate in proteste quotidiane a Tirana e altrove contro la corruzione percepita, la vendita di terreni pubblici, la mancanza di trasparenza e il governo del primo ministro Edi Rama (Partito Socialista, al potere dal 2013, rieletto per il quarto mandato).
A metà ottobre gli studenti universitari e delle superiori si sono uniti in massa, ampliando le proteste contro i costi elevati dell’istruzione, le pessime condizioni di università e dormitori, disoccupazione, carovita e assenza di prospettive. I manifestanti chiedono le dimissioni di Rama e attaccano l’intera classe politica (anche l’opposizione di Sali Berisha). Rama ha rifiutato le dimissioni (“i governi si cambiano con le elezioni”) e ha accusato come al solito “attori stranieri” (Russia e Iran) di alimentare violenza e disinformazione.
