di Larry C. Johnson, sonar21.com, giovedì 4 dicembre 2025 — Traduzione a cura di Old Hunter
Con l’intensificarsi dell’offensiva terrestre russa nell’Ucraina orientale, l’Ucraina e i suoi alleati europei sono sempre più in preda al panico e alla disperazione. Questa settimana (tra fine novembre e inizio dicembre 2025) abbiamo assistito a una serie di attacchi con droni ucraini contro petroliere collegate alla Russia nel Mar Nero e nell’Oceano Atlantico al largo delle coste del Senegal, che segna una grave escalation delle tensioni marittime nel contesto delle Operazioni Militari Speciali (SMO) russe in corso in Ucraina. Queste sono le navi che sono state colpite:
- 28 novembre 2025: Kairos e Virat (petroliere autorizzate, vuote, dirette verso un porto russo). Entrambe le navi danneggiate; gli equipaggi salvati dalla guardia costiera turca. Nessuna fuoriuscita di petrolio.
- 2 dicembre 2025: Midvolga-2 (petroliera battente bandiera russa, carica di olio di girasole dalla Russia alla Georgia). Danni lievi; 13 membri dell’equipaggio illesi; la nave ha navigato verso Sinop con i propri mezzi. Nessuna richiesta di assistenza.
- 2 dicembre 2025: petroliera anonima Besiktas Shipping (azienda turca con legami con la Russia). Nave danneggiata; dettagli limitati.
L’Ucraina ha rivendicato la responsabilità dell’attacco del 28 novembre nel Mar Nero, giustificandolo come rappresaglia per i bombardamenti russi sulle sue infrastrutture energetiche, ma le navi erano vuote e l’attacco ucraino non ha influito in alcun modo sulle entrate petrolifere di Mosca. L’attacco del 28 novembre è avvenuto nei pressi o all’interno della zona economica esclusiva (ZEE) della Turchia, provocando violente proteste da parte del presidente turco Erdogan e del governo del Kazakistan.
Il presidente russo Vladimir Putin ha affrontato gli incidenti durante un incontro con la stampa a Mosca. Le sue dichiarazioni, trasmesse dall’emittente televisiva statale Rossiya 24, hanno definito gli attacchi come “pirateria” e delineato una escalation per le ritorsioni russe. Questi commenti sono arrivati poco dopo il suo incontro di cinque ore con gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner. La risposta di Putin è stata diretta e incalzante, rispondendo alla domanda di un giornalista sugli attacchi alle navi nel Mar Nero. Ha strutturato le sue dichiarazioni attorno a contromisure immediate, condizionate e “radicali”. Putin ha affermato:
La Russia ha innanzitutto intenzione di “ampliare la portata degli attacchi” sui porti ucraini e sulle navi che vi entrano.
In secondo luogo, se questa situazione continua, prenderemo in considerazione la possibilità – non dico che lo faremo, ma prenderemo in considerazione la possibilità – di adottare misure di ritorsione contro le navi dei paesi che assistono l’Ucraina.
L’opzione più radicale è quella di isolare l’Ucraina dal mare, così la pirateria sarebbe impossibile in linea di principio.
Spero che la leadership militare ucraina, la leadership politica e coloro che li sostengono considerino se valga la pena continuare questa pratica. [Enfasi aggiunta]
Gli analisti occidentali persistono nella loro illusoria affermazione che la flotta russa del Mar Nero sia esaurita e incapace di portare a termine queste missioni. Questi analisti non riconoscono che la Russia ha già imposto un blocco di fatto con l’uscita del 2023 dall’Iniziativa per il Grano del Mar Nero e che la flotta del Mar Nero continua a operare liberamente al largo delle coste russe lanciando regolarmente missili da crociera Kalibr contro obiettivi in Ucraina.
L’attacco alla nave collegata alla Russia al largo delle coste del Senegal minaccia di estendere la guerra all’Europa. Sebbene nessuno abbia ancora rivendicato la responsabilità dell’attacco, la Francia è la principale sospettata.
Ecco le mie interviste di oggi con Danny Davis, Danny Haiphong e il colonnello Wilkerson. Inoltre, sto pubblicando il recente dibattito tra Danny Davis e il generale in pensione Ben Hodges… Danny ha fatto a pezzi il generale confuso:
