Quella delle ultime 24 è stata una delle giornate di bombardamenti più intensi delle ultime settimane. Sono stati segnalati oltre 120 raid aerei israeliani su diverse aree del sud e dell’est del Libano, in particolare nei distretti di Tiro, Nabatiyeh e Bekaa.
Secondo il Ministero della Salute, 31 persone sono rimaste uccise e 40 ferite. Tra le vittime si segnalano almeno 4 bambini e 3 donne. I decessi sono concentrati in diversi villaggi del sud: Burj al-Shamali (14 morti, tra cui 2 bambini e 3 donne), Maarakeh (6 morti), Kawthariyat al-Riz / Habbush (5 + 4 morti, tra cui 2 bambini), Selaa e altre località.
Parallelamente agli attacchi aerei, l’esercito israeliano ha ampliato le operazioni di terra oltre la cosiddetta “Yellow Line” (la linea di demarcazione auto-dichiarata da Israele, una zona cuscinetto di circa 5-10 km all’interno del Libano meridionale, distinta dalla Blue Line ONU). Le forze israeliane stanno operando in modo mirato oltre la “Forward Defense Line”, distruggendo case in diversi villaggi e imponendo ordini di evacuazione a decine di località. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che l’esercito sta “approfondendo le operazioni in Libano” per “fortificare la striscia di sicurezza” a protezione delle comunità del nord di Israele.
Hezbollah ha rivendicato attacchi con droni esplosivi, razzi e artiglieria contro le forze israeliane in avanzata, in particolare verso la zona di Zawtar al-Sharqiya. L’IDF ha segnalato in precedenza perdite tra i suoi soldati (10 morti totali dall’inizio del cessate il fuoco di aprile, di cui 6 per droni esplosivi di Hezbollah).
Questi attacchi si inseriscono in un contesto di violazioni del fragile cessate il fuoco di aprile 2026. Dal 2 marzo 2026 (ripresa delle ostilità) il Ministero della Salute libanese registra complessivamente oltre 3.213 morti e 9.737 feriti a causa degli attacchi israeliani. Dall’entrata in vigore della tregua di aprile, l’OMS stima circa 608 morti.
Post originale: canale Telegram Giubbe Rosse
