Il colosso giapponese registra il quarto calo mensile consecutivo: pesano le interruzioni logistiche legate al conflitto con l’Iran, il crollo delle vendite in Medio Oriente e la crescente concorrenza dei produttori cinesi.
Fonte: Bloomberg Â
Le vendite globali di Toyota Motor Corporation sono diminuite per il quarto mese consecutivo a maggio, confermando che il maggiore costruttore automobilistico mondiale sta subendo gli effetti della guerra tra Iran e Israele, oltre alla crescente pressione competitiva del mercato cinese. Le consegne globali, comprese quelle della controllata Daihatsu, sono scese del 7,4% su base annua a 885.207 veicoli, mentre la produzione è diminuita del 5,8%, attestandosi a 857.765 unità . Â
Uno dei fattori principali è stato il conflitto in Medio Oriente, che ha compromesso le rotte commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz, rallentando la logistica e la disponibilità di componenti. Sebbene l’accordo tra Stati Uniti e Iran abbia ridotto le tensioni, il traffico marittimo non è ancora tornato alla normalità e le catene di approvvigionamento rimangono vulnerabili. Â
Toyota ha inoltre registrato un forte calo delle vendite nei mercati più colpiti: in Medio Oriente le immatricolazioni sono diminuite del 38,6%, mentre in Cina la contrazione ha raggiunto il 31,7%, penalizzata dall’aggressiva concorrenza dei produttori locali di veicoli elettrici. Anche il mercato statunitense ha contribuito al rallentamento complessivo. Â
Il gruppo giapponese aveva già avvertito gli investitori che il conflitto avrebbe inciso sui risultati dell’esercizio in corso. Toyota esporta ogni anno tra 500.000 e 600.000 veicoli verso il Medio Oriente e stima che quasi la metà di questi volumi possa essere interessata dalle perturbazioni regionali. L’azienda prevede inoltre un calo dell’utile operativo nell’anno fiscale che terminerà a marzo 2027, a causa dell’aumento dei costi delle materie prime e delle difficoltà della catena logistica.

