Fonte: Corriere
Ma queste persone hanno quasi smesso di riprodursi. Il tasso di fertilità di vaste aree di Shanghai, una megalopoli con il prodotto lordo dell’Indonesia, è di appena 0,5 figli per donna. Così cento persone oggi in età riproduttiva saranno nonne e nonni, in tutto, di otto nipoti. La Cina ha iniziato a perdere popolazione probabilmente già dal 2022, sta perdendo 3,5 abitanti l’anno e il declino può solo accelerare. Da quando nel 2016 il governo ha abbandonato la politica del figlio unico, il tasso di natalità è sorprendentemente colato a picco invece di crescere. Negli ultimi anni è sceso da 1,79 a 0,98 figli per donna: la riduzione più rapida al mondo dopo quella delle Filippine (che è a livelli molto più alti) e il tasso di nascite più basso al mondo dopo la Corea del Sud, se si esclude l’Ucraina in guerra. Pesa certamente l’altissimo costo dell’educazione e della casa, pesano i turni incessanti al lavoro organizzati sulla sequenza 996 (dalle nove del mattino alle nove di sera, sei giorni alla settimana). E conta senz’altro la trasformazione culturale delle donne che, da quanto ho potuto vedere, sembrano ben più presenti nel management delle imprese rispetto all’Italia. Ma conta molto probabilmente anche la dipendenza digitale di massa.
Insomma, la parità e l’uguaglianza, fare lavorare anche le donne 60-70 ore la settimana, almeno 6 giorni su 7, ha ridotto le nascite. Che strano davvero. Ndr.

