New Delhi raggiunge i 2,7 milioni di barili al giorno dalla Russia, oltre il 50% del totale. Russian Oil & Gas Monitor parla di “accumulo aggressivo”, mentre la deroga Usa alle sanzioni stava per scadere
Le importazioni indiane di greggio russo hanno toccato un nuovo massimo storico a giugno 2026. Secondo i dati preliminari elaborati da Kpler e LSEG e riportati da Reuters, i raffinatori indiani hanno ricevuto circa 2,70 milioni di barili al giorno (mbpd) di petrolio russo nel mese. Si tratta di un balzo significativo rispetto a maggio, quando Kpler aveva stimato 2,13 mbpd e LSEG 1,95 mbpd.
Le importazioni totali di greggio dell’India, terzo maggiore importatore e consumatore mondiale di petrolio, sono rimaste sostanzialmente stabili intorno ai 4,9 milioni di barili al giorno (dati Kpler). Di conseguenza, la quota russa ha superato il 50% del totale a giugno, rispetto al 36,5% di maggio.
L’aumento non è casuale. Da quando, nel 2022-2023, l’Europa ha smesso di acquistare petrolio russo a causa della guerra in Ucraina, l’India ha fatto del greggio di Mosca la sua principale fonte di approvvigionamento grazie ai forti sconti praticati. A giugno, però, si è aggiunta un’altra spinta: i raffinatori indiani hanno intensificato gli acquisti russi per compensare le forniture mediorientali colpite dalla chiusura (o dal forte blocco) dello Stretto di Hormuz, uno dei principali colli di bottiglia per il petrolio del Golfo.
Russian Oil & Gas Monitor ha evidenziato la portata del dato: “Il dato indiano di 2,7 milioni di bpd per le importazioni di giugno di greggio russo rappresenta un grafico notevole. L’India sta raccogliendo petrolio russo con entrambe le armi. Supponiamo che gran parte di ciò sia avvenuto mentre la deroga alle sanzioni USA era ancora attiva… ma forse Nuova Delhi non è così preoccupata in questi giorni.”
L’India sta “raccogliendo” il petrolio russo a piene mani. Gran parte del volume di giugno è probabilmente arrivato mentre era ancora attiva la deroga temporanea concessa dagli Stati Uniti alle sanzioni (deroga di 30 giorni rinnovata più volte tra marzo e maggio 2026 per aiutare i paesi più esposti alla crisi energetica mediorientale). La deroga è scaduta intorno al 17 giugno.
La domanda è: i volumi extra assorbiti dall’India sono arrivati “a scapito” di altri acquirenti (soprattutto Cina) o la Russia è riuscita ad aumentare complessivamente le esportazioni?
Il dato record di giugno conferma la posizione centrale dell’India nel flusso di petrolio russo verso l’Asia. Nonostante le sanzioni occidentali e la possibile fine della deroga Usa, New Delhi continua a privilegiare la sicurezza energetica e i prezzi competitivi offerti da Mosca. I dati di giugno mostrano che, almeno per il momento, questa strategia sta funzionando: l’India ha coperto con il petrolio russo gran parte del vuoto lasciato dalle forniture mediorientali disturbate. Resta da vedere se il trend proseguirà a luglio, una volta esaurito l’effetto della deroga, e quali saranno i numeri cinesi del mese. Per ora, però, il grafico delle importazioni indiane di greggio russo a giugno 2026 racconta una storia chiara: New Delhi non ha solo mantenuto, ma ha rafforzato in modo aggressivo il suo ruolo di principale cliente asiatico del petrolio russo.
