Il Gaza Board of Peace, l’organismo internazionale a guida USA istituito da Donald Trump per gestire la fase post-guerra a Gaza, ha raggiunto un accordo con Hamas e le altre fazioni armate palestinesi per il loro disarmo completo. L’intesa è stata finalizzata a Il Cairo con la mediazione di Egitto, Qatar, Turchia e Stati Uniti.
Trump l’ha definito un accordo “storico” per il “disarmo completo di Hamas e di tutti gli altri gruppi armati a Gaza”, definendolo “un passo monumentale verso una pace e una sicurezza durature”.
L’accordo, chiamato “Roadmap for Completing the Implementation of President Trump’s Comprehensive Peace Plan in Gaza” è basato sul piano di pace a 20 punti di Trump e sulla Risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU n. 2803 (2025). L’obiettivo dichiarato è:
- mettere fine al ciclo di distruzione;
- garantire il completo ritiro israeliano da Gaza;
- consentire la ricostruzione, il governo palestinese e un percorso credibile verso l’autodeterminazione e lo Stato palestinese.
“Un’autorità, una legge, un esercito”
solo il nuovo National Committee for the Administration of Gaza (NCAG), un governo tecnico-palestinese indipendente sotto la supervisione del Board of Peace, potrà detenere, conservare o controllare armi a Gaza. Hamas e le altre fazioni rinunciano a qualsiasi ruolo di governo civile o militare.
L’accordo prevede una progressione a fasi, con verifica indipendente a ogni passaggio da parte di un comitato di verifica internazionale. Entro 14 giorni dall’approvazione formale da tutte le parti, dovrà essere preparato un calendario dettagliato (estensibile solo previo accordo).
Il disarmo (stimato in 200-300/350 giorni, zona per zona, dovrà avvenire per gradi. Prima l’inventario di armi pesanti, depositi, siti di produzione e tunnel. Poi la consegna e lo stoccaggio delle armi (prima quelle della polizia, poi le pesanti) al NCAG, senza trasferimento a Israele o a soggetti non-palestinesi. Quindi, la distruzione di tunnel, infrastrutture militari e impianti di produzione. Infine, il disarmo delle milizie claniche e la creazione di una nuova polizia palestinese e il dispiegamento della International Stabilization Force (ISF) per separare le forze, formare la polizia e monitorare.
Il ritiro israeliano dovrà avvenire in parallelo e in modo graduale, solo dopo la verifica del disarmo nelle zone interessate. La ricostruzione e gli aiuti saranno gestiti dal Board of Peace e dal NCAG.
Reazioni di Hamas
Hamas ha rilasciato una dichiarazione ufficiale confermando il disarmo del gruppo. Le armi saranno consegnate alle nuove autorità che governeranno la Striscia, un’ipotesi a cui Israele si oppone fermamente, preferendo invece una completa smilitarizzazione dell’intera Striscia. Hamas ha inoltre affermato che inizierà a rilasciare le armi solo quando Israele cesserà i suoi attacchi quasi quotidiani e si ritirerà dalla Striscia.
Il processo di inventario e stoccaggio delle armi dovrà avvenire sotto controllo palestinese (NCAG), non israeliano. Hamas sostiene che l’implementazione è legata al rispetto da parte di Israele dei propri impegni (ritiro graduale e cessazione delle operazioni militari):
“Se Israele non implementa l’accordo, non lo faremo neanche noi”.
Hamas presenta l’accordo come una concessione fatta “per il bene del popolo di Gaza” e si aspetta che mediatori e Board of Peace garantiscano la compliance israeliana.
Reazione israeliana
Israele non ha accettato ufficialmente l’accordo e resta fortemente scettico. Secondo Haaretz, addirittura, i funzionari israeliani sono sotto shock dopo che Hamas ha accettato il disarmo proposto da Trump.
L’ufficio di Netanyahu ha chiarito di aver respinto l’accordo in quanto “non soddisfa le richieste di Israele”. Il Primo Ministro israeliano Netanyahu si è recato a Washington all’inizio di questa settimana e ha personalmente comunicato al Presidente Trump di non aspettarsi che Hamas accettasse l’accordo, suggerendo invece alle Forze di Difesa Israeliane (IDF) di intensificare le azioni militari nella Striscia di Gaza. Non appena il Primo Ministro israeliano è rientrato in Israele, Hamas ha apertamente accettato l’accordo, mettendo il Primo Ministro in
Un alto funzionario israeliano ha dichiarato che la proposta del Board of Peace non soddisfa le richieste di Gerusalemme per la completa demilitarizzazione di Gaza e la rimozione di tutte le armi (non solo il loro stoccaggio sotto controllo palestinese):
“Non ci sarà alcun ritiro dell’IDF dalla Yellow Line attuale senza il genuino disarmo di Hamas”.
Funzionari USA riconoscono lo scetticismo israeliano (“Non credevano che Hamas avrebbe rilasciato gli ostaggi… ora non credono che disarmi davvero”), ma Trump ha fatto sapere che sarebbe “molto deluso” se Israele non rispetterà gli impegni.
