MICROSOFT TAGLIA PROGRAMMATORI E INVESTE IN AI

DiRedazione

17 Maggio 2025
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Microsoft ha recentemente licenziato migliaia di dipendenti, inclusi molti programmatori. Secondo diverse fonti, Microsoft ha annunciato a maggio 2025 un taglio di circa il 3% della sua forza lavoro globale, pari a circa 6.000 dipendenti, su un totale di 228.000 lavoratori registrati a giugno 2024. In particolare, i programmatori sono stati tra i più colpiti, con oltre il 40% dei licenziamenti nello stato di Washington riguardanti ruoli di ingegneria del software. Tra questi, ci sono stati sviluppatori di spicco che lavoravano su progetti come Python, TypeScript e Azure SDK.

Le motivazioni dichiarate da Microsoft includono la necessitĆ  di “riposizionare l’azienda per il successo in un mercato dinamico” e di ridurre i livelli di gestione, anche in risposta agli investimenti massicci in intelligenza artificiale (80 miliardi di dollari previsti per il 2025, principalmente per data center e servizi AI). Alcuni rapporti suggeriscono che l’automazione tramite AI, che giĆ  contribuisce al 20-30% del codice scritto in Microsoft, potrebbe aver influito sulla decisione di ridurre il personale in ruoli di programmazione.

Tuttavia, non tutti i dettagli sui licenziamenti sono chiari, come l’impatto specifico su divisioni come Xbox o LinkedIn, e alcuni analisti sottolineano che i tagli potrebbero essere parte di una strategia più ampia per bilanciare i costi legati agli investimenti in AI.

Fonti:
Microsoft Programmers Among Those Most Impacted by Layoffs
Programmers bore the brunt of Microsoft’s layoffs in its home state as AI writes up to 30% of its code | TechCrunch
Microsoft’s latest layoffs hit software engineers hard • The Register


Microsoft ha licenziato migliaia di programmatori. Non stagisti o team marginali, ma persone che lavoravano su strumenti fondamentali come Visual Studio e Azure Pipelines. Strumenti che servivano proprio a scrivere codice. Hanno chiuso tutto, pure i repository open source. E mentre tolgono posti di lavoro reali, investono miliardi in AI. Sempre più risorse su modelli come quelli di OpenAI, sempre meno spazio per chi fino a ieri costruiva davvero il software. Questa non è riorganizzazione. È una sostituzione. Programmatori fuori, algoritmi dentro.
l’AI ci avrebbe affiancati. Invece, sta iniziando a rimpiazzarci. Ma lo fa in silenzio, senza grandi annunci. Basta smettere di rinnovare un contratto. Chiudere un progetto. Tagliare un team. E cosƬ, mentre si parla di ā€œdemocratizzazione dell’intelligenza artificialeā€, il codice sparisce. I repository vengono cancellati. Le conoscenze diventano chiuse. Stiamo davvero costruendo un futuro intelligente? O solo più comodo per chi comanda?

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