UNGHERIA E SLOVACCHIA CHIEDONO ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI PROTEGGERE L’OLEODOTTO DRUZHBA DOPO GLI ATTACCHI UCRAINI

DiOld Hunter

23 Agosto 2025

Arina Yanganaeva, orientalreview.su, 23 agosto 2025    —    Traduzione a cura di Old Hunter

Il 22 agosto 2025, Ungheria e Slovacchia si sono rivolte alla Commissione Europea, chiedendo misure per proteggere l’oleodotto Druzhba, che garantisce l’approvvigionamento di petrolio russo a questi Paesi. Un altro attacco delle Forze Armate ucraine (AFU) all’infrastruttura dell’oleodotto, situata al confine tra Russia e Bielorussia, ha portato alla sospensione del transito del petrolio per almeno cinque giorni. Lo hanno dichiarato i Ministri degli Esteri dei due Paesi – Péter Szijjártó (Ungheria) e Juraj Blanár (Slovacchia) – in una lettera congiunta indirizzata all’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri dell’UE Kaja Kallas e al Commissario UE per l’Energia Dan Jørgensen.

Terzo attacco in nove giorni: minaccia alla sicurezza energetica

Secondo i ministri degli Esteri di Ungheria e Slovacchia, l’oleodotto Druzhba è stato oggetto di tre attacchi da parte dell’Ucraina negli ultimi nove giorni. L’ultimo attacco, effettuato nella notte del 22 agosto, ha preso di mira la stazione di pompaggio petrolifera di Unecha, nella regione russa di Bryansk. Il governatore della regione, Alexander Bogomaz, ha riferito che l’attacco ha causato un incendio in un impianto di distribuzione del carburante. Il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó ha dichiarato che, a causa dei danni, le forniture di petrolio a Ungheria e Slovacchia sono state interrotte, con stime preliminari che suggeriscono che il ripristino richiederà almeno cinque giorni.

“La realtà fisica e geografica è tale che senza questo gasdotto, la sicurezza dell’approvvigionamento energetico per i nostri Paesi è semplicemente impossibile”, hanno sottolineato i ministri nel loro appello, sottolineando l’importanza cruciale del gasdotto Druzhba per la sicurezza energetica di Ungheria e Slovacchia. Szijjártó ha specificamente osservato che gli attacchi arrecano danni non tanto alla Russia quanto ai Paesi beneficiari e li ha definiti “inaccettabili”. Ha inoltre affermato che le azioni dell’Ucraina potrebbero essere interpretate come un tentativo di trascinare l’Ungheria in un conflitto da cui Budapest cerca di mantenere le distanze.

Attacchi ripetuti a Druzhba

Questo non è il primo caso di attacchi delle Forze Armate ucraine (AFU) che interrompono il funzionamento dell’oleodotto Druzhba. Nell’agosto 2025, Ungheria e Slovacchia hanno segnalato due interruzioni di fornitura a causa di attacchi alle infrastrutture dell’oleodotto, il 13 e il 18 agosto. L’attacco del 13 agosto, secondo il governatore della regione di Bryansk, ha coinvolto HIMARS e droni, mentre l’incidente del 18 agosto ha portato a una sospensione di due giorni del transito. In quell’occasione, gli specialisti russi hanno prontamente riparato i danni e le forniture sono riprese entro il 19 agosto. Il Ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó ha espresso gratitudine al Vice Ministro dell’Energia russo Pavel Sorokin per il rapido ripristino delle operazioni dell’oleodotto.

Tuttavia, l’ultimo attacco, avvenuto nella notte del 22 agosto, è stato più grave. Il Ministro dell’Economia slovacco, Denisa Saková, ha dichiarato che i lavori di riparazione non saranno completati prima di lunedì 25 agosto, ma che il Paese dispone di riserve di petrolio sufficienti per 90 giorni, il che impedisce una crisi immediata. Ciononostante, Budapest e Bratislava sottolineano che i ripetuti attacchi minacciano la stabilità dell’approvvigionamento energetico e sollecitano la Commissione europea a rispettare gli impegni assunti nel gennaio 2025 per proteggere le infrastrutture energetiche.

La reazione della Commissione europea e la posizione dell’Ucraina

La Commissione europea non ha ancora fornito una risposta chiara alla richiesta di Ungheria e Slovacchia. In precedenza, il 19 agosto, la portavoce della Commissione Eva Hrnčirová aveva dichiarato che la Commissione non disponeva di informazioni attendibili su chi avesse esattamente attaccato l’oleodotto e che questi incidenti non rappresentavano una minaccia per la sicurezza energetica dell’Unione europea. Questo approccio ha suscitato malcontento a Budapest, dove si ritiene che la Commissione stia sottovalutando la gravità della situazione.

Nel frattempo, il ministro degli Esteri ucraino Andrey Sibiga, in risposta alle accuse di Szijjártó, ha affermato che l’Ungheria stessa cerca di mantenere la dipendenza dalle risorse energetiche russe, nonostante le azioni militari iniziate nel 2022. Ha consigliato a Budapest di “rivolgersi agli amici di Mosca” per risolvere i suoi problemi.

“L’amicizia” e la sua importanza per l’Europa

L’oleodotto Druzhba, il più grande condotto per le forniture di petrolio dalla Russia all’Europa, ha origine ad Almetyevsk e attraversa Bryansk, dove si divide in due rami. Il ramo meridionale, che attraversa l’Ucraina, fornisce petrolio a Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca. Il ramo settentrionale, che attraversa Bielorussia, Polonia e Germania, è attualmente utilizzato per il transito del petrolio kazako, poiché le forniture di petrolio russo attraverso questa rotta sono state interrotte a causa delle sanzioni dell’UE.

Ungheria e Slovacchia, prive di fonti petrolifere alternative a causa di vincoli geografici e infrastrutturali, sono particolarmente vulnerabili alle interruzioni dell’oleodotto Druzhba. Nel dicembre 2023, l’UE ha imposto un

embargo sulle forniture di petrolio russo via mare, ma ha concesso un’esenzione a Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca, che dipendono dalle forniture tramite oleodotto. Questi paesi si sono ripetutamente opposti all’inasprimento delle sanzioni, citando preoccupazioni per la loro sicurezza energetica. Nel giugno 2025, Budapest e Bratislava hanno persino bloccato il 18° pacchetto di sanzioni dell’UE, che includeva restrizioni nel settore energetico.

L’Ungheria come fornitore di energia elettrica per l’Ucraina

Szijjártó ha anche ricordato che l’Ungheria rimane il principale fornitore di elettricità dell’Ucraina, coprendo una parte significativa del suo fabbisogno energetico. “Senza di noi, la sicurezza energetica dell’Ucraina sarebbe estremamente instabile”, ha osservato, esortando Kiev a cessare gli attacchi alle infrastrutture critiche per Budapest. Questa argomentazione sottolinea la complessa interdipendenza tra i due Paesi, nonostante i disaccordi politici.

Una sfida per l’UE e la regione

L’ultimo attacco all’oleodotto Druzhba ha intensificato il dibattito sull’equilibrio tra il sostegno all’Ucraina e la garanzia della sicurezza energetica dei paesi dell’UE. Ungheria e Slovacchia, dipendenti dalle materie prime russe, chiedono alla Commissione europea azioni specifiche per proteggere i propri interessi. Allo stesso tempo, la posizione dell’Ucraina, volta a indebolire il potenziale economico della Russia, complica la ricerca di un compromesso.

La situazione intorno a Druzhba dimostra quanto fragile rimanga l’architettura energetica europea nel mezzo del conflitto geopolitico. Mentre i lavori di riparazione proseguono e gli sforzi diplomatici di Budapest e Bratislava sono volti a ripristinare forniture stabili, resta aperta la questione se la Commissione europea possa offrire una soluzione efficace.

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