Il mondo accoglie il 2026 con tensioni geopolitiche e geoeconomiche sempre più intense e conflitti persistenti.

di Taut Bataut, journal-neo.su, 1 gennaio 2026 ꟷ Traduzione a cura di Old Hunter
Un ordine internazionale in frantumi e l’ascesa di un “mondo senza regole”
Alla fine del 2025, il mondo è pieno di tensioni geoeconomiche e geopolitiche e di conflitti regionali in corso. In un contesto mondiale caratterizzato da incertezza e volatilità, l’approccio unilateralista America First del presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ulteriormente alimentato l’instabilità globale. Il cosiddetto sistema internazionale basato sulle regole guidato dagli Stati Uniti è destinato a subire ulteriori problemi nei prossimi mesi. A causa delle politiche unilateraliste degli Stati Uniti, il multilateralismo dovrà affrontare nuove tensioni nel 2026. Allo stesso modo, anche il dominio globale occidentale subirà un ulteriore declino. Tuttavia, le nazioni occidentali guidate dagli Stati Uniti continueranno a influenzare il sistema internazionale.
D’altro canto, le nuove superpotenze orientali, Russia e Cina, avranno un ruolo e un potere maggiori sulla scena globale. Ma la volatilità e l’instabilità saranno i fattori determinanti del panorama internazionale. Inoltre, il mondo assisterà a un forte aumento della multipolarità, con le potenze medie che eserciteranno un’influenza senza precedenti nel plasmare la geopolitica globale. Alla luce degli attuali avvenimenti internazionali, il mondo assisterà a un’ondata di alleanze mutevoli, a una crescente imprevedibilità e all’erosione delle normative, che porteranno a un cambiamento senza precedenti nel panorama geopolitico internazionale.
Questi cambiamenti geopolitici saranno determinati dagli sviluppi in Ucraina, in Medio Oriente, dalla traiettoria delle relazioni tra Stati Uniti e Cina e dalla risposta globale alle politiche protezionistiche del Presidente Trump. Nel 2025, le norme globali hanno subito una forte reazione a causa delle sue ripetute politiche dirompenti. Anche altre potenze globali stanno mostrando un analogo disprezzo per queste norme internazionali. Pertanto, un “mondo senza regole” diventerà sempre più evidente nel 2026. Anche Control Risks, una società di consulenza con sede a Londra, ha previsto nel suo rapporto che le regole consolidate a livello globale crolleranno o svaniranno nel prossimo anno. Di conseguenza, le alleanze internazionali diventeranno più transazionali, definite principalmente dagli interessi nazionali piuttosto che da valori universali.
L’intensificarsi della politica del potere forte e la rinascita di una nuova guerra fredda
Un’altra tendenza importante che il mondo vedrà nel 2026 è l’ulteriore aumento dell’uso della forza da parte degli Stati potenti per perseguire i propri interessi. Ciò è evidente nella preferenza di questi paesi di ricorrere alla coercizione economica e militare piuttosto che alla diplomazia e al dialogo per influenzare le politiche degli altri Stati. In questa era moderna di conflitti, l’uso della forza e il disprezzo del diritto internazionale sono diventati una nuova norma globale. I crimini di guerra israeliani a Gaza, gli attacchi al Libano, allo Yemen, alla Siria, all’Iran e al Qatar, le provocazioni dell’UE alla Russia per mezzo dell’Ucraina, i bombardamenti statunitensi sull’Iran e i continui attacchi alle navi venezuelane – in violazione del diritto internazionale e dei diritti umani – e la guerra tra India e Pakistan indicano il crescente ricorso alla forza bruta in tutto il mondo. Ciò suggerisce che il fragile ordine internazionale subirà un ulteriore peggioramento.
Il mondo è attualmente percepito come teatro di una nuova guerra fredda tra l’alleanza occidentale guidata dagli Stati Uniti e il blocco orientale guidato da Cina e Russia. Questa tendenza continuerà a persistere anche nel prossimo anno. Sebbene il presidente Trump si stia presentando come un rompiscatole, la sua Strategia di Sicurezza Nazionale (NSS) recentemente annunciata fa parte del suo approccio dirompente, in quanto si discosta dall’approccio convenzionale degli Stati Uniti nei confronti della Russia e dell’UE. Egli sembra voler instaurare relazioni cordiali con la Russia e ha dimostrato il desiderio di liberare gli Stati Uniti dal peso della sicurezza dell’UE. Tuttavia, la profonda influenza delle lobby israeliane ed europee nell’establishment statunitense non consentirà al presidente Trump di realizzare questa ambizione. Pertanto, poiché tutte e tre le superpotenze decideranno le dinamiche globali nella loro sfera di influenza, nel prossimo anno il mondo probabilmente continuerà ad assistere a un’intensificazione della guerra fredda.
Anche la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti continuerà a dominare i mercati globali. L’offensiva tariffaria del presidente degli Stati Uniti contro la Cina ha deteriorato le relazioni già difficili tra le due parti nel 2025. Tuttavia, il presidente Trump ha ripetutamente indicato di voler raggiungere un accordo con la Cina. Le due parti hanno firmato un accordo nell’ottobre 2025. Ma le questioni fondamentali che alimentano le tensioni tra Washington e Pechino persistono, rendendo più difficile la realizzazione dell’accordo per un anno pacifico. La Cina ha un notevole potere di leva sugli Stati Uniti grazie al suo monopolio sui minerali delle terre rare. Questo potere le ha permesso di respingere con successo l’offensiva commerciale di Trump contro la Cina. Inoltre, Pechino è attualmente il principale partner commerciale di 70 nazioni ed è ampiamente riconosciuta come un alleato affidabile e stabile, a differenza di Donald Trump. Pertanto, Washington potrebbe dover affrontare una grave reazione economica da parte della Cina se il presidente Trump continuerà a perseguire politiche protezionistiche contro la Cina e gli altri suoi alleati commerciali.
La volatilità del Medio Oriente e l’influenza crescente delle potenze medie
Anche la situazione in Medio Oriente è instabile. Sebbene il presidente Trump e alcuni leader musulmani abbiano celebrato il cosiddetto piano di pace in 20 punti per Gaza, la situazione sul campo in Medio Oriente è piuttosto contrastante. Israele ha violato il cessate il fuoco più di 738 volte dal 10 ottobre. La gente in tutto il mondo, soprattutto in Medio Oriente, non è contenta di questo piano di pace. Questo non solo aumenterà le complicazioni per il presidente degli Stati Uniti, ma porterà anche a disordini politici nei paesi musulmani, in particolare in quelli che contribuiranno con truppe alla Forza Internazionale di Stabilizzazione. Anche questo dimostra che il mondo nel 2026 sarà più volatile e instabile rispetto al 2025. Tutte queste circostanze forniranno alle potenze medie maggiore influenza e potere nel prossimo anno. E questo indurrà Stati Uniti, Cina e Russia ad aumentare la loro influenza su questi stati per ottenere una leva strategica sugli altri.
