IL RAPIMENTO DI NICOLÁS MADURO

DiOld Hunter

8 Gennaio 2026
L’operazione “Absolute Resolve” non è un’invasione del Venezuela. Così come l’operazione militare speciale russa non è un’invasione dell’Ucraina. Sono normali mosse delle potenze di fronte a una minaccia esistenziale. Nicolás Maduro è il presidente del Venezuela, sebbene Stati Uniti e Unione Europea non ne riconoscano la legittimità. Lo status di presidente quindi non lo proteggerà dalle accuse che gli muovono gli Stati Uniti. Washington aveva diritto di fermare gli aiuti del Venezuela allo Hezbollah, non già per ostilità nei confronti della Resistenza libanese, ma perché questi aiuti comportano l’ingresso di droga negli Stati Uniti, quindi ne minacciano la sicurezza. Resta il fatto che questa operazione è un affronto per il popolo venezuelano e renderà difficile la ripresa del Paese.
Dopo il rapimento di Nicolás Maduro, la presidente ad interim Delcy Rodríguez ha telefonato al segretario di Stato, Marco Rubio, per informarsi sul proseguimento delle operazioni. Poi si è rivolta alla nazione ricordando che Maduro è ancora il solo e unico presidente del Venezuela.

di Thierry Meyssan, voltairenet.org, 7 gennaio 2026

Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro Moros, è stato rapito dall’esercito statunitense il 3 gennaio 2026 e trasportato a New York, dove è stato accusato di narcoterrorismo ed esportazione di cocaina negli Stati Uniti.

Per analizzare questi fatti dobbiamo diffidare degli abituali schemi interpretativi dell’America Latina. Il rapimento non è necessariamente in relazione né con la tradizionale opposizione tra discendenti degli indigeni e discendenti dei colonizzatori, né con il corollario Roosevelt alla dottrina Monroe, né con la lotta per il petrolio.

Mi baserò sulla conoscenza che ho del Paese. Sono stato amico personale del presidente Hugo Chávez Friaz, deceduto nel 2013. Contrariamente a quanto viene detto, non credo che Maduro sia un “chavista”, benché lo sia stato in passato.

Nel 2017 Maduro m’invitò a Caracas a uno dei molti incontri di intellettuali da lui organizzati. Ci andai, non tanto per partecipare al convegno, ma soprattutto per tenere una conferenza davanti allo stato-maggiore delle forze armate. All’epoca, lo straussiano Elliott Abrams – incaricato dal presidente Donald Trump, al suo primo mandato, del dossier venezuelano – stava preparando un’invasione del Paese. Desideravo organizzare una visita degli alti ufficiali venezuelani in Siria, perché potessero constatare personalmente i metodi usati dal Pentagono per manipolare gli jihadisti. In poche ore mi sono reso conto che gli intellettuali invitati da Maduro non capivano assolutamente nulla della situazione geopolitica del momento. L’entourage del presidente Maduro mi ha quindi impedito di interloquire con lo stato-maggiore. Incontrai però molti diplomatici e ufficiali che mi sembrarono molto competenti, nonché insoddisfatti del presidente. Quando incontrai Maduro ebbi invece l’impressione di parlare con un attore, non con un uomo politico. Questa visita non ha avuto un seguito.

Chi è Nicolás Maduro?

Maduro era un sindacalista che combatté a fianco di Chávez. Sebbene privo di carisma, Maduro si è dimostrato efficace in molti settori, compresa la tattica di mantenimento dell’ordine. Tuttavia il Venezuela sprofondò nella crisi. Maduro lasciò che le installazioni petrolifere andassero in rovina e non fece nulla per ripristinarle. I prezzi continuarono a salire. Nel 2018 l’inflazione raggiunse il 130.000%. Divenne difficile sfamarsi. Milioni di venezuelani emigrarono o addirittura fuggirono dal Paese. Alcuni sono in seguito rientrati, ma la maggior parte è rimasta all’estero. Il rimedio di Maduro fu la liberalizzazione dell’economia e l’apertura di casinò. Questo Paese, dove Chávez aveva suscitato un sentimento nazionale, aveva alfabetizzato anche i villaggi più remoti, aveva creato un vero servizio sanitario, aveva instaurato un’uguaglianza che non esisteva altrove in America Latina, sotto la presidenza di Maduro è diventato rifugio di trafficanti di ogni risma e ha subìto un’esplosione di diseguaglianze sociali. Un gran numero di chavisti storici si sono progressivamente dissociati da Maduro.

Maduro ha instaurato un regime poliziesco, emettendo documenti di identità, i Carnet della Patria, che collegano la concessione di aiuti sociali all’appartenenza politica. Gli anni 2017-2019 sono stati caratterizzati da una brutale repressione del terrorismo interno. Le forze dell’ordine hanno praticato la tortura, senza che ci fosse la possibilità di accertare se si trattava di iniziative personali o di una politica di Stato.

Nel 2020, durante il primo mandato di Trump, Maduro è stato incriminato negli Stati Uniti per narcoterrorismo; un paradosso, considerando che il Venezuela di Chávez era stato dichiarato dalle Nazioni Uniti «Stato libero dalla coltivazione di droghe».

Che cos’è l’operazione Absolute Resolve?

Non sappiamo molto dell’operazione Absolute Resolve (Determinazione Assoluta) degli Stati Uniti. Sappiamo solo quello che vogliono far trapelare, senza alcuna possibilità di verifica.

Ciò che sappiamo è che hanno organizzato un gigantesco blackout elettrico e il bombardamento di sette basi militari, nella capitale e nelle vicinanze; nel frattempo una squadra aviotrasportata si è introdotta nella residenza presidenziale e ha arrestato, tirandoli giù dal letto, Maduro e la moglie, l’avvocato Cilia Flores, ex presidente dell’Assemblea nazionale.

Gli unici scontri a fuoco segnalati hanno opposto la guardia presidenziale, composta esclusivamente da cubani, ai commandos statunitensi. Le forze venezuelane non hanno invece opposto alcuna resistenza, suggerendo l’ipotesi che l’esercito fosse complice dell’attacco statunitense.

Non si è trattato affatto di un’invasione del Venezuela né di un cambio di regime.

Gli Stati Uniti hanno violato il diritto internazionale?

La maggior parte dei commentatori affermano che gli Stati Uniti hanno violato il diritto internazionale: è un abuso linguistico. Il diritto internazionale non è un codice giuridico. Non ha regole universali. Non ha polizia né tribunali né prigioni. È una serie di impegni che vincolano solo i Paesi che li sottoscrivono.

Per gli Stati Uniti e per l’Unione Europea, il vincitore delle elezioni del 2024 è Edmundo González Urrutia e Maduro è presidente illegittimo. Queste elezioni sono state molto contestate, non senza motivo. Non è però meno vero che Maduro dispone indiscutibilmente di una maggioranza nel Paese [1].

Se dal punto di vista venezuelano gli Stati Uniti hanno rapito il presidente eletto, dal punto di vista statunitense Washington ha rapito un narcotrafficante, che per di più ritengono usurpatore della presidenza.

Quindi non si tratta di violazione del diritto internazionale, ma di conflitto tra due punti di vista.

Chi è Delcy Rodríguez?

La vicepresidente Delcy Rodríguez è figlia del leader rivoluzionario Jorge Antonio Rodríguez, torturato a morte dalla polizia venezuelana nel 1976. Molto vicina a Chávez, collaborò con il suo governo, ricoprendo incarichi nei servizi segreti e nella segreteria governativa. Nel 2002 Chávez la inviò in Europa, in particolare per incontrarmi. Ebbi quindi occasione di conoscerla e apprezzarla. Suo fratello, Jorge Rodríguez Gómez, fu vicepresidente sotto Chávez, oggi è presidente dell’Assemblea nazionale.

Negli anni 2020 Delcy Rodríguez entrò in conflitto con il vicepresidente siriano-venezuelano Tareck el-Aissami, incriminato dagli Stati Uniti insieme al presidente Maduro. Gli Stati Uniti lo accusavano di corruzione per aver fornito passaporti a militanti dello Hezbollah libanese e a personalità siriane, tra cui il presidente Bashar al-Assad e membri della sua famiglia. Si dimise alla fine del 2023 e nel 2024 fu arrestato dal procuratore Tarek William Saab, fratello dell’ambasciatore venezuelano a Damasco. La giustizia venezuelana gli rimprovera di aver organizzato una rete di funzionari per sottrarre denaro pubblico per finanziare campagne elettorali. Non si è mai parlato di arricchimento personale.

Sebbene durante la mia visita in Venezuela del 2017 Delcy Rodríguez mi abbia cordialmente salutato, non mi ha concesso udienza privata, probabilmente a causa del conflitto con Tareck el-Aissami.

Quando Maduro è stato rapito, Delcy Rodríguez è stata immediatamente considerata come probabile presidente ad interim.

Durante la crisi con Tareck el-Aissami, si scontrò con Diosdado Cabello, anch’egli incriminato nel 2020 negli Stati Uniti con Maduro. Cabello è l’uomo forte del chavismo: sarebbe stato il successore di Chávez se non avesse interferito la testimonianza dei medici cubani.

Il cartello Los Soles esiste?

Il 25 luglio gli Stati Uniti hanno indicato il cartello Los Soles responsabile del narcotraffico e hanno accusato Maduro di esserne il capo.

Gli esperti del mercato della droga sostengono unanimemente che questo cartello non esiste. Los Soles indica un gruppo di ufficiali superiori identificabili dalle stelle (los soles) sulle loro uniformi. Costoro avrebbero organizzato un traffico di droga per finanziare la Resistenza libanese. Infatti, in Libano Hezbollah non coltiva droga ma riscuote dai baroni locali della droga la zakât, la tassa che i mussulmani versano alle opere di beneficienza di loro scelta.

È importante ricordare che la maggioranza dei governi latino-americani è implicata nel traffico di droga, principale fonte di entrate occulte. Finora gli Stati Uniti hanno scelto i cartelli con cui lavorare e hanno condotto una guerra senza quartiere contro gli altri. Anche il trafficante colombiano Pablo Escobar ha inizialmente lavorato con loro, poi si è alleato con i rivoluzionari di sinistra ed è diventato il nemico numero uno della DEA.

Nel 2000 ero segretario generale della Lega Antiproibizionista Mondiale, organizzazione che contava tra i propri membri oltre 500 parlamentari e più di 20 premi Nobel. Ho avuto modo di valutare la portata di questo flagello che crea narco-Stati, nonché l’inefficacia delle guerre contro di esso. L’unico modo per risanare la società è educare la popolazione a controllare le proprie dipendenze. Gli sforzi del presidente Trump non porteranno quindi a grandi risultati, anche se riuscirà ad appianare le relazioni politiche con l’America Latina e il Medio Oriente.

Stiamo di fronte al ripristino degli imperi?

La maggior parte dei commentatori chiosa su una possibile regressione all’epoca degli imperi. Secondo costoro, Trump ha appena invaso il Venezuela come Putin ha fatto con l’Ucraina e Xi Jinping sta per fare con Taiwan. Significa non capire nulla di ciò che sta accadendo: Trump non ha invaso il Venezuela, ne ha estratto un narcotrafficante; il presidente Putin non ha invaso l’Ucraina, ha applicato gli Accordi di Minsk e la Risoluzione 2202 del Consiglio di Sicurezza; il presidente Xi si è impegnato a non invadere Taiwan se questa non proclamerà la propria indipendenza.

Si tratta dell’inizio di un nuovo periodo storico, della creazione di un mondo multipolare, non della rinascita degli imperi. Ma la multipolarità presuppone il ristabilimento del diritto internazionale e quindi l’abolizione delle regole internazionali imposte dagli Stati Uniti e dal G7 durante la guerra fredda e dopo lo scioglimento dell’URSS.

Un lettore mi ha appena inviato il link di un video di cui non ero a conoscenza. Il presidente Hugo Chávez aveva designato il vicepresidente Nicolás Maduro non solo per sostituirlo in caso di impedimento, ma anche per partecipare alle elezioni come suo successore.
Cfr. Chavez designó a Nicolás Maduro como sucesor

[1] “Le menzogne della stampa sulle elezioni presidenziali venezuelane”, di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 27 agosto 2024.

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