La campagna anti-corruzione del premier Ali Al-Zaidi si intensifica con operazioni nella Green Zone di Baghdad e sequestri di decine di milioni di dollari legati allo scandalo del ministero del Petrolio
L’Iraq sta vivendo una significativa campagna anti-corruzione lanciata dal nuovo primo ministro Ali Al-Zaidi (in carica da metà maggio 2026). Il caso centrale ruota intorno all’arresto del vice ministro del Petrolio per gli Affari di Raffinazione, Adnan al-Jumaili (che è anche il direttore generale della North Refineries Company).
Il 30 maggio 2026 Al-Jumaili è stato arrestato in un’operazione nella provincia di Salah ad-Din. Durante il raid sono stati sequestrati oltre 10 milioni di dollari in contanti, miliardi di dinari iracheni, decine di proprietà, oro e un arsenale di armi automatiche.
Le confessioni di al-Jumaili durante gli interrogatori hanno innescato una catena di nuovi arresti. Sulla scia delle confessioni, il 23 giugno 2026 è stato arrestato l’ex governatore di Salah ad-Din Raed al-Jubouri (attuale direttore sanitario della provincia).
Nelle ultime ore, secondo quanto riportato dall’Iraqi News Agency (INA) che cita una fonte di alto livello, sono stati arrestati “un numero di individui accusati in casi di corruzione” proprio grazie alle confessioni del vice ministro del petrolio. Tra gli arrestati figurano membri del Parlamento (la cui immunità parlamentare è stata sollevata) e funzionari i cui nomi sono emersi dalle confessioni. Le forze di sicurezza hanno chiuso temporaneamente la Green Zone di Baghdad per condurre l’operazione, arrestando più di otto persone in totale in casi di corruzione finanziaria e amministrativa.
Fino ad oggi, nell’ambito di questa indagine, le autorità hanno sequestrato complessivamente decine di milioni di dollari (alcune fonti parlano di oltre 86 milioni di dollari tra contanti e beni), proprietà, veicoli e oro.
Si tratta della mossa più eclatante del nuovo governo contro la corruzione endemica nel settore petrolifero iracheno (il pilastro dell’economia del Paese). Il premier Al-Zaidi ha creato un consiglio anti-corruzione e sta spingendo per recuperare fondi rubati. Tuttavia, analisti e osservatori notano che è ancora presto per capire se la campagna arriverà ai vertici del potere politico.

