Nelle ultime ore si è verificato un nuovo round di escalation nel conflitto in corso tra Iran e Stati Uniti. Il ciclo di attacchi reciproci è ripreso dopo la fine memorandum di giugno e del relativo cessate il fuoco.
Le Guardie della Rivoluzione hanno attaccato una nave container commerciale che transitava nello Stretto di Hormuz, sparando prima un colpo di avvertimento e poi colpendola direttamente secondo fonti contrastanti. Secondo l’Iran, tale transito ha violato le rotte approvate e ha riattivato le tensioni sul traffico marittimo.
Gli USA hanno risposto immediatamente con una nuova serie di attacchi (terzo round significativo della settimana). Il CENTCOM sostiene di aver colpito
“circa 140 obiettivi militari iraniani con munizioni di precisione lanciate da caccia via terra e via mare, droni e navi da guerra. Gli obiettivi includevano siti di missili e droni iraniani, infrastrutture navali, strutture di stoccaggio di munizioni, reti di comunicazione e posizioni di sorveglianza costiera. Durante tre notti di attacchi di questa settimana, il CENTCOM ha colpito più di 300 obiettivi su ordine del Comandante in Capo per ridurre la capacità dell'Iran di attaccare marinai civili e navi commerciali che transitano liberamente nello stretto”.
L’obiettivo dichiarato è degradare ulteriormente la capacità iraniana di minacciare la navigazione commerciale.
L’Iran ha reagito con attacchi di missili e droni contro basi di USA e loro alleati nei paesi del Golfo: esplosioni sono segnalate in Qatar, Kuwait, Bahrain, Emirati Arabi Uniti e Giordania (con unità di comando USA e hangar di droni MQ-9 colpiti, secondo alcune fonti):
Abbiamo colpito con droni un sistema Patriot, un deposito di munizioni e un sito radar dell'esercito statunitense in Kuwait. Abbiamo colpito con droni un sistema di comunicazione e un sito radar dell'esercito statunitense in Bahrain".
Nel video, una colonna di fumo si alza sopra il quartier generale della 5ª Flotta degli Stati Uniti a Manama, in Bahrain, dopo un attacco missilistico iraniano.
