JD VANCE ACCUSA ISRAELE DI MANIPOLARE L’OPINIONE PUBBLICA USA PER PROLUNGARE LA GUERRA CON L’IRAN

DiRedazione

16 Luglio 2026
Vance nel podcast di Joe Rogan: “Alcuni nel loro sistema stanno cercando di cambiare l’opinione pubblica americana per far continuare la guerra all’infinito”

JD Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, ha rilasciato dichiarazioni molto dure su Israele durante l’episodio del Joe Rogan Experience (#2526) pubblicato ieri mercoledì 15 luglio 2026. In particolare, Vance ha accusato alcuni elementi del governo israeliano di influenzare l’opinione pubblica americana e ostacolare i negoziati per un accordo di pace con l’Iran.

"Ci sono alcune persone nel loro sistema, sappiamo senza ombra di dubbio, che stanno manipolando e cercando di cambiare l'opinione pubblica americana per mantenere la guerra in corso all'infinito. Non verso un obiettivo, ma semplicemente all’infinito".
"So senza ombra di dubbio che ci sono state persone all'interno del governo israeliano che cercano davvero di allontanarci da quella politica perché vogliono continuare la campagna militare."

Vance ha aggiunto di aver visto “questa campagna molto discreta e finanziata per cercare di far deragliare la negoziazione e di far deragliare l’accordo” attraverso post sui social media, leak ai giornalisti e attacchi ossessivi contro i negoziati. Ha concluso: “Vai all’inferno. Farò ciò che devo fare per il popolo americano. Rappresento prima gli americani.”

Vance ha fatto riferimento implicito (e in alcuni resoconti esplicito) a un articolo di Time magazine pubblicato pochi giorni prima, che riportava un’operazione di influenza finanziata dal governo israeliano e gestita tramite la società di Brad Parscale (ex campaign manager di Trump) per orientare influencer conservatori americani contro il deal con l’Iran, camuffata ufficialmente come lotta all’antisemitismo online.

Ha precisato che non lo disturba che Israele (come altri Paesi) faccia lobbying, ma lo infastidisce quando queste campagne influenzano il giudizio politico americano.

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