LE AZIENDE DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE STANNO ACQUISTANDO (E DISTRUGGENDO) TONNELATE DI LIBRI DI CARTA.

DiRedazione

4 Agosto 2026
LE AZIENDE DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE STANNO ACQUISTANDO (E DISTRUGGENDO) TONNELATE DI LIBRI DI CARTA.
Le società sono a caccia di testi scritti prima del 2022 da dare in pasto ai modelli perché sono sicuramente opera dell’intelletto umano. Ma poi le copie cartacee finiscono al macero.

Fonte: Corriere

I libri, per essere scansionati e dati in pasto alle AI vengono privati della rilegatura, smembrati e tagliati con macchine idrauliche. E alla fine dell’operazione vengono distrutti. Le aziende non utilizzano più i pdf pirata: molti autori ed editori che lo hanno scoperto hanno denunciato e il rischio è dover pagare risarcimenti miliardari. Le aziende tecnologiche che acquistano enormi quantità di libri fisici ne diventano propietarie e di fatto possono farne quel che vogliono, compreso distruggerli. Ma perché lo fanno?

Per addestrare un modello serve testo digitale, e un libro di carta va quindi scansionato: ma scansionare significa fare una copia, ed è esattamente ciò che il diritto d’autore vieta. Comprare il volume non risolve nulla, perché chi lo acquista diventa proprietario dell’oggetto e non dei diritti sul contenuto, può rivenderlo, prestarlo, buttarlo via, non fotocopiarlo. Negli Stati Uniti è però in vigore la controversa legge legata al copyright: la copia digitale derivante dalla scansione è considerata «fair use», ovvero può essere utilizzata per scopi come critica, commento, informazione giornalistica e insegnamento senza dover chiedere il permesso al titolare del copyright.

Il libro cartaceo acquistato, quando digitalizzato, viene trasformato. Il file prende il posto della carta: viene distrutto perché se il volume resta sullo scaffale mentre il file viene conservato, le copie diventano due a fronte di una pagata. Non più una trasformazione ma una moltiplicazione. Per questo i libri vengono distrutti e non più “ricomposti” come sarebbe possibile fare. Ma quando si parla di opere antiche o fuori catalogo la distruzione diventa una perdita culturare enorme.

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