La politica del Dipartimento di Stato viola la legge federale e supera i poteri del Segretario Marco Rubio, secondo la giudice federale Jeannette Vargas.
Ieri venerdì 21 agosto 2026 la giudice federale Jeannette Vargas (Distretto Meridionale di New York, Manhattan) ha annullato la misura dell’amministrazione Trump che sospendeva l’emissione di visti immigranti (per la residenza permanente) ai cittadini di 75 Paesi dichiarandola illegittima
La misura, annunciata a gennaio 2026 dal Dipartimento di Stato ed entrata in vigore il 21 gennaio, era motivata con l’elevato rischio che gli immigrati provenienti da quei Paesi diventassero “public charge” (ossia dipendenti da sussidi pubblici). Colpiva Paesi dell’America Latina (tra cui Brasile, Colombia e Uruguay), dei Balcani (Bosnia, Albania), dell’Asia meridionale (Pakistan, Bangladesh) e numerose nazioni di Africa, Medio Oriente e Caraibi. Vargas ha definito la misura “manifestamente illegale”, spiegando che viola la legge federale sull’immigrazione (Immigration and Nationality Act): quest’ultima vieta infatti discriminazioni basate sulla nazionalità e toglie esplicitamente al Segretario di Stato Marco Rubio l’autorità di interferire nelle decisioni individuali dei funzionari consolari sull’emissione dei visti immigranti. Il cablo interno inviato da Rubio ordinava di rifiutare i visti anche quando i richiedenti dimostravano di non essere a rischio di diventare un onere pubblico. La sentenza annulla la misura e tutti i respingimenti di visto basati esclusivamente su di essa.
Il provvedimento nasce da una causa promossa da organizzazioni per i diritti degli immigrati (Catholic Legal Immigration Network e African Communities Together) insieme a persone che hanno presentato domanda di visto di immigrazione e a cittadini americani che sponsorizzano familiari per farli entrare negli Stati Uniti.

