Nella notte tra il 1° e il 2 ottobre, ripetuti attacchi russi con droni a turbogetto Geran-5 hanno preso di mira diversi ponti della capitale ucraina. Il traffico è stato chiuso in entrambi i sensi sul ponte Sud, sul ponte Paton e anche sul ponte della metro in direzione ovest. Gli altri tre ponti sono rimasti aperti assorbendo il traffico. Fonte: AMK Mapping
Il Geran-5 è un drone d’attacco a senso unico, a reazione, entrato in uso all’inizio del 2026. Non è un’evoluzione del delta a elica del Geran-2 (lo Shahed-136 russo): ha fusoliera tubolare, ali e coda convenzionali, e assomiglia più a un piccolo missile da crociera a basso costo. L’intelligence ucraina lo avvicina al drone iraniano Karrar; gran parte dell’elettronica è in comune con gli altri Geran prodotti ad Alabuga. La propulsione è data da un turbogetto cinese Telefly TF-TJ2000A (circa 200 kgf). La spinta resta accesa per tutto il profilo: non plana come un’elica che può spegnersi. Velocità di crociera dichiarata 450–600 km/h, circa due-tre volte un Geran-2. Autonomia intorno alle 2 ore, raggio stimato fino a 950 km.
Rispetto al Geran-2, lento e intercettabile da droni-caccia a basso costo (secondo Kiev con tassi intorno al 90–95%), il Geran-5 arriva più veloce e più in alto: gli intercettori a elica spesso non lo raggiungono in coda e l’intercettazione frontale è molto più difficile. Si parla di un tasso di abbattimento vicino al 60%. La testata resta modesta rispetto a un Kh-101 o a un Iskander, ma basta a danneggiare un ponte o a chiuderlo.

