Di Rhoda Wilson per The Exposé  traduzione a cura di Emanuele Triggiani

La settimana scorsa, l’Aligned Council of Australia ha tenuto una conferenza stampa internazionale per discutere gli strumenti pandemici proposti dall’Organizzazione mondiale della sanità che dovrebbero essere votati alla 77a Assemblea mondiale della sanità che si terrà alla fine di questo mese. 

Quattro relatori hanno informato la stampa e il pubblico: il dottor David Bell, il professor Ramesh Thakur, il professor Augusto Zimmerman e il professor Ian Brighthope. 

Il professor Thakur ha due principali preoccupazioni riguardo ai piani pandemici dell’OMS: rappresentano una grande presa di potere e la sovranità nazionale è a rischio. 

Il dottor Bell ha affermato che i due documenti sulla pandemia proposti dall’OMS sono chiaramente non pronti e inadatti allo scopo. Un approccio razionale suggerisce che i Paesi non adottino nessuno dei due e spingano per un rinvio. 

L’Aligned Council of Australia (“ACA”) è un gruppo “in crescita” di oltre 37 organizzazioni australiane con oltre un milione di membri. È cominciata nel febbraio 2024 in seguito al gran numero di gruppi che si sono riuniti per chiedere un’analisi completa e responsabilità per una risposta sanitaria pubblica dal 2020 tramite una Commissione Reale sul Covid-19.   

La conferenza stampa è stata strutturata in un formato di domande e risposte in cui il moderatore ha posto domande a ciascuno dei relatori seguite da domande da parte della stampa e del pubblico. 

Katie Ashby-Coppens, moderatrice e membro del comitato direttivo dell’ACA, ha aperto la conferenza stampa con un aggiornamento sullo stato dei negoziati sui testi delle proposte di emendamento al Regolamento sanitario internazionale e al Trattato sulla pandemia, e sul recente accordo statunitense e sulle reazioni del governo britannico ad essi. 

Durante i primi 56 minuti, Ashby-Coppens ha posto domande al professor Ramesh Thakur e al dottor David Bell. Durante i successivi 30 minuti, Ashby-Coppens ha posto domande al professor Augusto Zimmerman e al professor Ian Brighthope. La conferenza si è conclusa con i relatori che hanno risposto alle domande della stampa e del pubblico. 

Per evitare che il nostro articolo sia troppo lungo lo abbiamo limitato alla prima ora. Alla fine abbiamo aggiunto la registrazione video dell’intera conferenza stampa di quasi due ore, davvero molto istruttiva. 

Nota: l’OMS sta tentando di far adottare due strumenti a livello internazionale alla 77a Assemblea Mondiale della Sanità per attuare i suoi piani pandemici: le Modifiche al Regolamento sanitario internazionale (2005) (“RSI”) e il Trattato pandemico, che è stato anche indicato come l’Accordo pandemico, e l’Accordo Convenzione OMS + (“OMS CA+”). 

Background dei quattro relatori 

Il dottor David Bell è un ex ufficiale medico e scienziato dell’OMS, responsabile del programma per la malaria e le malattie febbrili presso la Foundation for Innovative New Diagnostics (FIND) di Ginevra, in Svizzera, e direttore delle tecnologie sanitarie globali presso l’Intellectual Ventures Global Good Fund a Bellevue, negli Stati Uniti. Si possono leggere gli articoli scritti dal Dr. Bell QUI . 

Il professor Ramesh Thakur è professore emerito alla Crawford School of Public Policy dell’Università Nazionale Australiana ed ex segretario generale aggiunto delle Nazioni Unite. È autore del libro ” Il nostro nemico, il governo: come il Covid ha consentito l’espansione e l’abuso del potere dello stato“. Si possono leggere gli articoli scritti dal Prof. Thakur QUI . 

Il professor Augusto Zimmerman è professore di diritto presso lo Sheridan Institute of Higher Education ed è un avvocato costituzionalista dell’Australia occidentale. 

Il professor Ian Brighthope è il fondatore ed ex presidente dell’Australasian College of Nutritional and Environmental Medicine. Ha oltre 40 anni di esperienza nel lobbying per la riforma del settore medico dominato dai prodotti farmaceutici. È anche portavoce del consiglio onorario dell’Aligned Council of Australia. Si possono leggere gli articoli scritti dal Prof. Brighthope QUI . 

Il problema con le Nazioni Unite… 

Il Prof. Thakur ha spiegato che una critica di vecchia data all’ONU è che questa organizzazione esiste affinché le nazioni che non sono in grado di risolvere i problemi individualmente possano riunirsi per decidere che nulla possa essere fatto collettivamente. 

L’altro problema con le Nazioni Unite, ha detto, è che sono gestite dai governi – e col tempo, i governi inevitabilmente perseguono i propri interessi e non quelli delle persone. In aggiunta, i funzionari delle Nazioni Unite sono esseri umani con propri interessi professionali individuali. 

Nel 2002, il Prof. Thakur ha scritto il secondo rapporto di riforma dell’allora Segretario generale delle Nazioni Unite (“ONU”) Kofi Anan, noto anche come “In una maggiore libertà: verso lo sviluppo, la sicurezza e i diritti umani per tutti“, che copriva l’intero sistema delle Nazioni Unite. compresa l’OMS.  

“Quindi, conosco di più sulle riforme delle Nazioni Unite di quanto avrei mai voluto sapere, compresi i SUOI limiti e le SUE sfide”, ha affermato il prof. Thakur. 

Uno dei problemi rilevati nel 2002 era la “tendenza preoccupante e crescente” dei finanziamenti per le attività e le agenzie chiave provenienti dal settore privato. 

“Non fraintendetemi”, ha detto il Prof. Thakur, “In linea di principio, abbiamo accolto con favore i partenariati pubblico-privati. Ma non nella misura in cui i contributi privati ​​cominciano a dominare e quindi a distorcere le priorità, quando di fatto si finisce per sovvenzionare, socializzare i rischi e privatizzare i profitti”. 

Questo è il primo rischio che affrontiamo oggi con l’OMS, dato che l’80% dei suoi finanziamenti provengono da contributi volontari [privati devoluti] per uno scopo specifico. Il secondo rischio è la centralizzazione del potere. 

Non solo la centralizzazione del potere avviene nei governi e negli uffici dei primi ministri o dei presidenti, ma assistiamo sempre più alla centralizzazione del potere a livello globale. Esiste il rischio di un’eccessiva centralizzazione e di un controllo affidato a tecnocrati internazionali piuttosto che a leader politici eletti, ha spiegato il prof. Thakur 

“Abbiamo visto, in sostanza, ciò che equivale a un colpo di stato di fatto da parte della classe di esperti contro i governi eletti a livello nazionale durante la gestione del covid”, ha affermato. “Ciò ha portato, a mio avviso, a molta cattiva gestione, gravi problemi e a deficit democratici”. 

“Dobbiamo riprenderci il nostro potere”, ha detto il prof. Thakur. 

Ha due principali preoccupazioni riguardo ai piani pandemici dell’OMS. In primo luogo, rappresentano una grande presa di potere; e, in secondo luogo, quello della sovranità nazionale. L’OMS afferma che il trattato rispetta pienamente la sovranità nazionale. Questo è il problema, ha detto il professor Thakur, ma la distinzione che si fa è tra il “legalmente vincolante” e  la “decisione sovrana”. Usando l’esempio dei paesi che hanno firmato il Trattato di non proliferazione nucleare, ha spiegato cosa questa distinzione comporta.  

I paesi che hanno firmato il trattato nucleare hanno rinunciato al diritto sovrano di costruire la bomba nucleare, ma hanno mantenuto il diritto di esercitare la propria sovranità e di ritirarsi. Il recesso non può essere unilaterale; deve soddisfare determinate condizioni. Tuttavia, se un paese si ritira, come ha fatto la Corea del Nord nel caso del trattato nucleare, rischia di diventare un fuorilegge internazionale. 

Quindi, “non dovremmo porci dei limiti e fidarci della parola [dell’OMS], dobbiamo esaminare [la questione della sovranità]”, ha sostenuto. 

Discipline diverse e persone diverse avranno visioni diverse di cosa sia la sovranità. Ma per quanto riguarda l’ONU, il Prof. Thakur ne sa più di molti altri cosa voglia dire “sovranità”. 

Il Prof. Thakur è stato uno dei principali autori di un nuovo principio adottato al vertice delle Nazioni Unite del 2005 che riconcettualizzava la sovranità come “responsabilità da parte dei governi e dei cittadini trattati come individui portatori di diritti”. 

“Quindi, noi come cittadini abbiamo diritti; gli stati hanno delle responsabilità nei nostri confronti e anche nei confronti della comunità internazionale in caso di default”, ha spiegato. 

Il nuovo principio è stato adottato all’unanimità e con notevole rapidità entro quattro anni dalla pubblicazione del rapporto della Commissione internazionale nel dicembre 2001, cosa molto rara negli affari internazionali, ha osservato. 

“Per me, che ho lavorato alle Nazioni Unite [e] lavorando sul fronte di questi problemi [e] al rapporto sulla riforma… è stato fatto essenzialmente per il ‘potere decisionale effettivo’ sulla politica sanitaria”, ha detto il prof. Thakur. 

Ha spiegato inoltre: “L’effettivo potere decisionale per dichiarare e rispondere a una pandemia ai sensi del testo attuale dei due accordi sarà trasferito all’OMS nella misura in cui molti di questi siano giuridicamente vincolanti e/o, [come] afferma il trattato in varie clausole, si impegnano a eseguire le indicazioni dell’OMS”. 

Ha fornito un esempio del mondo reale. Il primo esempio di decisione unilaterale da parte del Direttore generale dell’OMS di dichiarare un’emergenza internazionale è stato il vaiolo delle scimmie nel luglio 2022

“Non sono sicuro di quanti di voi siano a conoscenza del fatto che a quel tempo il numero totale di morti per vaiolo delle scimmie in tutto il mondo era di 5 persone”, ha sottolineato il prof. Thakur. “10 mesi dopo quell’emergenza è stata revocata. Il numero totale di morti in tutto il mondo è stato di 140”. 

Ha continuato: “Permettetemi di ricordarvi che in Australia muoiono in media 500 persone ogni giorno. Quel numero di 140 viene raggiunto entro sei settimane per quanto riguarda gli incidenti stradali. Secondo gli ultimi dati forniti dall’ABS, l’Ufficio australiano di statistica, nel 2022 sono morte complessivamente a causa di cadute 340 persone, solo in Australia”. 

Il vaiolo delle scimmie è stato un esempio dimostrabile di un giudizio pesantemente errato da parte del direttore generale dell’OMS, ha affermato il prof. Thakur. “Ma con i nuovi accordi, costui non solo potrà dichiarare lo stato di emergenza, ma quando lo farà (di nuovo in autonomia), i paesi si impegneranno a eseguire varie azioni su sua richiesta”. 

Qualsiasi organizzazione che esiste da 70 anni ha costruito un enorme equilibrio di interessi acquisiti che serve gli interessi dell’organizzazione, anche a costo della missione principale per la quale l’organizzazione è stata creata, ha avvertito il professor Thakur. Questo problema non è peculiare dell’OMS o dell’ONU, ha detto, “è [semplicemente] come le burocrazie si evolvono, crescono e muoiono”. 

Il problema con l’OMS 

Il dottor Bell lavorava per l’OMS quando cominciò a cambiare. Quando entrò per la prima volta nell’OMS i finanziamenti privati ​​erano relativamente scarsi. Ma ora l’80% dei finanziamenti dell’OMS, come ha spiegato il prof. Thakur, sono specificati, cioè destinati ad uno scopo ben preciso.  

“Perciò, l’OMS è cambiata radicalmente”, ha affermato il dottor Bell, “da un’organizzazione con una certa esperienza quale puro rappresentante dei vari Paesi a un’organizzazione che è diventato uno strumento di chi la finanzia”. 

I maggiori finanziatori sono gli USA, Bill & Melinda Gates, la Germania, GAVI e la Commissione Europea. “Quindi, 

due dei più grandi paesi nel settore farmaceutico e uno dei maggiori investitori nello stesso settore [Gates], oltre a un partenariato farmaceutico pubblico-privato [GAVI], sono diventati i responsabili dell’OMS in termini di ciò che deve essere la maggior parte del suo lavoro”, ha affermato il dott. Bell. Inevitabilmente, l’OMS deve  soddisfare le esigenze di questi finanziatori, altrimenti non otterrà i soldi, ha spiegato. 

“[L’OMS] è essenzialmente una burocrazia che lavora per i suoi finanziatori”, ha affermato. Quindi, se dai il potere a questa organizzazione, stai cedendo il potere essenzialmente a questi finanziatori e agli scopi a cui servono i finanziamenti specificati. 

In sostanza, l’OMS è un partenariato pubblico-privato e un grande ente burocratico con alcune competenze, ma molto limitate: può essere utile per tenere riunioni ma non per dire ai paesi cosa devono fare. 

“È intrinsecamente dannoso per la salute pubblica centralizzare il controllo su un problema complesso”, ha affermato il dottor Bell. Questo, e quello dei finanziamenti, sono due dei problemi dell’OMS. 

Un altro problema è la grossolana esagerazione del rischio di pandemie. Poco prima del covid è iniziata una narrazione secondo cui esiste un rischio esistenziale per l’umanità derivante dalle epidemie. “C’è una ragione precisa per farlo”, ha detto il dottor Bell.  

“Questo risale al finanziamento dell’OMS e a quello del partenariato pubblico-privato – ovvero di GAVI e CEPI che si basa, ancora una volta, sui vaccini per le emergenze e le pandemie – e che perciò devono [esagerare i rischi] perché il loro sviluppo e la loro stessa esistenza necessita di ricevere finanziamenti”, ha spiegato. 

Le epidemie, anche se si verificano, hanno un peso sanitario minimo rispetto alle malattie che gli esseri umani affrontano ogni giorno, come la tubercolosi o la malaria. Delle malattie che l’OMS ha elencato come potenziali epidemie di proporzioni pandemiche, in totale sono morte non più di 1.000 persone, ha detto il dottor Bell. Per questo, l’OMS ha aggiunto la “Malattia X” all’elenco. 

“I politici devono capire che quando si rivolgono all’OMS per un consiglio”, ha detto il dottor Bell, “ricevono il consiglio per cui l’OMS è pagata”. 

Per quanto riguarda i suoi piani di preparazione alla pandemia, l’OMS non segue le evidenze. Anche i riferimenti che usano come prova per affermare, ad esempio, che vi è un aumento esponenziale di focolai di malattie contraddicono le dichiarazioni stesse dell’OMS. 

Ad esempio,  a partire dagli anni ’60, c’è stato un aumento di quelle che vengono segnalate come epidemie semplicemente perché sono stati inventati nuovi test, come i test PCR e i test sierologici che rilevano alcune malattie. Ma “negli ultimi 10-20 anni, la mortalità e il numero di epidemie segnalate sono diminuiti”, ha affermato il dottor Bell. 

Il dottor Bell è stato coautore di un rapporto dell’Università di Leeds pubblicato all’inizio di quest’anno intitolato “Rational Policy Over Panic“. Il rapporto ha esaminato le prove utilizzate dall’OMS, un rapporto del Gruppo indipendente di alto livello del G20 e un documento del 2022 pubblicato dalla Banca Mondiale per sostenere il programma di preparazione alla pandemia e l’agenda One Health ad essa allegata. Un articolo che riassume il rapporto dell’Università di Leeds affermava: 

Facendo affermazioni in contrasto coi dati, le agenzie sanitarie internazionali stanno fuorviando i governi degli Stati membri inducendoli a un percorso non dimostrabile con costi stimati corrispondentemente elevati e distogliendo fondi per uso istituzionale. Questo è attualmente pari a $ 31,1 miliardi all’anno non includendo i fondi One Health e l’aumento dei finanziamenti con almeno 5 nuovi strumenti globali; ovvero circa 10 volte l’attuale budget annuale dell’OMS. L’urgenza connessa al programma di preparazione alla pandemia è contraria alle prove o è scarsamente supportata da queste.  

Politica razionale contro il panico, Brownstone Institute, 15 febbraio 2024 

L’OMS parla di “mala-informazione” e “disinformazione” come uno dei maggiori responsabili della morte dell’umanità; “tra i primi 4 assassini”, ha osservato il dottor Bell.  

“Potrebbe effettivamente accadere così perché se seguiamo questa strada di informazione falsificata che stanno chiaramente promuovendo e stanziamo oltre 30 miliardi di dollari all’anno… [utilizzando] i riferimenti circolari [l’OMS pubblica un rapporto che il G20 stima corretto, e che poi l’OMS aggiorna nel successivo portando come prove quello del G20] con una metodologia estremamente povera [ed] estremamente opaca… Se mettiamo queste risorse [30 miliardi di dollari] in ciò che viene proposto in questo programma [pandemico], allora avremo costi enormi per gli altri riguardanti la salute, in particolare per le malattie di cui l’OMS tradizionalmente si occupa”, ha detto. 

“Perciò corriamo il rischio reale che la disinformazione [dell’OMS] promossa per questo programma possa causare enormi danni alla salute”, ha aggiunto. 

Il dottor Bell ha spiegato perché c’è una tale spinta a modificare l’RSI e ad attuare il Trattato sulla pandemia, avvertendo al tempo stesso che, anche se questi due strumenti venissero bocciati, il programma per le pandemie non saranno ancora finiti.  

I piani pandemici dell’OMS consistono in un ciclo perpetuo di rilevamento di [nuove] malattie e di vaccini pronti in 100 giorni, con [enormi] profitti destinati alle aziende farmaceutiche. “Dal punto di vista commerciale, si tratta di un caso di affari imbattibile per loro ed è per questo che c’è così tanta pressione e così tanto slancio dietro questa faccenda”, ha detto.  

Non solo ai Paesi non verrà concesso il tempo necessario per rivedere i documenti proposti dall’OMS, ma mancano solo un paio di settimane alla convocazione dell’Assemblea mondiale della sanità e i due documenti dell’OMS sulla pandemia sono chiaramente non pronti e inadatti allo scopo, ha affermato il dottor Bell. Invece di adottare uno dei due strumenti, un approccio razionale suggerisce che i governi spingano per un rinvio, come stanno già facendo alcuni paesi. 

Video della conferenza QUI

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