Alex di Black Mountain traduzione a cura di Old Hunter

Nota dell’editore: Aleks ha iniziato a scrivere questo articolo ieri sera e aveva intenzione di finirlo oggi. Stamane però una forza superiore è intervenuta e gli ha ordinato di trascorrere un po’ di tempo con la famiglia. Mi ha chiesto di pubblicare questa metà dell’articolo come pezzo autonomo e completerà l’incarico domani. (Piquet)

Introduzione

Di recente, un lettore ha scritto un giudizio rilevante nella sezione commenti di uno dei miei articoli. Si è fatto beffe delle mie continue affermazioni secondo cui l’economia europea è finita. Nello stesso periodo i mercati azionari europei salivano e salgono ancora.

Devo ammettere che ha ragione. È stato un errore avanzare tale affermazione senza spiegare la situazione attuale. Ecco perché ho deciso di scrivere questo articolo.

Per prima cosa, per comprendere appieno la situazione, dobbiamo distinguere tra considerazioni a breve e a lungo termine. Chiarirò quel che penso a riguardo.

Tuttavia, sfrutterò questa opportunità per condividere con voi anche molti altri pensieri.

Risorse

Ho scritto molto su questo argomento e ora lo amplierò. Per capire meglio le basi da cui parto, vi consiglio vivamente di leggere prima i seguenti articoli:

Economia europea

Terminologia

Innanzitutto, cos’è l’Europa?

È l’Unione Europea? È il continente europeo?

Affronterò entrambi separatamente.

Tuttavia, l’Europa è il continente europeo e non l’aspirante dittatura denominata “Unione delle Repubbliche Socialiste Europee” (UESR), che contiene anche elementi di fascismo. Oh, scusate… intendevo “Unione Europea”, mi sono solo confuso con le parole.

Il continente europeo è costituito da tutti questi bellissimi singoli stati-nazione (precedentemente indipendenti). E amo la mia Europa (indipendente e libera)! Solo che attualmente NON è indipendente e neppure libera.

Valore dell’UE

Ora scriverò delle cose di cui alcuni, soprattutto i miei lettori tedeschi, a prima vista potrebbero non essere d’accordo. Penso che tutto diventerà chiaro più avanti quando approfondiremo la questione.

Inizialmente, l’UE era una buona idea perché portava molti vantaggi:

  • Libera circolazione (Schengen) e diritto di soggiorno
  • Nessuna tassa doganale tra gli Stati dell’Unione

È stata davvero una buona idea?

Come ho detto, molto probabilmente e inizialmente, è stata una buona idea. Era un’Unione tra industrie e nazioni comparabili. Quindi, in sostanza, questi punti sono stati vantaggiosi per tutti. E penso che abbiano continuato ad essere di beneficio, in una certa misura, anche se non nello stesso modo per tutti, fino al crollo del socialismo nell’Europa orientale.

Dopo che tutti i piccoli paesi slavi hanno aperto i loro mercati e hanno iniziato le privatizzazioni in accordo con i loro “consiglieri” occidentali, le cose sono cambiate. L’UE è diventata sempre più un blocco politico e si è evoluta anno dopo anno in qualcosa di simile al comitato centrale per le pianificazioni di alcune ex nazioni socialiste. Anche se NON ci siamo ancora. Concentra sempre più potere politico, e ora cerca di concentrare anche le competenze militari, a Bruxelles.

Questo è l’opposto di “liberi e indipendenti” se consideriamo tutti i nostri bellissimi Stati-nazione come Francia, Italia, Spagna, ecc.

Ora, rivediamo i due vantaggi sopra menzionati dopo l’allargamento dell’UE all’Europa orientale e l’introduzione di una valuta comune, l’euro.

  • Nessuna tassa doganale

Questa si è rivelata una benedizione per i paesi produttori (a livello nazionale o estero, non importa) e per quelli esportatori. Principalmente la Germania.

Si è rivelato un disastro per la maggior parte, ma non per tutti, gli ex paesi socialisti. Avevano una catena di forniture e vendite ben consolidata all’interno dell’ex blocco socialista. Quando in Europa il socialismo crollò, la maggior parte di queste imprese e catene per i rifornimenti, precedentemente funzionanti, crollarono e divennero rapidamente non competitive sui mercati internazionali. Soprattutto nel mercato dell’UE, proprio perché non c’erano tasse doganali. La maggior parte di questi paesi si sono trasformati da paesi produttori e consumatori in paesi importatori e consumatori, ed è stato un disastro. La maggior parte degli ex lavoratori sono rimasti disoccupati e, col tempo, hanno trovato solo lavori in servizi meno retribuiti, come camerieri o commessi.

Non fraintendetemi. Non ho detto che sia un peccato che quella gente abbia abbandonato il socialismo. O che il socialismo fosse migliore. Spetta ai singoli individui decidere cosa è/era meglio nella propria situazione. Dovrebbero decidere le persone interessate, non gli osservatori esterni.

Voglio dire che il modo in cui è andata a finire è stato un disastro. Avrebbero dovuto gestire da soli la transizione verso l’economia di libero mercato invece di aprire le porte e lasciare che decine di migliaia di “consiglieri” occidentali dicessero loro come convertirsi “in pochi giorni” all’economia di mercato.

Avrebbero dovuto farlo da soli, col tempo e alle proprie condizioni. Aprire lentamente un passo alla volta e poi adattarsi.

Quello che invece accadde fu uno stupro epico nei confronti di noi slavi. Ma una spinta economica per le grandi economie dell’UE, soprattutto la Germania, per i successivi due decenni. L’essenza di questi paesi (non tutti) è stata letteralmente divorata.

Penso anche che questa tendenza lentamente si invertirà e le cose miglioreranno. Ma per un certo periodo questa conversione forzata dell’Europa dell’Est in un’economia di mercato è stata essenzialmente un periodo in cui l’Europa centrale e occidentale ha saccheggiato l’essenza dell’Europa dell’Est. Ancora una volta, le cose stanno migliorando e miglioreranno, non grazie all’UE, ma grazie ad “altri” fattori.

  • Libera circolazione e diritto di soggiorno

La libera circolazione è quasi sempre un’ottima idea. Forse non durante la guerra o quando uno stato nemico cerca di infiltrarsi nel vostro paese, ma penso che vada bene in tutti gli altri casi. È un arricchimento per le persone e per i paesi se le persone possono viaggiare e conoscere altre culture, cercare di capirle e lavorare con loro. Non ci sono molti casi in cui si potrebbe etichettarlo come negativo. Ma è completamente diverso per quanto riguarda il diritto di soggiorno nell’UE. Tra pari non importa. Alcune persone si sposteranno sempre dal paese X al paese Y e viceversa. Ma il diritto di residenza tra una nazione grande e potente e un paese piuttosto povero con grossi problemi di disoccupazione (a causa del collasso del sistema economico socialista) è una storia completamente diversa. Per la grande nazione, è una benedizione. Ottengono forza lavoro adulta, istruita, qualificata e a basso costo per le loro industrie. Non hanno bisogno di investire centinaia di migliaia di euro per crescerli ed educarli. D’altro canto, i paesi piccoli e poveri hanno investito tutto questo denaro, allevando e istruendo queste persone. E poi vengono “risucchiate fuori” dal loro paese da un’altro paese potente e ricco. E questo è particolarmente facile che accada con il diritto di soggiorno.

Un argomento potrebbe essere, senza dubbio, che questi paesi semplicemente non sono abbastanza competitivi. Se lo fossero, le persone non sarebbero incentivate ad allontanarsi. Giusto. E qui arriviamo all’“Economia di scala” [1], che ho descritto in dettaglio in Economia e Imperi 6. Dove si conclude che è impossibile per un piccolo paese con una piccola popolazione e risorse naturali limitate competere con un paese più ricco.

Quando esisteva il blocco socialista, questi problemi non esistevano poiché anche lì si applicava l’economia di scala. Era un mercato molto grande, comune e coordinato. E poi tutto questo è scomparso e tutti i singoli paesi sono diventati immediatamente non competitivi.

Vorrebbe dire che i paesi piccoli, che per natura non sono in grado di competere con paesi grandi e potenti, dovrebbero perdere la loro statualità e semplicemente unirsi a un paese più grande? Significa forse che questi paesi non hanno bisogno della loro gente perché non sono competitivi, e quindi possono “donare” le loro persone normodotate a un paese più grande che ha bisogno di manodopera a basso costo? Non credo.

Penso che questi paesi più piccoli dovrebbero proteggersi e agire di conseguenza in base ai propri interessi nazionali. E quindi aprirsi a un ritmo che gli consenta di adattarsi alle nuove realtà. E chiuderne il mercato, se necessario. Noi della Republika Srpska, della Serbia e del Montenegro non facciamo parte dell’UE. Ma ci stiamo lentamente ma costantemente spopolando a causa di questo processo di cui ho appena parlato.

Questa è la differenza tra considerazioni a breve termine e considerazioni a lungo termine.

Considerando il periodo a breve termine, alcuni politici potrebbero vedere i vantaggi di un gran numero di persone disoccupate che perciò lasciano il loro paese. Che avrà meno problemi con loro.

In una considerazione a lungo termine, si tratta di una catastrofe demografica e sociale che alla fine, nel corso di decenni o secoli, farà sì che questi paesi semplicemente svaniscano.

Hai problemi con la disoccupazione? Perché importare tutto il necessario dall’estero? Se hai un alto tasso di disoccupazione, è CRIMINALE importare beni che potreste anche produrre voi stessi con una forza lavoro disponibile e investimenti ragionevoli.

Che ne dite di dare la massima priorità al sostegno delle startup? Sostenere l’imprenditorialità? Sviluppare piani per quali materie prime devono essere prodotte a livello nazionale e fornire agevolazioni fiscali e sussidi per le startup e altre società nazionali che producono o innovano in questo settore.

Naturalmente, i “consiglieri” occidentali consigliano come aprire i mercati, privatizzare tutto e svendere il Paese. Tuttavia, nessuno di questi “consulenti” ha consigliato come promuovere l’imprenditorialità e lo spirito di startup nel Paese. Nelle università. Nelle scuole. Eccetera.

Nei Balcani la maggior parte degli adolescenti frequenta la scuola e studia. Per finire come camerieri o commessi dopo la laurea. Complimenti! Oppure partire per andare all’estero.

Ma no, il nostro Egemone (???) non vuole che abbiamo successo a livello nazionale. Vuole che compriamo le sue merci mentre si prende la nostra gente. Il miglior esempio attuale è l’Ucraina. C’è da aspettarsi che milioni di ucraini giovani e istruiti (russi in effetti) verranno “rubati” per sempre.

  • L’euro

L’Euro è stata una pessima idea fin dall’inizio. Se volete avere successo sui mercati internazionali, dovete avere la capacità di adattare la vostra valuta alle fluttuazioni della domanda nazionale ed estera. Soprattutto se si dipende fortemente dal commercio estero, che si tratti di importazioni, esportazioni o entrambi.

Se c’è un’Unione di paesi, questo è impossibile. Ogni paese ha richieste e requisiti individuali. Alcuni paesi hanno bisogno di un euro più forte per prosperare. Alcuni hanno bisogno che sia più debole. In teoria il valore dell’Euro non corrisponderà ai requisiti di NESSUN paese. In teoria.

In realtà, soddisfa pienamente i requisiti di un solo paese: la Germania.

La Germania è un grande esportatore. E trae grandi benefici, nell’ambito del suo attuale modello di business, dall’Unione Europea. E a loro volta, molti altri paesi dell’UE stanno beneficiando di una forte economia tedesca.

Pertanto, è vantaggioso per l’UE allineare il valore della sua valuta ai requisiti della Germania. Se la Germania prospera con il suo modello basato sulle esportazioni, allora prospereranno anche la maggior parte delle altre nazioni “industriali” dell’UE.

Considerando i bisogni e le esigenze di ogni stato dell’UE, si potrebbe concludere che per alcuni di questi stati l’euro è un veleno. Potrebbero prosperare molto meglio senza sacrificarsi per il “bene comune” dell’UE se avessero valute nazionali. Potrebbero collocare meglio i loro prodotti sui mercati internazionali, rendendo più difficile per le imprese nazionali importare materie prime. E creando così la domanda interna e promuovendo, nella migliore delle ipotesi, l’imprenditorialità e le startup.

Ho scritto una lunghissima introduzione per arrivare finalmente a una delle mie prime (di tante) conclusioni.

La Germania è guidata da una certa gerarchia. E all’interno di questa gerarchia, la democrazia gioca un ruolo molto limitato, come nel resto dell’Occidente.

Ecco la piramide del potere in Germania. Nota: la maggior parte del potere si trova nella parte superiore.

Quindi, per placare e sottomettere gli oligarchi tedeschi (alcune famiglie industriali molto ricche) e quindi garantire il controllo sulla Germania, le è stato consentito di diventare il paese egemone dell’UE. In altre parole, l’UE è stata costruita per molto tempo attorno alla Germania per soddisfare le sue esigenze.

Dopo il crollo del blocco socialista, alla Germania è stato permesso di diventare un egemone all’interno dell’UE e un padrone coloniale/imperiale dei Balcani (ne parleremo più avanti).

Ciò è stato stabilito per poter assimilare rapidamente i paesi dell’Europa orientale nelle economie occidentali (divorandole). E poi mantenere tutti i paesi dell’UE sotto un unico punto di influenza. Questo cosa è finita di recente. L’UE ha concentrato così tanto potere che la Germania non è più necessaria per svolgere questo ruolo.

Inoltre, per poter competere con la Cina, gli Stati Uniti sono costretti a reindustrializzarsi e sviluppare mercati per i propri beni. La Germania è stata tradizionalmente una grande fornitrice di beni industriali ai mercati mondiali. Pertanto, gli Stati Uniti devono distruggere l’industria tedesca per eliminare uno dei suoi maggiori concorrenti di beni industriali.

Caduta dell’economia europea

Perché scrivo così tanto sulla Germania? È stata scelta come egemone dell’UE. Quindi, ciò che accade alla Germania ha un impatto diretto e importante sugli altri paesi europei.

Quindi, l’affermazione è che la Germania o l’Europa in generale stanno ancora andando bene e registrando valori di mercato azionari elevati.

Osservate la figura successiva:

La Germania si sta già deindustrializzando! Ea giudicare da questi dati ufficiali, si sta deindustrializzando rapidamente.

Lo stesso vale per lo stock di ordinativi all’industria tedesca:

L’andamento è evidente.

In Germania, le piccole e medie imprese costituivano la spina dorsale del settore. E non possono sopportare il peso dell’aumento dei prezzi dell’energia e di tutte le normative relative alla transizione all’energia verde. Stanno morendo oppure stanno cercando di trasferirsi negli Stati Uniti o altrove.

Le grandi aziende industriali quotate nel DAX (l’indice azionario tedesco) sono in una posizione migliore per far fronte al problema, anche se sono anch’esse in grande difficoltà. Tuttavia, in una certa misura, traggono vantaggio dalla morte o dal trasferimento di concorrenti di piccole o medie dimensioni. Cosa che viene definita centralizzazione.

Inoltre la maggior parte delle grandi imprese produce anche all’estero, ma la contabilità ha sede in Germania. Quindi possono ancora produrre in luoghi competitivi (non in Germania) e scrivere cifre positive in Germania.

Penso che la conclusione sia la seguente: spiegherò più avanti come avverrà il colpo mortale, ma la maggior parte degli industriali è consapevole di quello che succederà. Pertanto, portare gli indici azionari a livelli irrealistici li aiuterà a ritirare gli asset prima del crollo e a reinvestirli in materie prime come il settore immobiliare o l’oro. Sono sicuro che questi oligarchi, che detengono principalmente azioni delle industrie tedesche, avranno informazioni privilegiate prima del crollo e agiranno di conseguenza. Non ne ho le prove, ma questo è lo schema abituale.

Ora la domanda è: quando a tutti sarà evidente che la situazione è catastrofica?

Ci sono tre eventi in preparazione per porre fine alla Germania, e quindi all’attuale ordine europeo:

  1. Quando la Russia sconfiggerà l’Ucraina, cosa che dovrebbe avvenire entro la fine di quest’anno (se non ci sarà una grave escalation esterna), la Russia avrà un ponte terrestre verso l’Ungheria e la Serbia. Ciò darà a questi paesi l’opportunità di scegliere liberamente mercati e fornitori secondo i meccanismi di un’economia di libero mercato e non con i ricatti e le pressioni (dell’UE).

Dal momento che i paesi confinanti dell’UE avranno accesso passo dopo passo a questa nuova ancora di salvezza economica, si prevede che più paesi europei sceglieranno di commerciare con i BRICS invece di essere costretti a commerciare con paesi dove pagano il doppio del prezzo. Inoltre, potranno vendere i loro prodotti in altre valute e tornare competitivi.

  1. La Germania dipende fortemente dal commercio con la Cina, sia per le importazioni che per le esportazioni. Date un’occhiata a Economia e Imperi 2 per i dettagli. Se la Germania perdesse l’accesso alla Cina, questo sarebbe un colpo mortale per l’economia tedesca. È molto difficile immaginare come la Germania possa sopravvivere a tutto questo con il suo attuale modello di business.

Ma ehi, perché la Germania dovrebbe perdere l’accesso alla Cina? 😊 Non sarebbe un suicidio? 😊

Giusto. La Germania perderà l’accesso alla Cina esattamente come ha perso l’accesso al gas russo a basso costo. Gli americani hanno fatto saltare in aria il gasdotto Nord Stream, quindi faranno saltare le relazioni tedesche e il commercio con la Cina. Molto probabilmente per mezzo di alcune folli normative UE che sono già in fase di elaborazione (vedi le tariffe statunitensi sulle auto elettriche cinesi). E tramite sabotatori interni come il Partito dei Verdi tedesco.

  1. Infine, anche la Germania ha un grande mercato negli Stati Uniti. Gli Stati Uniti non vogliono più avere la

Germania nel proprio mercato perché vogliono reindustrializzarsi. Gli Stati Uniti accettano aziende tedesche nei propri mercati solo se le aziende tedesche trasferiscono la loro produzione negli Stati Uniti. A parte questo, fanno di tutto per rendere le imprese tedesche non competitive, come far saltare in aria oleodotti e imporre alla Germania progetti di trasformazione verde del tutto irrealistici attraverso i loro sabotatori del “Partito dei Verdi”.

Quindi i tedeschi non perderanno solo il mercato americano. Inoltre si trasformeranno da produttori ed esportatori di beni a consumatori e importatori di beni. Soprattutto dalla Cina a breve termine e dagli Stati Uniti a lungo termine (se questi piani avranno successo, resta da vedere).

E con una Germania in fallimento (forse addirittura in disintegrazione), il panorama politico e militare europeo cambierà radicalmente.

E questa è la differenza tra il pensiero a breve termine e la pianificazione/pensiero strategico. Attualmente, le cose potrebbero essere tenute nascoste per sembrare “a posto”, ma i grandi colpi non sono ancora arrivati.

Si risolveranno entro i prossimi tre anni.



  1. https://bmanalysis.substack.com/p/economics-and-empires-6-i



Nota dell’editore: restate sintonizzati per il resto della storia!

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2 pensiero su “VINCITORI E VINTI DELLA (MORTA) GLOBALIZZAZIONE (1 DI 2) – VIAGGIO VERSO L’IGNOTO”
  1. ottimo articolo al quale mi sento di rispondere riportando ciò che ha detto un analista yankee molto ascoltato a Washington: la Germania sarà spaccata nuovamente in due, la Francia sarà il nuovo egemone europeo militare e l’italia le sarà appresso…

  2. Beh, forse all’ inizio per qualche impresa, ma se lo vediamo dal punto di vista dei popoli, almeno di quello italiano, lue è stata un disastro fin dall’inizio, purtroppo la concessione di poter circolare senza dover cambiare moneta è stata l’esca avvelenata che ha trovato buona accoglienza nel popolo decerebrato e piddinizzato

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