VIAGGIO VERSO L’IGNOTO

di questo articolo avevamo già pubblicato in precedenza la prima parte

Di Aleks di Black Mountain traduzione a cura di Old Hunter

Introduzione

Di recente, un lettore ha scritto un giudizio rilevante nella sezione commenti di uno dei miei articoli. Si è fatto beffe delle mie continue affermazioni secondo cui l’economia europea è finita. Nello stesso periodo i mercati azionari europei salivano e salgono ancora.

Devo ammettere che ha ragione. È stato un errore avanzare tale affermazione senza spiegare la situazione attuale. Ecco perché ho deciso di scrivere questo articolo.

Per prima cosa, per comprendere appieno la situazione, dobbiamo distinguere tra considerazioni a breve e a lungo termine. Chiarirò quel che penso a riguardo.

Tuttavia, sfrutterò questa opportunità per condividere con voi anche molti altri pensieri.

Risorse

Ho scritto molto su questo argomento e ora lo amplierò. Per capire meglio le basi da cui parto, vi consiglio vivamente di leggere prima i seguenti articoli:

Economia europea

Terminologia

Innanzitutto, cos’è l’Europa?

È l’Unione Europea? È il continente europeo?

Affronterò entrambi separatamente.

Tuttavia, l’Europa è il continente europeo e non l’aspirante dittatura denominata “Unione delle Repubbliche Socialiste Europee” (UESR), che contiene anche elementi di fascismo. Oh, scusate… intendevo “Unione Europea”, mi sono solo confuso con le parole.

Il continente europeo è costituito da tutti questi bellissimi singoli stati-nazione (precedentemente indipendenti). E amo la mia Europa (indipendente e libera)! Solo che attualmente NON è indipendente e neppure libera.

Valore dell’UE

Ora scriverò delle cose di cui alcuni, soprattutto i miei lettori tedeschi, a prima vista potrebbero non essere d’accordo. Penso che tutto diventerà chiaro più avanti quando approfondiremo la questione.

Inizialmente, l’UE era una buona idea perché portava molti vantaggi:

  • Libera circolazione (Schengen) e diritto di soggiorno
  • Nessuna tassa doganale tra gli Stati dell’Unione

È stata davvero una buona idea?

Come ho detto, molto probabilmente e inizialmente, è stata una buona idea. Era un’Unione tra industrie e nazioni comparabili. Quindi, in sostanza, questi punti sono stati vantaggiosi per tutti. E penso che abbiano continuato ad essere di beneficio, in una certa misura, anche se non nello stesso modo per tutti, fino al crollo del socialismo nell’Europa orientale.

Dopo che tutti i piccoli paesi slavi hanno aperto i loro mercati e hanno iniziato le privatizzazioni in accordo con i loro “consiglieri” occidentali, le cose sono cambiate. L’UE è diventata sempre più un blocco politico e si è evoluta anno dopo anno in qualcosa di simile al comitato centrale per le pianificazioni di alcune ex nazioni socialiste. Anche se NON ci siamo ancora. Concentra sempre più potere politico, e ora cerca di concentrare anche le competenze militari, a Bruxelles.

Questo è l’opposto di “liberi e indipendenti” se consideriamo tutti i nostri bellissimi Stati-nazione come Francia, Italia, Spagna, ecc.

Ora, rivediamo i due vantaggi sopra menzionati dopo l’allargamento dell’UE all’Europa orientale e l’introduzione di una valuta comune, l’euro.

  • Nessuna tassa doganale

Questa si è rivelata una benedizione per i paesi produttori (a livello nazionale o estero, non importa) e per quelli esportatori. Principalmente la Germania.

Si è rivelato un disastro per la maggior parte, ma non per tutti, gli ex paesi socialisti. Avevano una catena di forniture e vendite ben consolidata all’interno dell’ex blocco socialista. Quando in Europa il socialismo crollò, la maggior parte di queste imprese e catene per i rifornimenti, precedentemente funzionanti, crollarono e divennero rapidamente non competitive sui mercati internazionali. Soprattutto nel mercato dell’UE, proprio perché non c’erano tasse doganali. La maggior parte di questi paesi si sono trasformati da paesi produttori e consumatori in paesi importatori e consumatori, ed è stato un disastro. La maggior parte degli ex lavoratori sono rimasti disoccupati e, col tempo, hanno trovato solo lavori in servizi meno retribuiti, come camerieri o commessi.

Non fraintendetemi. Non ho detto che sia un peccato che quella gente abbia abbandonato il socialismo. O che il socialismo fosse migliore. Spetta ai singoli individui decidere cosa è/era meglio nella propria situazione. Dovrebbero decidere le persone interessate, non gli osservatori esterni.

Voglio dire che il modo in cui è andata a finire è stato un disastro. Avrebbero dovuto gestire da soli la transizione verso l’economia di libero mercato invece di aprire le porte e lasciare che decine di migliaia di “consiglieri” occidentali dicessero loro come convertirsi “in pochi giorni” all’economia di mercato.

Avrebbero dovuto farlo da soli, col tempo e alle proprie condizioni. Aprire lentamente un passo alla volta e poi adattarsi.

Quello che invece accadde fu uno stupro epico nei confronti di noi slavi. Ma una spinta economica per le grandi economie dell’UE, soprattutto la Germania, per i successivi due decenni. L’essenza di questi paesi (non tutti) è stata letteralmente divorata.

Penso anche che questa tendenza lentamente si invertirà e le cose miglioreranno. Ma per un certo periodo questa conversione forzata dell’Europa dell’Est in un’economia di mercato è stata essenzialmente un periodo in cui l’Europa centrale e occidentale ha saccheggiato l’essenza dell’Europa dell’Est. Ancora una volta, le cose stanno migliorando e miglioreranno, non grazie all’UE, ma grazie ad “altri” fattori.

  • Libera circolazione e diritto di soggiorno

La libera circolazione è quasi sempre un’ottima idea. Forse non durante la guerra o quando uno stato nemico cerca di infiltrarsi nel vostro paese, ma penso che vada bene in tutti gli altri casi. È un arricchimento per le persone e per i paesi se le persone possono viaggiare e conoscere altre culture, cercare di capirle e lavorare con loro. Non ci sono molti casi in cui si potrebbe etichettarlo come negativo. Ma è completamente diverso per quanto riguarda il diritto di soggiorno nell’UE. Tra pari non importa. Alcune persone si sposteranno sempre dal paese X al paese Y e viceversa. Ma il diritto di residenza tra una nazione grande e potente e un paese piuttosto povero con grossi problemi di disoccupazione (a causa del collasso del sistema economico socialista) è una storia completamente diversa. Per la grande nazione, è una benedizione. Ottengono forza lavoro adulta, istruita, qualificata e a basso costo per le loro industrie. Non hanno bisogno di investire centinaia di migliaia di euro per crescerli ed educarli. D’altro canto, i paesi piccoli e poveri hanno investito tutto questo denaro, allevando e istruendo queste persone. E poi vengono “risucchiate fuori” dal loro paese da un’altro paese potente e ricco. E questo è particolarmente facile che accada con il diritto di soggiorno.

Un argomento potrebbe essere, senza dubbio, che questi paesi semplicemente non sono abbastanza competitivi. Se lo fossero, le persone non sarebbero incentivate ad allontanarsi. Giusto. E qui arriviamo all’“Economia di scala” [1], che ho descritto in dettaglio in Economia e Imperi 6. Dove si conclude che è impossibile per un piccolo paese con una piccola popolazione e risorse naturali limitate competere con un paese più ricco.

Quando esisteva il blocco socialista, questi problemi non esistevano poiché anche lì si applicava l’economia di scala. Era un mercato molto grande, comune e coordinato. E poi tutto questo è scomparso e tutti i singoli paesi sono diventati immediatamente non competitivi.

Vorrebbe dire che i paesi piccoli, che per natura non sono in grado di competere con paesi grandi e potenti, dovrebbero perdere la loro statualità e semplicemente unirsi a un paese più grande? Significa forse che questi paesi non hanno bisogno della loro gente perché non sono competitivi, e quindi possono “donare” le loro persone normodotate a un paese più grande che ha bisogno di manodopera a basso costo? Non credo.

Penso che questi paesi più piccoli dovrebbero proteggersi e agire di conseguenza in base ai propri interessi nazionali. E quindi aprirsi a un ritmo che gli consenta di adattarsi alle nuove realtà. E chiuderne il mercato, se necessario. Noi della Republika Srpska, della Serbia e del Montenegro non facciamo parte dell’UE. Ma ci stiamo lentamente ma costantemente spopolando a causa di questo processo di cui ho appena parlato.

Questa è la differenza tra considerazioni a breve termine e considerazioni a lungo termine.

Considerando il periodo a breve termine, alcuni politici potrebbero vedere i vantaggi di un gran numero di persone disoccupate che perciò lasciano il loro paese. Che avrà meno problemi con loro.

In una considerazione a lungo termine, si tratta di una catastrofe demografica e sociale che alla fine, nel corso di decenni o secoli, farà sì che questi paesi semplicemente svaniscano.

Hai problemi con la disoccupazione? Perché importare tutto il necessario dall’estero? Se hai un alto tasso di disoccupazione, è CRIMINALE importare beni che potreste anche produrre voi stessi con una forza lavoro disponibile e investimenti ragionevoli.

Che ne dite di dare la massima priorità al sostegno delle startup? Sostenere l’imprenditorialità? Sviluppare piani per quali materie prime devono essere prodotte a livello nazionale e fornire agevolazioni fiscali e sussidi per le startup e altre società nazionali che producono o innovano in questo settore.

Naturalmente, i “consiglieri” occidentali consigliano come aprire i mercati, privatizzare tutto e svendere il Paese. Tuttavia, nessuno di questi “consulenti” ha consigliato come promuovere l’imprenditorialità e lo spirito di startup nel Paese. Nelle università. Nelle scuole. Eccetera.

Nei Balcani la maggior parte degli adolescenti frequenta la scuola e studia. Per finire come camerieri o commessi dopo la laurea. Complimenti! Oppure partire per andare all’estero.

Ma no, il nostro Egemone (???) non vuole che abbiamo successo a livello nazionale. Vuole che compriamo le sue merci mentre si prende la nostra gente. Il miglior esempio attuale è l’Ucraina. C’è da aspettarsi che milioni di ucraini giovani e istruiti (russi in effetti) verranno “rubati” per sempre.

  • L’euro

L’Euro è stata una pessima idea fin dall’inizio. Se volete avere successo sui mercati internazionali, dovete avere la capacità di adattare la vostra valuta alle fluttuazioni della domanda nazionale ed estera. Soprattutto se si dipende fortemente dal commercio estero, che si tratti di importazioni, esportazioni o entrambi.

Se c’è un’Unione di paesi, questo è impossibile. Ogni paese ha richieste e requisiti individuali. Alcuni paesi hanno bisogno di un euro più forte per prosperare. Alcuni hanno bisogno che sia più debole. In teoria il valore dell’Euro non corrisponderà ai requisiti di NESSUN paese. In teoria.

In realtà, soddisfa pienamente i requisiti di un solo paese: la Germania.

La Germania è un grande esportatore. E trae grandi benefici, nell’ambito del suo attuale modello di business, dall’Unione Europea. E a loro volta, molti altri paesi dell’UE stanno beneficiando di una forte economia tedesca.

Pertanto, è vantaggioso per l’UE allineare il valore della sua valuta ai requisiti della Germania. Se la Germania prospera con il suo modello basato sulle esportazioni, allora prospereranno anche la maggior parte delle altre nazioni “industriali” dell’UE.

Considerando i bisogni e le esigenze di ogni stato dell’UE, si potrebbe concludere che per alcuni di questi stati l’euro è un veleno. Potrebbero prosperare molto meglio senza sacrificarsi per il “bene comune” dell’UE se avessero valute nazionali. Potrebbero collocare meglio i loro prodotti sui mercati internazionali, rendendo più difficile per le imprese nazionali importare materie prime. E creando così la domanda interna e promuovendo, nella migliore delle ipotesi, l’imprenditorialità e le startup.

Ho scritto una lunghissima introduzione per arrivare finalmente a una delle mie prime (di tante) conclusioni.

La Germania è guidata da una certa gerarchia. E all’interno di questa gerarchia, la democrazia gioca un ruolo molto limitato, come nel resto dell’Occidente.

Ecco la piramide del potere in Germania. Nota: la maggior parte del potere si trova nella parte superiore.

Quindi, per placare e sottomettere gli oligarchi tedeschi (alcune famiglie industriali molto ricche) e quindi garantire il controllo sulla Germania, le è stato consentito di diventare il paese egemone dell’UE. In altre parole, l’UE è stata costruita per molto tempo attorno alla Germania per soddisfare le sue esigenze.

Dopo il crollo del blocco socialista, alla Germania è stato permesso di diventare un egemone all’interno dell’UE e un padrone coloniale/imperiale dei Balcani (ne parleremo più avanti).

Ciò è stato stabilito per poter assimilare rapidamente i paesi dell’Europa orientale nelle economie occidentali (divorandole). E poi mantenere tutti i paesi dell’UE sotto un unico punto di influenza. Questo cosa è finita di recente. L’UE ha concentrato così tanto potere che la Germania non è più necessaria per svolgere questo ruolo.

Inoltre, per poter competere con la Cina, gli Stati Uniti sono costretti a reindustrializzarsi e sviluppare mercati per i propri beni. La Germania è stata tradizionalmente una grande fornitrice di beni industriali ai mercati mondiali. Pertanto, gli Stati Uniti devono distruggere l’industria tedesca per eliminare uno dei suoi maggiori concorrenti di beni industriali.

Caduta dell’economia europea

Perché scrivo così tanto sulla Germania? È stata scelta come egemone dell’UE. Quindi, ciò che accade alla Germania ha un impatto diretto e importante sugli altri paesi europei.

Quindi, l’affermazione è che la Germania o l’Europa in generale stanno ancora andando bene e registrando valori di mercato azionari elevati.

Osservate la figura successiva:

La Germania si sta già deindustrializzando! Ea giudicare da questi dati ufficiali, si sta deindustrializzando rapidamente.

Lo stesso vale per lo stock di ordinativi all’industria tedesca:

L’andamento è evidente.

In Germania, le piccole e medie imprese costituivano la spina dorsale del settore. E non possono sopportare il peso dell’aumento dei prezzi dell’energia e di tutte le normative relative alla transizione all’energia verde. Stanno morendo oppure stanno cercando di trasferirsi negli Stati Uniti o altrove.

Le grandi aziende industriali quotate nel DAX (l’indice azionario tedesco) sono in una posizione migliore per far fronte al problema, anche se sono anch’esse in grande difficoltà. Tuttavia, in una certa misura, traggono vantaggio dalla morte o dal trasferimento di concorrenti di piccole o medie dimensioni. Cosa che viene definita centralizzazione.

Inoltre la maggior parte delle grandi imprese produce anche all’estero, ma la contabilità ha sede in Germania. Quindi possono ancora produrre in luoghi competitivi (non in Germania) e scrivere cifre positive in Germania.

Penso che la conclusione sia la seguente: spiegherò più avanti come avverrà il colpo mortale, ma la maggior parte degli industriali è consapevole di quello che succederà. Pertanto, portare gli indici azionari a livelli irrealistici li aiuterà a ritirare gli asset prima del crollo e a reinvestirli in materie prime come il settore immobiliare o l’oro. Sono sicuro che questi oligarchi, che detengono principalmente azioni delle industrie tedesche, avranno informazioni privilegiate prima del crollo e agiranno di conseguenza. Non ne ho le prove, ma questo è lo schema abituale.

Ora la domanda è: quando a tutti sarà evidente che la situazione è catastrofica?

Ci sono tre eventi in preparazione per porre fine alla Germania, e quindi all’attuale ordine europeo:

  1. Quando la Russia sconfiggerà l’Ucraina, cosa che dovrebbe avvenire entro la fine di quest’anno (se non ci sarà una grave escalation esterna), la Russia avrà un ponte terrestre verso l’Ungheria e la Serbia. Ciò darà a questi paesi l’opportunità di scegliere liberamente mercati e fornitori secondo i meccanismi di un’economia di libero mercato e non con i ricatti e le pressioni (dell’UE).

Dal momento che i paesi confinanti dell’UE avranno accesso passo dopo passo a questa nuova ancora di salvezza economica, si prevede che più paesi europei sceglieranno di commerciare con i BRICS invece di essere costretti a commerciare con paesi dove pagano il doppio del prezzo. Inoltre, potranno vendere i loro prodotti in altre valute e tornare competitivi.

  1. La Germania dipende fortemente dal commercio con la Cina, sia per le importazioni che per le esportazioni. Date un’occhiata a Economia e Imperi 2 per i dettagli. Se la Germania perdesse l’accesso alla Cina, questo sarebbe un colpo mortale per l’economia tedesca. È molto difficile immaginare come la Germania possa sopravvivere a tutto questo con il suo attuale modello di business.

Ma ehi, perché la Germania dovrebbe perdere l’accesso alla Cina? 😊 Non sarebbe un suicidio? 😊

Giusto. La Germania perderà l’accesso alla Cina esattamente come ha perso l’accesso al gas russo a basso costo. Gli americani hanno fatto saltare in aria il gasdotto Nord Stream, quindi faranno saltare le relazioni tedesche e il commercio con la Cina. Molto probabilmente per mezzo di alcune folli normative UE che sono già in fase di elaborazione (vedi le tariffe statunitensi sulle auto elettriche cinesi). E tramite sabotatori interni come il Partito dei Verdi tedesco.

  1. Infine, anche la Germania ha un grande mercato negli Stati Uniti. Gli Stati Uniti non vogliono più avere la

Germania nel proprio mercato perché vogliono reindustrializzarsi. Gli Stati Uniti accettano aziende tedesche nei propri mercati solo se le aziende tedesche trasferiscono la loro produzione negli Stati Uniti. A parte questo, fanno di tutto per rendere le imprese tedesche non competitive, come far saltare in aria oleodotti e imporre alla Germania progetti di trasformazione verde del tutto irrealistici attraverso i loro sabotatori del “Partito dei Verdi”.

Quindi i tedeschi non perderanno solo il mercato americano. Inoltre si trasformeranno da produttori ed esportatori di beni a consumatori e importatori di beni. Soprattutto dalla Cina a breve termine e dagli Stati Uniti a lungo termine (se questi piani avranno successo, resta da vedere).

E con una Germania in fallimento (forse addirittura in disintegrazione), il panorama politico e militare europeo cambierà radicalmente.

E questa è la differenza tra il pensiero a breve termine e la pianificazione/pensiero strategico. Attualmente, le cose potrebbero essere tenute nascoste per sembrare “a posto”, ma i grandi colpi non sono ancora arrivati.

Si risolveranno entro i prossimi tre anni.

Inoltre la maggior parte delle grandi imprese produce anche all’estero, ma la contabilità ha sede in Germania. Quindi possono ancora produrre in luoghi competitivi (non in Germania) e scrivere cifre positive in Germania.

Penso che la conclusione sia la seguente: spiegherò più avanti come avverrà il colpo mortale, ma la maggior parte degli industriali è consapevole di quello che succederà. Pertanto, portare gli indici azionari a livelli irrealistici li aiuterà a ritirare gli asset prima del crollo e a reinvestirli in materie prime come il settore

immobiliare o l’oro. Sono sicuro che questi oligarchi, che detengono principalmente azioni delle industrie tedesche, avranno informazioni privilegiate prima del crollo e agiranno di conseguenza. Non ne ho le prove, ma questo è lo schema abituale.

Ora la domanda è: quando a tutti sarà evidente che la situazione è catastrofica?

Ci sono tre eventi in preparazione per porre fine alla Germania, e quindi all’attuale ordine europeo:

  1. Quando la Russia sconfiggerà l’Ucraina, cosa che dovrebbe avvenire entro la fine di quest’anno (se non ci sarà una grave escalation esterna), la Russia avrà un ponte terrestre verso l’Ungheria e la Serbia. Ciò darà a questi paesi l’opportunità di scegliere liberamente mercati e fornitori secondo i meccanismi di un’economia di libero mercato e non con i ricatti e le pressioni (dell’UE).

Dal momento che i paesi confinanti dell’UE avranno accesso passo dopo passo a questa nuova ancora di salvezza economica, si prevede che più paesi europei sceglieranno di commerciare con i BRICS invece di essere costretti a commerciare con paesi dove pagano il doppio del prezzo. Inoltre, potranno vendere i

loro prodotti in altre valute e tornare competitivi.

  1. La Germania dipende fortemente dal commercio con la Cina, sia per le importazioni che per le esportazioni. Date un’occhiata a Economia e Imperi 2 per i dettagli. Se la Germania perdesse l’accesso alla Cina, questo sarebbe un colpo mortale per l’economia tedesca. È molto difficile immaginare come la Germania possa sopravvivere a tutto questo con il suo attuale modello di business.

Ma ehi, perché la Germania dovrebbe perdere l’accesso alla Cina? 😊 Non sarebbe un suicidio? 😊

Giusto. La Germania perderà l’accesso alla Cina esattamente come ha perso l’accesso al gas russo a basso costo. Gli americani hanno fatto saltare in aria il gasdotto Nord Stream, quindi faranno saltare le relazioni tedesche e il commercio con la Cina. Molto probabilmente per mezzo di alcune folli normative UE che sono già in fase di elaborazione (vedi le tariffe statunitensi sulle auto elettriche cinesi). E tramite sabotatori interni come il Partito dei Verdi tedesco.

  1. Infine, anche la Germania ha un grande mercato negli Stati Uniti. Gli Stati Uniti non vogliono più avere la

Germania nel proprio mercato perché vogliono reindustrializzarsi. Gli Stati Uniti accettano aziende tedesche nei propri mercati solo se le aziende tedesche trasferiscono la loro produzione negli Stati Uniti. A parte questo, fanno di tutto per rendere le imprese tedesche non competitive, come far saltare in aria oleodotti e imporre alla Germania progetti di trasformazione verde del tutto irrealistici attraverso i loro sabotatori del “Partito dei Verdi”.

Quindi i tedeschi non perderanno solo il mercato americano. Inoltre si trasformeranno da produttori ed esportatori di beni a consumatori e importatori di beni. Soprattutto dalla Cina a breve termine e dagli Stati Uniti a lungo termine (se questi piani avranno successo, resta da vedere).

E con una Germania in fallimento (forse addirittura in disintegrazione), il panorama politico e militare europeo cambierà radicalmente.

E questa è la differenza tra il pensiero a breve termine e la pianificazione/pensiero strategico. Attualmente, le cose potrebbero essere tenute nascoste per sembrare “a posto”, ma i grandi colpi non sono ancora arrivati.

Si risolveranno entro i prossimi tre anni.

L’egemone dei Balcani

Ho già detto che la Germania è diventata la potenza egemone nei Balcani. È uno degli incentivi concessi alla Germania in cambio dell’obbedienza delle sue élite alle più alte gerarchie dell’oligarchia occidentale.

Poiché alla maggior parte dei grandi paesi dell’UE è stato consentito di mantenere un certo grado di precedente imperialismo, sempre sotto la sorveglianza degli americani (in effetti, gli oligarchi occidentali), la Germania ha ricevuto il diritto di mantenere la parte slava dell’impero occidentale. Stranamente, se leggete la letteratura tedesca del periodo ANTECEDENTE la Seconda Guerra Mondiale, potrete vedere sempre l’ossessione dei tedeschi di alto rango di governare sugli slavi… Non ho idea da dove provenga questa ossessione, tuttavia attualmente è soddisfatta…

Ai miei lettori in Germania dico che sono pienamente consapevole che il tedesco medio NON ha alcuna idea o intenzione riguardo a tutto questo. Non accuso affatto il popolo tedesco. Sono i vostri oligarchi ad essere razzisti fino al midollo. Soprattutto per quanto riguarda questa ossessione pro/contro gli slavi.

I francesi hanno ottenuto il diritto di mantenere ulteriormente le loro colonie africane (anche se questo diritto è stato revocato da “potenze esterne”). Anche gli italiani hanno delle responsabilità in Africa. Mente gli inglesi

hanno il loro Commonwealth.

E a dire il vero, gli americani sono presenti anche con le loro forze sul terreno nella maggior parte di questi sotto-imperi. Credetemi, ma verificate, come dicono gli americani.

Questi sono solo alcuni esempi di strutture gerarchiche dell’imperialismo ancora mantenute.

La Germania sta cercando di:

  • Dominare politicamente i paesi slavi, soprattutto nei Balcani. Un esempio perfetto è la figura dell’“Alto Rappresentante per la Bosnia-Erzegovina” [2]. Attualmente è un tedesco che sta cercando di rompere l’“Accordo di Dayton” e, quindi, l’entità serba all’interno della Bosnia chiamata “Republika Srpska” (casa mia, a proposito). L’obiettivo è chiaro: spezzare la resistenza serba affinché la Bosnia diventi un paese dell’UE e della NATO, perdendo così il resto della sua scarsa sovranità e dignità. Tuttavia gli esempi sono molti di più.
  • Costruire strade nei Balcani, non per beneficenza, ma per collegare le regioni balcaniche alle reti di distribuzione tedesche dei prodotti tedeschi. Mandando così in bancarotta i produttori nazionali. Se andate a Zagabria (ormai diversi anni dopo la sua adesione all’UE), lì vedrete soprattutto aziende e negozi tedeschi. Le imprese nazionali sono state lentamente ma costantemente espulse. È una cosa negativa? Ha i suoi pro e i suoi contro. È in qualche modo positivo in quanto crea alcuni posti di lavoro e educa la forza lavoro che viene impiegata. Tuttavia, la maggior parte del denaro esce perché il quartier generale è in Germania. Anche le tasse vengono evitate grazie agli “accordi sull’investimento”. E infine, ci sono molti vincoli legati a questi investimenti. Tipo: “Investiamo SE tu XYZ”.
  • Portare i giovani istruiti e le giovani famiglie in Germania. La Germania ha un problema demografico, quindi dipende interamente dall’importazione annuale di milioni di persone per poter mantenere l’industria e il sistema sociale in funzione per molto tempo fino a quando avverrà il collasso finale.
  • Ci sono ancora altre intenzioni, ma credo di aver menzionato quelle più importanti.

Penso che tutto questo ora cambierà. Come ho già detto, la Germania non è più necessaria per l’impero. Ha costruito tutte le strutture necessarie in Europa per renderla facilmente controllabile dall’oligarchia occidentale. Tutte queste competenze sono concentrate nella struttura antidemocratica chiamata UE. Non è più necessario fingere sulla democrazia. L’UE è governata interamente da funzionari non eletti.

Inoltre, come accennato in precedenza, l’industria tedesca non è più necessaria. È vero il contrario. È diventata un ostacolo per il resto dell’Occidente. Quindi viene retrocessa passo dopo passo, il che si chiama de-industrializzazione. Questo processo è iniziato nel 2022 e non potrà che accelerare.

La cosa divertente è che gli oligarchi e le élite tedesche sono stati usati esattamente come le altre élite in tutto il mondo prima di essere gettati via come un preservativo usato. Come gli ucraini, gli afghani, ecc.

Dire che le élite tedesche ora sono sconvolte sarebbe un eufemismo. I rappresentanti di grandi aziende tedesche come la BASF (i rappresentanti non sono gli stessi oligarchi) stanno già criticando pubblicamente dove tutto questo porterà. Questo è molto insolito per i tedeschi. Gli stessi oligarchi oggi si trovano molto spesso nella “Kanzleramt” [la Cancelleria] a chiedere il mantenimento delle relazioni con la Cina come ultima speranza prima del completo collasso economico. Intendo dire, letteralmente, che sono proprio gli stessi oligarchi che vanno lì per chiederle. E penso anche che Scholz vorrebbe obbedire. O, in altre parole, li sta rispettando. Ma ci sono poteri superiori che distruggeranno tutto. Come ho già detto, l’esplosione del gasdotto Nord Stream ne è un esempio. Oltre anche ad altri atti di sabotaggio interno…

Il mio consiglio personale alla Germania: dovreste abbandonare al più presto le vostre speranzose ambizioni imperialiste nell’Europa dell’Est e concentrarvi nuovamente sul vostro modello di business da un’economia orientata all’esportazione a un’economia orientata al mercato interno per salvarvi dal collasso totale, che presto avverrà. Infine, dovreste eliminare la transizione verde che avete pianificato a livello centrale e gettarla nel WC. È stata appositamente progettata per distruggere il vostro settore in modo che altri possano impossessarsi dei vostri mercati e proprio di VOI COME MERCATO. Cosa che è stata facilitata dai Verdi, un partito anti-tedesco. Se volete essere verdi, ok. Niente di male in questo. Ma stabilite degli obiettivi e definite un costo alle emissioni, che stanno crescendo a un ritmo ragionevole, e lasciate che l’economia di libero mercato trovi le migliori soluzioni tecniche a questi problemi. Smettete quello che state facendo con il vostro comitato di pianificazione centrale, che determina tutto, dalla tecnologa ai processi e così via.

Anche se farete tutto questo, avrete comunque il problema di dipendere dalle importazioni di energia che vi sta costando il triplo. E se non rispettate le linee guida dettate dall’estero, il costo potrebbe facilmente salire fino al 400% o al 1.000%… Congratulazioni.

Serbia, Ungheria e Cina

Ho già scritto più volte sulle prospettive strategiche per la sopravvivenza della Serbia nei Balcani come nazione “indipendente”. La prospettiva di sopravvivenza è collegata alla caduta dell’Ucraina. Quando la Russia avrà accesso all’Ungheria, la Serbia sarà salva. Anche l’Ungheria e molti altri paesi dell’Europa orientale, il cui unico scopo nella NATO e nell’UE è quello di fungere da ariete contro la Russia, saranno in grado di liberarsi e prosperare.

Ma perché ho scritto “indipendente” tra virgolette? Formalmente (de jure), SIAMO indipendenti. In realtà (de facto), non lo siamo. Non abbiamo accesso al mare. La NATO ha collaborato con il “Presidente” del Montenegro (che è anche casa mia), Milo Dukanovic, che è riuscito a farla recedere dalla Serbia dopo l’aggressione della NATO contro il nostro paese e quindi in un periodo in cui la Serbia era ancora debole e guidata da idioti.

Siamo circondati da paesi della NATO, a loro volta circondati da paesi della NATO di maggiore importanza imperiale. Sì, ci sono paesi NATO/UE di classe inferiore. Servono esclusivamente per espandere l’influenza e attuare gli obiettivi politici dell’impero. Poi ci sono gli stati imperiali di rango superiore come Germania, Francia e Italia.

Poiché la NATO ci circonda, ne siamo di fatto dipendenti. Se vogliamo avere energia, medicine, macchinari, ecc., dobbiamo rispettare le regole che ci vengono imposte. È letteralmente un classico assedio.

Poi c’è il Kosovo. Anche il Kosovo ci è stato tolto di fatto, ma non di diritto, con la forza dalla NATO. La popolazione serba fu in gran parte espulsa e le parti del territorio in precedenza popolate da serbi, furono ripopolate da albanesi. Ora quelle terre sono governate da ex criminali, mafiosi e terroristi. Stanno scacciando passo dopo passo i serbi dal Kosovo e sono protetti dalla NATO (KFOR).

Il nostro governo sta rispettando gli eventi perché è costretto a farlo. Al momento non c’è altra scelta se non quella di ritirarsi passo dopo passo ma, nel frattempo, resistere con forza per guadagnare quanto più tempo possibile. Se non ci atteniamo interamente a queste modalità, verremo pesantemente sanzionati oppure scoppierà di nuovo la guerra.

Da un punto di vista interno si può pensare del nostro Presidente Vucic quello che si vuole, ma penso che stia facendo la cosa giusta per quanto riguarda il Kosovo, e suppongo che si sia coordinato e sincronizzato con Russia e Cina.

Siamo riusciti a ricostruire il nostro Paese dalle ceneri dei bombardamenti della NATO nel 1999. Non siamo a livello mondiale, ma non siamo cattivi. L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno ora è di essere sanzionati o bombardati nuovamente fino all’oblio. Abbiamo già capito che il problema maggiore della Serbia è quello demografico. Abbiamo bisogno di persone più di ogni altra cosa. Soprattutto bambini e giovani. Ma molti di questi sono stati risucchiati fuori dal nostro Paese da alcuni paesi ricchi dell’UE, con la Germania in testa, nei vent’anni precedenti. E abbiamo perso molti uomini nelle guerre degli anni ’90.

Peggiorare la situazione causerebbe esattamente il contrario. La nostra scarsa gioventù verrebbe nuovamente decimata e centinaia di migliaia, se non milioni, fuggirebbero all’estero. E siamo solo pochi milioni…

Vucic sta facendo la cosa giusta: guadagnare tempo finché l’UE e la NATO non iniziano a disintegrarsi. E questo processo inizierà con l’accesso della Russia all’Ungheria. Vucic deve quindi guadagnare tempo finché l’esercito russo non raggiunge i confini ungheresi.

Ed è proprio questo il motivo per cui il presidente cinese Xi Jinping ha recentemente visitato la Serbia, esattamente nello stesso giorno in cui la NATO bombardò “accidentalmente” l’ambasciata cinese a Belgrado nel 1999 durante la sua aggressione contro il popolo serbo.

Si trattava di rassicurare la Serbia che, non appena sarà collegata di nuovo al mondo libero (in contrasto con la dittatura non eletta dell’UE), diventerà un importante hub commerciale e fondamentalmente la porta d’ingresso per il commercio dei BRICS orientali nel continente europeo “riaperto”, in particolare dalla Belt and Road Initiative.

L’Ungheria è probabilmente ancora più importante e probabilmente ne trarrà i maggiori benefici poiché è il collegamento diretto per liberare l’Europa attraverso l’oblast russo “Ucraina”.

A proposito, ecco una piccolo atto di autocompiacimento. Sono stato l’unico più di un anno e mezzo fa a rivelare questa strategia. Nessuno la riteneva possibile. (Connettere l’Europa ai BRICS tramite l’Ungheria). E ora lo stesso Xi Jinping l’ha confermata con la sua visita in Ungheria e Serbia.

Tuttavia, non appena la Serbia sarà ricollegata alla Russia, potrà buttare fuori dal paese tutta l’influenza dell’UE, in particolare quella tedesca, e concentrarsi nuovamente ed esclusivamente sugli interessi nazionali. Sarà inoltre dotata di moderne tecnologie e componenti missilistici per costituire un deterrente contro ogni tipo di aggressione. Non vogliamo la guerra in nessun momento. Ricordate le mie parole sulla demografia? Ma

certamente possiamo rendere i costi di un’aggressione contro di noi troppo elevati perché l’Occidente possa

prenderli in considerazione per il beneficio di mantenere il Kosovo.

Non appena potremo ricevere tutto ciò di cui abbiamo bisogno via terra, come medicine, macchinari e tecnologia, potremo eliminare il ricatto dell’UE e perseguire i nostri interessi.

Ciò non significa prendere il Kosovo con la forza. Come ho sottolineato in articoli precedenti, riavremo il Kosovo quando la NATO, l’UE e forse la stessa America inizieranno a disintegrarsi. Ciò avverrà al più tardi entro il 2030 e acquisirà slancio dopo la vittoria russa in Ucraina. L’impero avrà altri problemi oltre al Kosovo. Allora entreremo semplicemente in azione e ripristineremo l’ordine senza l’opposizione occidentale.

Ciò che certamente possiamo fare, una volta ottenuto l’accesso al ponte terrestre con la Russia, è fermare il nostro graduale ritiro dal Kosovo. E smetteremo di accettare tutte le schifezze che le “autorità” del Kosovo (di fatto, i gestori dell’UE) stanno imponendo a noi serbi in Kosovo.


Il commercio occidentale con la Cina

E poiché probabilmente ho già annoiato la gente con questo articolo (spero che i miei lettori tedeschi non si arrabbino perché non accuso il popolo tedesco, ma solo i suoi oligarchi), continuerò con i cinesi. Mi spiace 😊

Recentemente abbiamo sentito molta chiacchere da parte di politici americani come Yanet Yellen e Antony Blinken sulla “sovracapacità” produttiva cinese. La Cina è diventata la “fabbrica” industriale mondiale. Produce beni industriali per buona parte del mondo, soprattutto per i paesi occidentali. La capacità industriale della Cina non è solo “più grande” di quella americana; è almeno il doppio, forse ancora di più. E il PIL è sicuramente il parametro sbagliato per misurare la capacità industriale di un Paese.

Guardiamo ancora alla Germania. Nel 2023 la Germania ha importato beni dalla Cina per un valore di 157 miliardi di euro. La Germania ha esportato in Cina beni per un valore di 97 miliardi di euro. Questi sono numeri incredibili. Ora diamo un’occhiata agli Stati Uniti. Nel 2023, gli Stati Uniti hanno importato beni per un valore di 427 miliardi di dollari ed esportato beni per un valore di 147 miliardi di dollari. Sono numeri ancora più incredibili.

Potremmo scorrere l’elenco del commercio di tutti i paesi occidentali con la Cina e vedremmo statistiche simili. E non solo i paesi occidentali. Lo stesso vale anche per la maggior parte degli altri paesi.

Quindi, la conclusione è che la Cina produce la maggior parte dei beni fisici utilizzati dall’Occidente.

Secondo la logica degli interessi nazionali, dell’indipendenza e della sovranità (delineata nei miei articoli su Economics and Empires), questa è una situazione disastrosa.

Ciò che segue può essere percepito come un “attacco alla Cina”, ma non vuole esserlo. Ciò dimostra piuttosto quanto stupidamente si sia comportato l’Occidente nei decenni precedenti. Capirete la differenza quando finirete di leggere questo articolo.

Il presidente Trump ha reso popolare il termine “America First” [prima l’America] e sono pienamente d’accordo con questa politica. Dal mio punto di vista, l’unico scopo di qualsiasi governo dovrebbe essere quello di garantire la prosperità, l’indipendenza e la libertà del proprio popolo. Perciò, dovrebbe essere guidato esclusivamente dagli interessi nazionali.

Proprio per questo motivo sono favorevole a tutte le politiche “First”. Prima la Russia, prima l’America, prima la Serbia, prima la Francia, ecc.

Dipendere da macchinari, pezzi di ricambio, medicinali e tecnologie critiche provenienti da paesi remoti è un atto di negligenza criminale. La vita del vostro popolo e il suo benessere dipendono da queste cose, e tu governo lo metti alla mercé di una potenza straniera? Sei un criminale! Naturalmente ci sono delle sfumature. Non tutti i paesi sono in grado di gestire tutto da soli. Avevo già affrontato questo argomento. Ma per prima cosa, si dovrebbe fare tutto il possibile con i propri cittadini e la propria forza lavoro prima di approvvigionarsi sui mercati esteri. Se il Paese è costretto ad approvvigionarsi da mercati esteri, allora dovrebbe essere presa in considerazione strategica di farlo con paesi considerati amichevoli a lungo termine.

Pertanto, un governo dovrebbero importare merci solo se:

  • I suoi cittadini sono pienamente occupati e non si dispone di riserve umane.
  • Non è possibile produrre autonomamente i beni per mancanza delle tecnologie necessarie.
  • Nel Paese mancano le risorse naturali per produrre i beni necessari.

Negli ultimi tre decenni sono stati esclusivamente i costi quelli che hanno determinato come raggiungere nostri “obiettivi di crescita del PIL”.

Inoltre, l’Occidente era fiducioso al 100% nella sua strategia a lungo termine volta a disintegrare la Russia e, nel processo, sottomettere completamente la Cina. Quindi, la strategia aveva un certo senso in quanto la Cina

sarebbe diventata, in questo caso, una colonia. Questo sforzo è fallito.

E questo in Occidente lo capiscono e le strategie vengono adattate alla nuova realtà. Penso che se vi identificate con l’Occidente e presupponete che perderete il Sud del mondo (BRICS) come colonie, avreste assolutamente ragione a provare a smettere di importare dalla Cina.

Devo stare molto attento qui a chiarire cosa intendo, poiché questo è un fatto fondamentale. I paesi occidentali considerano la Cina un nemico per i decenni a venire. Forse non gli stessi popoli occidentali. Forse nemmeno i politici. Ma queste sono le linee guida fornite dagli oligarchi occidentali dopo il fallimento del tentativo di sottomettere la Cina. Da questo punto di vista è del tutto giusto ridurre le importazioni dalla Cina. Soprattutto le importazioni di beni critici da cui si dipende.

Per renderlo un po’ più chiaro a tutti: non sto dicendo che oggettivamente la Cina sia nemica dei paesi occidentali o che i paesi occidentali dovrebbero in generale tagliare il commercio/le importazioni dalla Cina.

Sarebbe eccessivamente semplicistico. Mentre i paesi occidentali (colonie dei loro oligarchi) sono costretti a essere ostili alla Cina, il commercio con la Cina, soprattutto perché si tratta di un’elevata quota di importazioni critiche, è controproducente. E quindi il ritiro dai mercati e dalle importazioni cinesi è la cosa giusta da fare. (Abbiate pazienza, ve lo spiegherò in dettaglio)

  • Perché il ritiro dai mercati cinesi è la cosa giusta da fare?

L’Occidente si è trasformato in un’economia di servizi. Vengono ancora prodotti beni reali, ma non in quantità bastevole a tamponare l’impatto di un’improvvisa cessazione delle forniture. E questo non è solo ciò che POTREBBE accadere, ma ciò che molto probabilmente accadrà se continuiamo l’attuale percorso di escalation globale.

Inoltre, dico ripetutamente che ogni nazione dovrebbe prima utilizzare la propria popolazione per produrre tutti i beni e le risorse essenziali nel modo ragionevolmente possibile e POI importare il resto.

  • Come recedere da quel mercato?

Purtroppo le azioni degli americani sono del tutto fuorvianti. Temo che non possano agire diversamente poiché hanno imparato per decenni, se non secoli, a parlare con gli altri paesi solo da una posizione di potere. Se vogliono ritirarsi dal commercio con la Cina o almeno ridurre o eliminare il deficit commerciale, dovrebbero farlo diplomaticamente e nel tempo. E senza dar fuoco Taiwan.

Ne parlerò più avanti, ma la rottura con un piede di porco potrebbe portare a conseguenze disastrose per la popolazione americana in caso di interruzione improvvisa delle catene di approvvigionamento. Ma forse è proprio questo che vogliono: una distruzione creativa. Puntando il dito contro i grandi cattivi cinesi per i loro enormi problemi interni e l’accelerazione della reindustrializzazione.

Forse. Non sono sicuro che sia una buona idea… Meglio che non lo sia!

Lo stesso vale per la Germania e l’Europa. La restante competitività delle industrie tedesche si spiega con l’utilizzo nei loro prodotti di componenti cinesi ultra economici, che vengono solo assemblati in Germania e perciò portano l’etichetta “Made in Germany”.

Con la forza lavoro disponibile, la Germania dovrebbe rimanere il più industrializzata possibile. In Germania Il problema è che milioni di lavoratori andranno in pensione nei prossimi anni e, da un certo punto di vista, è una benedizione per la Germania il fatto di non dover produrre tutto da soli.

Quando l’Ucraina crollerà e arriverà un grande flusso di rifugiati, forse la Germania sarà in grado di assimilare altri 2-3 milioni di giovani nella sua forza lavoro a basso costo. Ciò potrebbe aiutare a superare i problemi demografici per altri 5-6 anni.

Gli americani non hanno questi problemi. Potrebbero e dovrebbero reindustrializzarsi riprendendo quanta più produzione possibile dalla Cina. Ciò è nel suo interesse nazionale, senza alcun tipo di attacco contro la Cina. Prima assumi i tuoi dipendenti, poi fai quello che vuoi. E negli Stati Uniti ci sono intere colonie di milioni di senzatetto… America First.

Ma bisognerebbe farlo diplomaticamente, pacificamente, nel tempo, senza provocare allo stesso tempo delle guerre. In pratica, non come stanno facendo (Yanet Yellen e Tony Blinken) adesso.

  • Tutti i paesi occidentali rimarranno “paesi occidentali”?

No, certo che no. Come ho detto, con la caduta dell’Ucraina, altri paesi europei entreranno nello spazio commerciale dei BRICS, a cominciare dall’Ungheria e, passo dopo passo, questo processo si diffonderà.

Questo è il motivo per cui dovremmo aspettarci una grande escalation prima di una guerra calda e nucleare tra Russia e Occidente non appena si verificherà la sconfitta finale dell’Ucraina.

Nota: l’approssimarsi della vittoria russa non è misurata in miglia dalla linea del fronte russo al confine ungherese. L’Ucraina può e sarà probabilmente sconfitta militarmente a est del Dnepr, dopo di che avrà luogo un collasso generale in tutto il paese.

L’approssimarsi della vittoria si misura dal numero di persone che in Ucraina sono ancora vive e che vengono arruolate con la forza per essere uccise nell’Ucraina orientale.

Quindi non la si misura in miglia ma in numero di persone che respirano e che sono già dei morti che camminano mentre sta arrivando la sconfitta dell’Ucraina.

Paesi come la Serbia, l’Ungheria e (si spera) i nostri fratelli bulgari, ma anche paesi come l’Austria e l’Italia potrebbero col tempo staccarsi dal campo occidentale e unirsi allo spazio commerciale dei BRICS.

E anche in questo caso, io sostengo: in primo luogo, di prendervi cura dei vostri cittadini e poi di impegnarvi nel commercio estero, ecc. Ciò significa sempre riprendervi ciò che avete esternalizzato FINO A quando non avrete soddisfatto la richiesta di lavoro dei vostri cittadini.

So che questo consiglio è eccessivamente semplificato perché dovresti considerare i prezzi più alti della produzione interna, ma se riallineate la vostra economia su consumo e produzione incentrati sul paese, si elimina gran parte della pressione della concorrenza esterna. A patto che si abbia accesso alle risorse corrispondenti e, nel migliore dei casi, al mare o alle infrastrutture della Belt and Road Initiative.

Ecco perché aggiungo sempre la parola “ragionevole”. Tuttavia, per molti diversi motivi, non è possibile effettuare interamente la produzione a livello nazionale. Lo ammetto e bisogna prenderne nota.

  • Dovranno tutti seguire questo approccio?

Ancora una volta, finché si fa ogni cosa ragionevole per impiegare la vostra stessa popolazione, potete fare quello che volete. E in questo caso si potrebbe continuare un pieno commercio con la Cina e le infrastrutture dei BRICS.

Voglio evidenziare un semplice fatto per sottolineare il mio approccio: perché la Russia non è intervenuta in Ucraina nel 2014? Tutti i sacrifici che hanno fatto oggi non sarebbero stati necessari. Ebbene, proprio per le ragioni esposte qui prima. La Russia dipendeva da attori stranieri per tutte le tecnologie di produzione critiche, l’accesso finanziario, le medicine, i pezzi di ricambio, ecc.

La Russia ha impiegato otto anni per prepararsi ad entrare in Ucraina e sopravvivere alle sanzioni che ne sarebbero derivate. Va notato che NON sarebbe stato possibile senza le capacità produttive, le macchine e gli strumenti della Cina.

Cina e Russia sono partner strategici. O “simbionti”, come li ho etichettati in Economics and Empires 4 quasi un anno fa. Ecco perché la Russia potrebbe appoggiarsi alla Cina. Se la Russia avesse avuto nei confronti della Cina un atteggiamento simile a quello dell’Occidente, la Russia sarebbe ormai condannata. E anche noi tutti, poiché molto probabilmente finiremmo in un Armageddon nucleare.

Siate autosufficienti per quanto ragionevolmente possibile nel vostro paese!

  • La Cina è malvagia e colpevole di un “eccesso di capacità”, ecc.?

Infine, la Cina è il malvagio uomo nero che ci ha reso tutti dipendenti dal suo “eccesso di capacità” come con l’eroina?

No. La Cina non ha fatto nulla di male. È stato un Occidente idiota che ha deciso di esternalizzare la propria produzione in Cina perché per l’Occidente era sempre chiaro che la Cina alla fine dopo la Russia sarebbe caduta diventando una colonia. Una colonia che avrebbe potuto essere utilizzata per la produzione così come altri stati asiatici molto popolati, come l’India. Queste sono considerazioni puramente razziste.

L’Occidente avrà una piccola popolazione ricca basata sui servizi, e i “subumani” in Africa e Asia dovranno fornire le risorse e i beni lavorati per i nostri bisogni materiali. Perciò restare poveri, zitti ed essere grati di poter lavorare e morire nelle grandi fabbriche per le necessità dell’Occidente.

Solo che questo non è avvenuto. È successo il contrario. L’Occidente sta per cadere e il resto del mondo diventerà ricco. Peccato!

Spero che tutti capiate il giro. Non sto sostenendo il trasferimento della produzione dalla Cina perché la Cina è cattiva. Non lo è. E non ha fatto nulla di male. Ha fatto semplicemente tutto dal punto di vista dell’interesse nazionale.

L’Occidente ha commesso un grosso errore decenni fa esternalizzando la propria produzione in previsione del dominio sul mondo. Ha fallito e ora si diffonde il panico.

Penso che sperimenteremo molti “riaggiustamenti” delle catene di approvvigionamento in tutto il mondo.

A cura di Piquet (EditPiquet@gmail.com)

  1. https://bmanalysis.substack.com/p/economics-and-empires-6-i
  2. https://en.wikipedia.org/wiki/High_Representative_for_Bosnia_and_Herzegovina

Condividi!

Shares

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *