
Di Philip Giraldiper The Unz Review – traduzione a cura di Old Hunter
Dov’è il Foreign Agents Registration Act del 1938 quando ce n’è davvero bisogno?
Una volta gli Stati Uniti d’America erano una repubblica costituzionale che, per sua stessa concezione, era stata concepita con pesi e contrappesi per limitare la corruzione e la capacità di ogni ramo del governo di avviare certe azioni potenzialmente dannose, come entrare in guerra, che richiedeva l’approvazione sia del Congresso che del ramo esecutivo. Naturalmente, questo accadeva 261 anni fa e le cose col tempo cambiano. L’America di oggi, che pretende di essere sia una democrazia che colei che detta e ordina di applicare le regole e le norme internazionali, è probabilmente uno dei Paesi più corrotti e detestati del pianeta, con un sistema politico eccezionalmente vulnerabile da parte di coloro che hanno tasche profonde e la volontà di spendere senza limiti per ottenere favori da politici e burocrati di professione che ormai proliferano in tutto il sistema.
Se si misurano le conseguenze di tutta la corruzione, non c’è esempio migliore della relazione pesantemente sbilanciata con Israele che si è prodotta grazie alla distribuzione di centinaia di miliardi di dollari provenienti principalmente da fonti miliardarie e di grandi aziende ebraiche. Il magnate del casinò Sheldon Adelson ha notoriamente donato a Donald Trump 100 milioni di dollari, ricevendo in cambio ciò che chiedeva, ovvero la decisione degli Stati Uniti di spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme e il riconoscimento di Gerusalemme come capitale del Paese, cosa illegale secondo il diritto internazionale. Inoltre, la squadra di Trump, guidata dall’ambasciatore David Friedman, un apologeta di Israele, ha portato al riconoscimento dell’annessione da parte dello Stato ebraico delle alture del Golan, precedentemente terre della Siria, anche questa una concessione illegale, e alla concessione de facto a Israele di mano libera nel trattare i palestinesi come meglio crede, cosa che si sta attualmente verificando. Trump ha anche annullato l’accordo di monitoraggio nucleare con l’Iran, che era di grande interesse per gli Stati Uniti, e ha assassinato il comandante delle Guardie rivoluzionarie iraniane Qassim Soleimani, un crimine di guerra.
Le politiche fortemente pro-Israele non si sono sviluppate negli Stati Uniti per una reale affinità tra le due nazioni, ma piuttosto per le enormi quantità di denaro ebraico che sono state distribuite liberamente a politici e giornalisti per creare il mito di un’effettiva alleanza benefica tra le due nazioni e produrre quel genere di narrativa che l’opinione pubblica statunitense sarebbe stata incline ad accettare. In questo massiccio sforzo coordinato da quella che viene eufemisticamente chiamata Lobby di Israele, non c’è entità più attiva dell’illegale American Israel Public Affairs Committee (AIPAC) e del suo congiunto AIPAC-Political Action Committee, che fornisce il denaro e fa anche opera di intimidazione sui candidati politici che non abbracciano con entusiasmo lo Stato ebraico. Tali dissidenti vengono contrassegnati per essere eliminati creando potenziali candidati opposti, particolarmente ben finanziati e sicuri di ricevere un giudizio della stampa eccezionalmente favorevole. Nell’attuale tornata di primarie appena conclusa, l’AIPAC-Pac si è vantata di aver ottenuto un successo del 100% [1], in quanto “un candidato appoggiato dall’AIPAC ha vinto in ogni distretto (224 competizioni) in cui era in ballottaggio. Tutti i 90 Democratici sostenuti dall’AIPAC che nel 2024 hanno partecipato alle primarie hanno vinto. Questi democratici sono forti voci pro-Israele. Anche i 134 repubblicani sostenuti dall’AIPAC hanno vinto le loro elezioni. Essere pro-Israele è cosa corretta e una buona politica”.
Come funziona? Come lo ha descritto l’avvocato internazionale John Whitbeck: “le ragioni principali per cui praticamente tutti i membri del Congresso degli Stati Uniti danno priorità ai desideri del governo israeliano rispetto agli interessi del popolo americano sono il denaro e la paura – e in particolare la paura di tutto il denaro che gli amici di Israele useranno per porre fine alla tua carriera politica, soprattutto per mezzo delle elezioni primarie, se manifesterai qualcosa di diverso da un sostegno incondizionato e/o dall’abietto asservimento a Israele”. Nelle ultime primarie nello Stato di New York, l’AIPAC si è vantata di aver devoluto la cifra record di 15 milioni di dollari, un importo record speso per un’elezione primaria, per dare una punizione esemplare e porre fine alla carriera politica del deputato Jamaal Bowman, un raro progressista al Congresso che è stato un critico esplicito dell’apartheid e del genocidio israeliano. Tra le altre dannazioni sul curriculum di Bowman, è stato anche inevitabilmente accusato di “antisemitismo”. Un solo esempio del genere, ogni tanto, si è dimostrato sufficiente a tenere in riga praticamente tutti i membri del Congresso. Si potrebbe chiedere a ex membri del Congresso come Cynthia McKinney e ad altri membri di una lunga serie che hanno subito l’ira dell’AIPAC e delle sue organizzazioni consorelle. Tra questi, gli ormai defunti senatori William Fulbright, Charles Percy e James Abourezk e i deputati Paul Findley, Pete McCloskey e Jim Traficant.
Recentemente è stato rivelato che quasi tutti i candidati al Congresso sono abitualmente e apertamente avvicinati da rappresentanti dell’AIPAC che chiedono in anticipo le loro opinioni su Israele. Se collaborano, talvolta gli viene chiesta una dichiarazione d’intenti scritta, ottengono un lasciapassare e possono contare su un sostegno finanziario e su media favorevoli. Se non lo sono, vengono segnalati per essere rimossi. Si potrebbe persino simpatizzare con i membri del Congresso che si autodefiniscono carrieristi in politica, poiché, sempre secondo Whitbeck, “che senso ha, quando tutti attorno a te stanno strisciando in modo piatto e prono nella sudditanza a Israele [2], alzare la testa su una questione di principio? La vostra testa sarà semplicemente tagliata e nulla cambierà in meglio come risultato del vostro sacrificio. Non c’è altra scelta razionale se non quella di seguire fedelmente gli ordini della vostra ‘babysitter dell’ AIPAC'”. La “babysitter” è uno staff appoggiato dall’AIPAC e collocato in quasi tutti gli uffici del Congresso [3] per monitorare e riferire sulle questioni relative a Israele, uno sviluppo che è stato recentemente rivelato dal deputato Tom Massie mentre veniva intervistato da Tucker Carlson.
Quindi, come possiamo limitare la capacità di Israele di corrompere il sistema politico americano a tal punto che molti sono convinti che il Primo Ministro Benjamin Netanyahu controlli la politica estera degli Stati Uniti mentre le sue creature di lobby interne influenzano allo stesso tempo molti altri aspetti del funzionamento del governo a livello statale e nazionale? E perché definisco illegali le azioni dell’AIPAC e di altri gruppi? Israele è in grado di agire impunemente a causa dell’innegabile potente influenza della lobby interna statunitense unita alla sua abilità nell’occultare ciò che sta facendo. Questa lobby ha mano libera anche perché il governo federale non applica le proprie leggi quando si tratta dello Stato ebraico illegalmente armato di armi nucleari. L’AIPAC, per non parlare di gruppi come l’Anti-Defamation League (ADL) e l’American Jewish Committee (AJC), agiscono in realtà come agenti diretti del governo di Israele [4] e sono quindi soggetti ai termini del Foreign Agents Registration Act (FARA) del 1938, che impone alle organizzazioni che obbediscono a direttive straniere per quel che riguarda le loro attività di aprire i loro libri e registri ai controlli. Inoltre, pretende una certa trasparenza riguardo ai contatti e alle relazioni con l’Ambasciata israeliana, il Ministero degli Esteri e le agenzie di intelligence e di sicurezza del Paese.
La legge è solitamente indicata come FARA ed era originariamente destinata a monitorare i gruppi che agivano per conto dei governi tedesco e italiano prima della Seconda Guerra Mondiale. Da allora è stata utilizzata per limitare l’attività di entità russe e di altre entità straniere che hanno operato negli Stati Uniti, ma non è mai stata applicata contro Israele, il che è di per sé un’ulteriore indicazione del potere della Israel Lobby e della sua capacità di sopprimere qualsiasi rivelazione delle sue attività. Il giornalista e avvocato Isaiah Kenen aveva fondato l’American Zionist Committee for Public Affairs (AZCPA) come divisione di lobbying dell’American Zionist Council nel 1953, ma presto si separò dall’AZC e divenne AIPAC nel 1954. Kenen, un vero e proprio lobbista per il governo israeliano, aveva lavorato in precedenza per il Ministero degli Affari Esteri israeliano. Oggi l’AIPAC è
generalmente considerata la più potente e ricca lobby israeliana negli Stati Uniti. Il Presidente John F. Kennedy e suo fratello, il Procuratore Generale Robert F. Kennedy, compresero la minaccia che rappresentava e cercarono di obbligare sia l’AZC che l’AIPAC a registrarsi ai sensi del FARA, ma JFK fu assassinato poco dopo, il che ha portato molti a credere che quell’uccisione fosse opera del Mossad. La registrazione ai sensi del FARA avrebbe tra l’altro bloccato qualsiasi finanziamento a partiti e politici statunitensi da parte di quei gruppi che agiscono a sostegno degli interessi israeliani. In un solo colpo avrebbe eliminato gran parte della capacità di Israele di corrompere il sistema politico americano a suo favore.
Nei commenti ai miei articoli mi viene spesso chiesto cosa possiamo fare noi americani comuni per mettere sotto controllo gli influencer israeliani in questo Paese. Ebbene, dopo aver riconosciuto l’esistenza del problema, una risposta parziale è quella dall’applicazione del FARA. È necessario fare pressione sui singoli membri del Congresso e sulla Casa Bianca attraverso i media per registrare l’AIPAC e altri gruppi pro-Israele. Il denaro corrotto è la chiave del loro potere e, se si chiude il rubinetto del denaro ai politici e ai partiti, la loro influenza diminuirà notevolmente. E non stupitevi se molti politici, che in privato si vergognano di ciò che sta accadendo, diventeranno improvvisamente sostenitori di un controllo dei gruppi ebraici. La Lobby è stata negativa per l’America e nemmeno particolarmente positiva per Israele, poiché il “sacrosanto” sostegno degli Stati Uniti a Israele, come dice Joe Biden, ha permesso a persone come Netanyahu di impegnarsi in imprese molto pericolose per il proprio Paese, come a Gaza, e anche contro i suoi vicini e i cosiddetti alleati come gli Stati Uniti. È ora di porre fine a questo status quo
Philip M. Giraldi
- https://www.aipacpac.org/winning-candidates-2024
- https://www.nytimes.com/2024/06/25/nyregion/bowman-latimer-house-new-york.html
- https://responsiblestatecraft.org/congress-israel-palestine/?utm_campaign=post-teaser&utm_content=if4dwt60
- https://www.newarab.com/news/massie-every-republican-congress-has-aipac-babysitter

Semplicemente
Grazie