L’accordo di pace con l’Ucraina potrebbe scuotere l’Asia in modi imprevedibili se gli Stati Uniti alla fine si ritirassero dalla leadership globale e dalle loro alleanze
di George Prior per Asia Times del 19 febbraio    –  Traduzione a cura di Old Hunter
La prospettiva di una pace negoziata in Ucraina comporta implicazioni sismiche che vanno ben oltre l’Europa, con l’Asia pronta a subire scosse di assestamento politiche ed economiche.
Mentre gli Stati Uniti e la Russia si avvicinano a una possibile risoluzione dopo i colloqui in Arabia Saudita, le potenze regionali, da Pechino a Nuova Delhi, stanno ricalibrando le loro strategie, diffidenti sia nei confronti delle opportunità che dei rischi.
Per la Cina, qualsiasi accordo diplomatico sarà visto attraverso la lente delle sue ambizioni geopolitiche. Pechino ha mantenuto un delicato equilibrio durante tutta la guerra, posizionandosi come parte neutrale e supportando tacitamente Mosca attraverso canali economici e diplomatici.
Un accordo di pace potrebbe accelerare l’estensione dell’iniziativa cinese Belt and Road alla ricostruzione dell’Ucraina, consentendo a Pechino di rafforzare la propria influenza in Europa e mettendo alla prova i limiti del suo allineamento con la Russia.
Inoltre, la fine della guerra consentirebbe alla Cina di riconsiderare la propria posizione su Taiwan, soprattutto se l’attenzione di Washington tornasse a concentrarsi sulla regione indo-pacifica.
Se Trump è disposto a mediare un accordo con Putin sull’Ucraina, quanto sarà risoluto nel frenare le ambizioni di Pechino nel Mar Cinese Meridionale e oltre?
L’India, nel frattempo, ha giocato un intricato gioco di flessibilità diplomatica, mantenendo i legami commerciali con la Russia e preservando al contempo la sua relazione strategica con gli Stati Uniti. Un accordo postbellico costringerebbe Nuova Delhi a rivalutare le sue politiche energetiche.
Durante tutto il conflitto, l’India ha beneficiato del petrolio russo scontato, consolidando la sua posizione di pragmatismo economico. Se un accordo di pace inaugurasse una normalizzazione delle relazioni commerciali tra Russia e Occidente, l’India potrebbe perdere il suo accesso privilegiato alle materie prime a basso costo.
Detto questo, un mercato energetico globale stabilizzato potrebbe allentare le pressioni inflazionistiche sull’economia indiana, rafforzando le ambizioni del Primo Ministro Narendra Modi per una crescita economica sostenuta.
Giappone e Corea del Sud, fedeli alleati degli Stati Uniti, hanno adottato una linea più dura nei confronti della Russia, imponendo sanzioni e fornendo supporto materiale all’Ucraina. Se Washington e Mosca raggiungono un accordo diplomatico, Tokyo e Seul dovranno affrontare un complesso riallineamento.
Probabilmente cercheranno rassicurazioni sul fatto che un eventuale riavvicinamento con Putin non si tradurrà in posizioni più morbide sulle minacce alla sicurezza regionale, in particolare le ambizioni nucleari della Corea del Nord e l’assertività della Cina nelle controversie marittime.
In particolare, il Giappone ha storiche controversie territoriali con la Russia per le isole Curili e un disgelo più ampio nei rapporti tra Stati Uniti e Russia potrebbe aprire le porte a nuovi negoziati.
Da una prospettiva economica, la cessazione delle ostilità potrebbe alleviare la volatilità sui mercati globali delle materie prime, che persiste dall’inizio della guerra.
L’Asia, in quanto maggiore consumatore mondiale di energia e importazioni alimentari, ha subito shock sui prezzi derivanti da catene di fornitura interrotte. Una de-escalation stabilizzerebbe probabilmente le spedizioni di grano dall’Ucraina, garantendo l’approvvigionamento alimentare per nazioni dipendenti dalle importazioni come Indonesia e Filippine.
Inoltre, i produttori asiatici, in particolare nei settori dei semiconduttori e della difesa, potrebbero trovare nuove opportunità di esportazione nella ricostruzione dell’Ucraina.
Il settore della difesa della Corea del Sud ha già beneficiato del riarmo europeo e una fine formale del conflitto potrebbe accelerare i contratti di fornitura di armi con gli stati allineati alla NATO che si preparano a una nuova era di deterrenza.
Tuttavia, la pace in Ucraina non si traduce automaticamente in una maggiore stabilità globale. Se gli USA e la Russia dovessero raggiungere un accordo percepito come favorevole a Mosca, ciò potrebbe incoraggiare i revisionisti territoriali in tutta l’Asia.
I governi di Taiwan, Vietnam e Filippine esamineranno attentamente l’esito, timorosi che un precedente di negoziazione sotto costrizione possa indebolire la deterrenza statunitense nel Pacifico. La Cina, osservando il processo, potrebbe vedere un percorso per risolvere le proprie controversie attraverso la diplomazia coercitiva piuttosto che il confronto militare.
C’è anche la questione delle dinamiche di potere regionali. Se gli USA, sotto la guida di Trump, spostano la loro attenzione verso le priorità interne e riducono l’impegno in Ucraina, la credibilità di Washington in Asia verrà sottoposta a un rinnovato esame.
In un simile scenario, le nazioni del Sud-est asiatico, a lungo dipendenti dalle garanzie di sicurezza degli Stati Uniti, potrebbero inclinarsi ulteriormente verso la Cina. Nel frattempo, l’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico (ASEAN) affronterà una rinnovata pressione per consolidare il suo approccio spesso frammentato alla sicurezza regionale e all’integrazione economica.
Nell’immediato, i mercati finanziari asiatici reagirebbero probabilmente positivamente a qualsiasi risoluzione, con gli indici azionari in rialzo in vista della stabilizzazione del commercio globale.
La ripresa delle esportazioni industriali dall’Ucraina, unita alla riduzione delle preoccupazioni relative all’approvvigionamento energetico, potrebbe fornire un impulso tanto necessario alla crescita economica nei mercati chiave.
Tuttavia, se la pace avviene a costo di un ritiro degli Stati Uniti dalla leadership internazionale, i mercati asiatici potrebbero presto trovarsi alle prese con un diverso tipo di incertezza, una in cui le rivalità regionali sono lasciate a esprimersi con meno vincoli esterni.
Un accordo di pace in Ucraina, quindi, non è solo un affare europeo. È una cartina tornasole per l’equilibrio di potere in Asia, la durata delle alleanze statunitensi e il calcolo strategico delle nazioni che puntano alle proprie ambizioni territoriali. I negoziati di Riad potrebbero aver rappresentato solo l’atto di apertura, ma per l’Asia il vero dramma è solo all’inizio.
