Dopo le manifestazioni di gennaio 2026, ben sostenute da chi avrebbe voluto provocare il “regime change” a Teheran, la cosiddetta “resistenza iraniana” radunata sotto l’ombrello politico del “Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana” (CNRI) e l’organizzazione terroristica dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (MEK), non si è ancora calmata. Neppure le solenni esequie della ex- Guida Suprema Ali Khamenei, con l’incredibile partecipazione popolare di milioni di iraniani, hanno convinto i “resistenti contestatori” che il popolo iraniano è unito nella difesa patriottica e nella fedeltà alla sua Rivoluzione.
Eppure questi del CNRI e del MEK non demordono: il mese scorso, tra 7 e 14 giugno, nelle principali capitali occidentali è stata organizzata – evidentemente ben finanziata – un’ondata globale sincronizzata di mobilitazione per i Diritti Umani, contro il regime iraniano e la “brutale repressione della rivolta interna”. Le manifestazioni con bancarelle di libri e mostre si sono svolte in diverse città, da Los Angeles (11 giugno) a Malmö, in Svezia (13 giugno). Tale slancio mondiale convergeva verso la grande manifestazione annuale “Iran Libero”, in piazza Trocadéro a Parigi. L’evento principale era intitolato “Iran Libero 2026 – Verso una Repubblica Democratica“. PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) –19 giu 2026 riporta “Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, oltre 800 pullman porteranno a Parigi una parte dei partecipanti provenienti da tutta Europa. Migliaia di iraniani provenienti dai Paesi europei raggiungeranno invece Parigi in treno, mentre altre migliaia provenienti dagli Stati Uniti, dal Canada e dalla Scandinavia arriveranno in aereo”. La stessa fonte riporta le parole di Maryam Rajavi: “L’essentiel est que le changement en Iran exige une force motrice. Une force capable de lutter sous une répression maximale. Une force qui, aux côtés du soulèvement populaire, écartera les Gardiens de la révolution de la voie du peuple iranien…”
Eppure la mobilitazione di massa prevista nella capitale francese è stata vietata dalle autorità, dicono per motivi di sicurezza, impedendo lo svolgimento del raduno pubblico. Non è un caso che già da tempo le autorità francesi siano allertate sulle attività illegali del “Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana” presieduto dall’ineffabile Maryam Rajavi ben nota per le sue oscure trame affaristico-politiche.
Qui in Italia, dove forse non abbiamo ancora capito cosa sia il CNRI di Maryam Rajavi e di quali crimini si siano macchiati i terroristi del MEK, ci apprestiamo ad accogliere una manifestazione a Roma, in Piazza San Giovanni, il 16 luglio alle 17:30. Su X @Maryam58614514 si legge “La comunità iraniana in Italia scenderà in piazza il 16 luglio per protestare contro le violazioni dei diritti umani, chiedere la liberazione di tutti i prigionieri politici e dei manifestanti detenuti e chiedere la fine delle esecuzioni in Iran“.
Chiamano a raccolta: ADDI – Associazione delle Donne Democratiche Iraniane in Italia e ANPI Nazionale (dell’ANPI io personalmente mi vergogno). Altri ex-ambasciatori, esponenti politici e il senatore Giulio Terzi, avvezzo a sostenere la signora Maryam dalle colonne di THE EPOCH TIMES, per il momento si astengono forse perché hanno messo a fuoco che c’è qualche problema nei confronti di organizzazioni che fino a ieri offendevano la dignità dell’Iran sbeffeggiando i funerali come uno “spettacolo” di cattivo gusto, allestito per impressionare il mondo.
Comunque sarò curiosa di vedere quali e quanti “volonterosi” difensori dei Diritti Umani, ma di scarso acume politico, saranno a manifestare il 16 luglio in Piazza San Giovanni, continuando ad accendere l’ISLAMO-fobia oltre che l’IRANO-fobia.
