A GAZA NEGATO IL DIRITTO ALLA GUARIGIONE: IL CESSATE IL FUOCO FALLISCE, IL NUOVO PIANO DELLA “ZONA VERDE” È UNA MINACCIA DI MODERNI GHETTI E UNA PRIGIONE COLLETTIVA

DiOld Hunter

5 Dicembre 2025
“Euro-Med, insieme a chiunque abbia occhi, orecchie e un cuore, penserebbe che il progetto proposto “rispecchia il modello storico dei ghetti”,

di Joshua Scheer, scheerpost.com, 4 dicembre 2025   —   Traduzione a cura di Old Hunter

Un nuovo rapporto dell’Euro‑Mediterranean Human Rights Monitor avverte che il piano postbellico proposto per la Striscia di Gaza, sostenuto dal governo degli Stati Uniti e dai funzionari del governo israeliano, potrebbe equivalere a una ” illegale detenzione collettiva ” dei civili palestinesi.

Il rapporto rileva che “questo piano consolida il controllo illegale a lungo termine e l’annessione forzata de facto del territorio. Esso impone una detenzione collettiva illegale alla popolazione civile, in chiara violazione del diritto internazionale e del diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese“.

Il rapporto aggiunge: “L’ingresso e l’uscita sarebbero consentiti solo previa verifica di sicurezza, trasformando di fatto questi siti in sovraffollati campi di detenzione che impongono severe restrizioni alla libertà di movimento e alla vita quotidiana dei residenti“.

Euro-Med, insieme a chiunque abbia occhi, orecchie e cuore, ritiene che il progetto proposto “rispecchia il modello storico dei ghetti”.

Ciò che viene riportato dimostra un ambiente chiaramente coercitivo: i palestinesi sfollati a causa della guerra sarebbero effettivamente costretti a trasferirsi nelle comunità della “zona verde” a causa del diniego dei servizi di base – alloggio, sicurezza, cibo, acqua – a meno che non si trasferiscano.

Ancora più preoccupante è il fatto che, una volta all’interno, i residenti si troverebbero ad affrontare gravi restrizioni alla loro libertà di movimento, alla vita quotidiana e all’accesso ai servizi, sollevando serie preoccupazioni in merito ai diritti umani, allo sfollamento forzato e al confinamento strutturale a lungo termine. Questa storia esige la nostra attenzione. Dopo essere stata brutalmente aggredita con intenti genocidi, Gaza sta subendo una trasformazione che consolida segregazione, sfollamento e controllo totale. Non ci si poteva aspettare molto di meno da un moderno stato di apartheid a cui è stato permesso di fare ciò che voleva per 77 anni.

Per saperne di più, ecco un tweet di Ramy Abdul, presidente di EuroMedHR, che descrive in dettaglio il loro rapporto e una mappa in cui lo spiegano chiaramente: “La linea gialla di Gaza: dove il genocidio diventa accettabile a livello internazionale“.

Ulteriori approfondimenti da The Nation: in un articolo pubblicato due giorni fa, lo scrittore di Gaza Hassan Abo Qamar descrive il cosiddetto “cessate il fuoco” come qualcosa che non cambia nulla: Gaza rimane una prigione e la sua gente continua a sopportare incessanti difficoltà.

“Il mondo chiama questo ‘pace’, ma in realtà ‘pace’ qui non significa la fine di nulla; la fame, la paura e la morte rimangono, mentre l’occupazione continua a strangolare Gaza con attraversamenti, restrizioni e deliberata ostruzione alla ripresa”

“La verità è semplice: a Gaza è stato negato il diritto di guarire”.

Non è possibile concludere questo articolo o pubblicarlo senza riconoscere ciò che vediamo ogni giorno: non è cambiato nulla e gli israeliani continuano a uccidere. Concludo con questo video per chi segue gli eventi attuali compreso il servizio di Al Jazeera sulle violazioni del cessate il fuoco avvenute oggi, in cui sono state uccise cinque persone, tra cui dei bambini. Ancora una volta, il cessate il fuoco non ha fermato il genocidio in corso. E ora, con questo nuovo piano per creare dei moderni ghetti, gli israeliani si stanno avvicinando sempre più al modello del Terzo Reich.

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