DOPO LA “PACE”, GLI ULTRANAZIONALISTI UCRAINI E LA NATO CONTINUERANNO CON UNA GUERRA IBRIDA?

DiOld Hunter

11 Dicembre 2025
Una conclusione formale della guerra in Ucraina non segnerà la fine della violenza: ciò che ci attende è un’alleanza strutturale a lungo termine tra le forze ultranazionaliste ucraine e il militarismo europeo.

di Thomas Fazi, thomasfazi.com, 10 dicembre 2025   —   Traduzione a cura di Old Hunter

Nell’ultimo mese, l’esercito russo ha conquistato 505 chilometri quadrati di territorio: una quantità ancora piccola per un paese grande come l’Ucraina, ma che mostra una chiara accelerazione rispetto al periodo precedente.

L’onnipresenza dei droni rende impossibili rapidi avanzamenti con carri armati e veicoli blindati, ma significa anche che qualsiasi conquista ottenuta è più resistente a potenziali contrattacchi.

Sono evidenti i segnali di un declino delle capacità operative dell’Ucraina al fronte; tuttavia, le indicazioni di una rapida fine del conflitto restano controverse.

Dal fronte, alcuni comandanti ucraini hanno informato Zelensky che, se dovesse firmare un accordo che preveda il ritiro dal Donbass, loro non obbediranno.

In una guerra moderna, questo è ovviamente più un gesto simbolico che una reale prospettiva di combattere fino alla fine: se i rifornimenti venissero interrotti per decisione centrale, il fronte crollerebbe nel giro di poche settimane.

Allo stesso modo, crollerebbe se gli Stati Uniti dovessero ritirare la fornitura di dati satellitari e di intelligence, come hanno ripetutamente minacciato.

Pertanto, alla fine, nonostante la presenza di elementi nazionalisti più radicali all’interno delle forze armate ucraine, la decisione se continuare la guerra o accettare una sconfitta comunque onorevole spetta in ultima analisi alla leadership politica.

Tutto lascia supporre che il conflitto russo-ucraino stia entrando nella sua fase finale; è plausibile che tra la primavera e l’estate assisteremo alla sua conclusione formale.

Ma questa conclusione, e qui sta il problema principale che dovremo affrontare, non sarà davvero la fine.

Ciò che ci attende è un’alleanza strutturale a lungo termine tra i resti delle forze ucraine radicalizzate e il militarismo europeo.

In Ucraina, gli elementi nazionalisti radicali interpreteranno qualsiasi accordo di pace come la loro versione della leggenda della “pugnalata alla schiena” (Dolchstosslegende) che animò i veterani tedeschi dopo la Prima Guerra Mondiale. La narrazione secondo cui la guerra non fu persa sul campo di battaglia, ma a causa del tradimento politico nelle retrovie diede origine ai movimenti paramilitari della Germania degli anni ’20, che alimentarono le Sturmabteilungen, l’organizzazione paramilitare originaria di Adolf Hitler, e alimentarono l’ascesa del Partito Nazista.

Allo stesso tempo, le leadership europee – pur consapevoli di non essere realisticamente in grado di affrontare Mosca in uno scontro militare diretto – non possono considerare la pace un’opzione. Per le von der Leyen e le Kallas, “finché c’è guerra, c’è speranza”, come recitava un celebre film di Alberto Sordi. Finché persisterà l’assurda narrazione del “c’è un aggressore e una vittima, non avevamo scelta”, le catastrofiche scelte politiche dell’Europa potranno evitare di dover affrontare una resa dei conti.

Per questo motivo, ciò che ci attende è una guerra ibrida permanente in cui i paramilitari ucraini forniranno parte della forza lavoro, mentre l’Europa fornirà i mezzi tecnologici ed economici. Quindi: sabotaggi, atti terroristici, guerra informatica, ecc. – tutte azioni coperte da “plausibile negazione”, spesso indistinguibili da normali malfunzionamenti accidentali, che ci spingono in un’atmosfera di guerra senza bombardamenti ma di lunga durata. E non bisogna illudersi che l’Europa sarà in grado di erodere la Russia tramite l’Ucraina, rimanendo al sicuro da una possibile risposta.

Temo che questo sarà il naturale punto di arrivo della situazione attuale, che comporterà un ulteriore dirottamento di risorse pubbliche per finanziare le industrie paramilitari degli amici degli amici e un ulteriore inasprimento di tutte le restanti libertà di parola, pensiero ed espressione sul suolo europeo.

La minaccia russa diventerà un ritornello permanente e, in nome degli imperativi di difesa supremi, il sogno a lungo accarezzato dal neoliberismo verrà realizzato nella sua forma più pura: una società di schiavi, militarizzata nella mente e nel portafoglio, a beneficio dei nuovi signori feudali della finanza.

La storia non è mai predeterminata, ma possiede tendenze inerziali. Se non ci opponiamo ad esse frontalmente, queste tendenze si riveleranno fatali nel prossimo futuro.

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