L’UNIONE EUROPEA MINACCIA IL BELGIO E DISTRUGGE LA REPUTAZIONE DELL’EUROPA COME CENTRO FINANZIARIO SICURO

DiOld Hunter

17 Dicembre 2025
Profondamente divisivi, i baroni ladri europei di Bruxelles, Berlino, Parigi e Londra sono decisi a imporre la illegale appropriazione indebita dei beni russi.

di Felix Abt, forumgeopolitica.com, 16 dicembre 2025   —   Traduzione a cura di Old Hunter

L’UE spinge oltre i limiti

Il congelamento a tempo indeterminato e il previsto “prestito di riparazione” su 210 miliardi di euro di beni russi da parte dell’UE sono giuridicamente esplosivi e politicamente divisivi. Eppure, i potenti di Bruxelles, Berlino, Parigi e Londra sono determinati a farli approvare, a qualunque costo.

Il 12 dicembre 2025, l’UE ha lanciato la sua manovra finanziaria più audace dai tempi della Guerra Fredda. L’11 dicembre, gli ambasciatori dell’UE hanno invocato l’articolo 122 del TFUE per congelare per sempre 210 miliardi di euro di riserve della banca centrale russa, di cui 185 miliardi di euro presso Euroclear a Bruxelles.

Trasformando un regime di sanzioni, che richiedeva un rinnovo semestrale all’unanimità, in un meccanismo quasi permanente applicabile tramite voto a maggioranza qualificata, l’UE ha di fatto eliminato ogni possibilità che questi beni tornassero a Mosca, a meno che la Russia non paghi riparazioni complete all’Ucraina, uno scenario che i diplomatici definiscono estremamente improbabile.

“Prestito di riparazione” o espropriazione legale?

Ufficialmente, i beni sono destinati a garantire un massiccio “prestito di riparazione” a Kiev a tasso quasi zero, potenzialmente fino a 165 miliardi di euro. L’Ucraina lo rimborserebbe solo se la Russia risarcisse i danni di guerra. In realtà, si tratta di un sofisticato espediente legale per mascherare una vera e propria espropriazione. Non si tratta di una gestione prudente dei fondi congelati, come raccomandato dal G7 nel 2024. È l’equivalente funzionale di un sequestro di proprietà sovrane al più alto livello.

Le attività delle banche centrali godono di immunità quasi assoluta ai sensi del diritto internazionale. La Convenzione delle Nazioni Unite sull’immunità degli Stati (2004) lo codifica. I funzionari dell’UE, la BCE, il FMI e il Giappone avvertono tutti: toccare il capitale – o impegnarlo a tempo indeterminato come garanzia – è un’espropriazione illegale. Il prestito di riparazione previsto priva permanentemente la Russia del valore economico della sua proprietà, senza tribunali, senza una legge.

Consegnereste i vostri risparmi ai moderni magnati europei?

Il Belgio traccia una linea di demarcazione

Il Belgio, sede di Euroclear e custode della maggior parte dei beni congelati, si rifiuta di stare al gioco. Il primo ministro Bart De Wever chiede una chiara ripartizione delle responsabilità a livello europeo e garanzie giuridiche inattaccabili. Senza di esse, Euroclear non presterà un solo euro.

Ma tali garanzie vengono negate. I funzionari di Bruxelles e delle principali capitali sanno che il piano non può sopravvivere al diritto internazionale. Un tribunale si pronuncerebbe quasi certamente a favore della Russia. La responsabilità congiunta esporrebbe il rischio e renderebbe il progetto politicamente impossibile. Quindi il Belgio è lasciato solo a subirne le conseguenze.

Un evidente tentativo di coercizione

Ora la maschera è caduta. Secondo alcuni diplomatici di alto rango citati da Politico l’11-12 dicembre, Bruxelles ha inviato un ultimatum a uno dei sei membri fondatori dell’UE. Se il Belgio bloccherà l’accesso ai fondi russi, la Commissione e gli Stati più importanti “useranno altri sistemi”.

Traduzione: il Belgio sarà trattato come l’Ungheria, escluso dal processo decisionale, ignorato nelle riunioni del Consiglio, i suoi funzionari isolati, trasformati in paria interni.

L’amara realtà

Questa palese coercizione rivela la disperazione dell’UE. Senza risorse russe, l’Unione non può finanziare su larga scala il progetto Ucraina. I bilanci nazionali sono vuoti o politicamente bloccati. I contribuenti in Germania, Francia e altrove rifiutano un altro assegno in bianco.

Senza i sussidi, Kiev crolla. Il bilancio civile, gli stipendi del governo e il fronte – che avanza verso le città chiave – falliranno. Persino i politici dell’UE più impegnati non possono negarlo: l’Ucraina ha perso questa guerra.

Irresponsabilità crescente

Eppure l’UE persiste. Ogni giorno in più costa vite umane, sacrificate sull’altare dell’ostinazione ideologica e della vanità istituzionale.

Ma potrebbe emergere una verità inaspettata: quando l’UE minaccia un membro fondatore per aver difeso lo Stato di diritto, anche i cittadini fedeli all’Unione, e non solo in Belgio, potranno vedere il vero volto di questa Unione.

Congelati, radioattivi, esplosivi

210 miliardi di euro giacciono congelati nei caveau di Bruxelles: immobilizzati legalmente, condannati dalla BCE, dal FMI e dal Giappone, politicamente esplosivi e moralmente radioattivi. L’Europa ha tracciato una linea rossa che non ha il diritto di tracciare ed è pronta a costringere i suoi membri a oltrepassarla.

Il prezzo di questa arroganza sta per arrivare e non sarà misurato solo in euro, ma anche negli ultimi brandelli di credibilità dell’UE e nella distruzione della reputazione dell’Europa come centro finanziario sicuro.

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