ALL’UCRAINA HANNO “VENDUTO” L’INGRESSO NELLA UE E ORA NON SANNO COME FARE PER FARLA ENTRARE

DiOld Hunter

17 Gennaio 2026
Importante scoop del Financial Times, secondo cui l’ingresso nella Ue sarebbe merce di scambio per fare accettare all’Ucraina l’accordo di pace. Ma sarebbe come lanciare una bomba a Bruxelles.

Giuseppe Liturri, orabasta.substack.com, 16 gennaio 2026

C’è da restare sgomenti nell’apprendere quanto bolle in pentole nelle cucine della Commissione.

Infatti oggi, con grande rilievo sul Financial Times si riferisce di quanto appreso da fonti riservate, secondo cui la Commissione Europea sta elaborando proposte preliminari per modificare radicalmente il sistema di adesione all’Ue in vigore dal 1993, introducendo un modello a due livelli che potrebbe accelerare l’ingresso dell’Ucraina in caso di accordo di pace con la Russia.

L’idea, ancora in fase embrionale, prevede che Kyiv entri nel blocco con diritti di voto limitati inizialmente e accesso graduale al mercato unico, ai sussidi agricoli e ai fondi di sviluppo, dopo il raggiungimento di tappe successive all’adesione.

Questo approccio “allargamento leggero” mira a soddisfare le esigenze di Zelenskyy, che vede l’adesione come elemento essenziale per accettare eventuali concessioni territoriali in un piano di pace guidato dagli Stati Uniti, ma sta suscitando forte inquietudine tra i governi europei per i rischi di instabilità, svalutazione del valore dell’appartenenza e impatto sugli altri paesi candidati.

L’ingresso nella Ue, con tutti i benefici connessi per un Paese come l’Ucraina che sarebbe ovviamente beneficiario netto dei fondi, pare che sia parte essenziale dell’accordo di pace, al fine di far digerire a Kiev altre parti (come la cessione dei territori) meno favorevoli. Insomma, Trump e Putin hanno fatto i conti senza l’oste, che sta a Bruxelles, nelle altre capitali degli Stati membri e degli Stati in attesa da anni. Una miccia lanciata in una polveriera.

Mettono i brividi i termini ultimativi, usati nella “soffiata” al quotidiano londinese:

“Si tratta di tempi straordinari che richiedono misure straordinarie. Non stiamo minando l’allargamento, stiamo allargando il concetto stesso di allargamento. Le regole sono state scritte più di trent’anni fa e devono diventare più flessibili. Questo è un momento unico nella generazione e dobbiamo affrontarlo.”

Il papocchio si articola in questo modo:

“Secondo le proposte ancora in fase di sviluppo, Kyiv otterrebbe accesso incrementale a parti del mercato unico, ai sussidi agricoli e ai fondi di sviluppo interni del blocco dopo aver soddisfatto tappe successive all’adesione, ma inizialmente non disporrebbe dei normali diritti di voto nei summit dei leader e nelle riunioni ministeriali.”

Ovviamente i mal di pancia delle fonti diplomatiche degli Stati membri sono fortissimi:

“È una trappola tesa da Putin e Trump e noi ci stiamo camminando dentro. L’Ue si trova di nuovo tra l’incudine e il martello, costretta ad accelerare l’adesione dell’Ucraina, ma farlo aprirebbe un vaso di Pandora di rischi politici e di politica che nessuno a Bruxelles comprende appieno.”

Emergono in modo lampante tutte le contraddizioni con il processo di allargamento come è stato concepito finora:

“Non si può avere un processo basato sul merito con una data di completamento prestabilita. Se provi a imporre questo ai governi degli Stati membri, non lo accetteranno mai, rischiando di aprire una frattura dannosa tra Bruxelles e gli Stati.”

E soprattutto è tutto da valutare e potenzialmente rischioso cosa potrebbe accadere ai rapporti con gli altri ben 9 Paesi in lista per l’ingresso, non da oggi. Un impatto deflagrante:

“Montenegro e Albania sono i più avanti nel percorso dei capitoli e potrebbero sentirsi offrire un premio meno allettante, mentre si pongono enormi interrogativi su come l’Ue interagirebbe con i vicini stretti e su possibili esiti imprevisti per paesi come Bosnia, Turchia o persino Norvegia e Regno Unito.”

Come se non ci fossero già abbastanza grane a Bruxelles, ora arriva quella più grande di tutte. Allacciate le cinture.

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